giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

La Grecia al voto in primavera
Pubblicato il 19-01-2012


Con ogni probabilità passerà in Grecia la richiesta socialista di non anticipare troppo le elezioni politiche, comunque attese in primavera. La data è ancora da stabilire, ma il primo ministro “tecnico” Lucas Papademos ha detto che a votare si andrà in aprile, comunque dopo che l’attuale governo transitorio avrà concluso i negoziati con i creditori, privati e istituzionali, per evitare il default. A premere per votare prima sono i conservatori di Nea Dimokratia, convinti dai soliti sondaggi di capitalizzare i favori dell’elettorato, ottenendo lo scioglimento del Parlamento una volta ridotto l’ammontare del debito grazie ai negoziati in corso, ma prima che siano varate ulteriori, drastiche misure di austerità.

Su posizioni opposte sono i socialisti del Pasok, decisi a non chiedere alla popolazione di pronunciarsi prima che siano completate le misure affidate al governo tecnico. Ciò detto e riconosciuto, non si può ignorare che tra le motivazioni dei socialisti ci sia quella di avere il tempo per designare il successore del loro leader storico ed ex primo ministro Giorgos Papandreou, dimessosi lo scorso novembre proprio per consentire a Papademos, che è un indipendente, di dare vita al proprio governo  unitario, nel quale siedono anche esponenti dell’estrema destra nazionalista del Laos. Il Pasok dovrebbe scegliere il suo nuovo leader appunto in marzo, e dunque avversa tenacemente l’ipotesi di votare senza che  l’avvicendamento di Papandreou si sia consumato.

Papademos sta incontrando i leader dei partiti che sostengono il suo Governo, lo stesso Papandreou, Giorgos Karatzaferis del Laos e Antonis Samaras di Nea Dimocratia per chiedere loro di assumersi le proprie responsabilità di fronte alla gravità della situazione. Per venerdì mattina invece è prevista una riunione dei tre che sarà presieduta dal capo di Stato Karolos Papoulias. Nel frattempo sta riprendendo il dialogo fra le parti sociali con un incontro fra i rappresentanti dei lavoratori e quelli degli industriali, dei piccoli e medi imprenditori e dei commercianti.

La Confederazione Generale dei Lavoratori di Grecia (Gsee), guidata da Giannis Panagopoulos, in nessun caso è disposta a parlare di questioni che riguardino modifiche al contratto collettivo di lavoro, il taglio di tredicesima e quattordicesima mensilità e la riduzione dello stipendio minimo garantito nel settore privato. Anche le organizzazioni imprenditoriali si sono dette decise a salvaguardare il contratto collettivo di lavoro e tutti gli altri diritti dei lavoratori, mentre sono disposti a discutere della riduzione dei costi funzionali della produzione. Le prospettive di un mancato accordo sono però concrete e, in questo caso, il governo potrebbe intervenire con un provvedimento legislativo, anche se il  ministero del Lavoro ha già ammesso che  non sarebbe la soluzione del problema.

Odisseo

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