La memoria è il fondamento della storia. Va esercitata ogni giorno, come in una palestra, va tramandata di generazione in generazione. Celebriamo oggi il Giorno della memoria, ma dobbiamo portare ogni giorno con noi il ricordo dei sei milioni di vittime del genocidio nazista. E rafforzarlo nel tempo. Perché i riflessi di quell’orrore sono ancora vivi: negli echi dell’ideologia xenofoba nazifascista che si rafforzano nella società globalizzata e sfociano nell’odio razziale, ma anche nell’intolleranza quotidiana, nella discriminazione della diversità di cultura, di religione, di genere.
Penso ai senegalesi uccisi a Firenze e al campo nomadi di Torino mandato in fiamme. E ricordare la Shoah significa anche rinnovare i valori fondanti del nostro Paese, come la democrazia, la libertà, la stessa che provarono i deportati nel giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. E fare in modo che le Shoah quotidiane non si ripetano più.
Lo sterminio del popolo ebreo, la deportazione, i crimini nazisti e le leggi razziali fasciste sono da ricordare allo stesso modo in cui devono essere ricordati quanti si opposero alle persecuzioni e alla schiavitù. Senza retorica. E quando non ci saranno più i testimoni diretti del Terzo Reich, le giovani generazioni dovranno assumersi la responsabilità di tramandare questa memoria. Perché l’oblio e l’indifferenza provocano un altro terribile genocidio: il negazionismo, quello che uccide ancora.




FiuuuuuuFinalmente spaipamo cosa NON succedera il prox anno.Come al solito basta leggere il Geab… al contrario!Guerre CiviliDefault Corsa alle armiCorsa al bolscevicoShalomEtc etc tutte previsioni azzeccate (al contrario)grazie mille