domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La Sirleaf al suo secondo mandato in Liberia promette un «nuovo inizio»
Pubblicato il 19-01-2012


Con un’imponente cerimonia Ellen Johnson Sirleaf, Premio Nobel perla Pace2011, haprestato giuramento per altri sei anni come presidente della Liberia, Paese dell’Africa orientale uscito da due successive guerre civili (1989-1996  e 1999-2003) che hanno causato centinaia di migliaia di  morti. Decine di capi di Stato e personalità internazionali come il Segretario di Stato americano Hillary Clinton hanno assistito alla riconferma ufficiale della Sirleaf, 73 anni, primo presidente donna di uno Stato africano, economista laureata ad Harvard, già dirigente della Banca Mondiale ed eletta per la prima volta alla guida della Liberia nel 2006. All’epoca promise che non si sarebbe ricandidata per un secondo mandato, ma in seguito ha deciso di fare diversamente, sostenendo che sei anni non erano sufficienti per risolvere i problemi di questa nazione di 3,7 milioni di abitanti tuttora afflitta da povertà e alti tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile.

LE URNE – «Oggi è un nuovo inizio, una rinascita della nostra democrazia» ha detto nel discorso inaugurale la presidente, promettendo tra le altre cose di continuare a lottare contro la corruzione. La sua rielezione è avvenuta in un contesto problematico: alla vigilia del secondo turno di voto, fissato per l’8 novembre 2011, Winston Tubman, candidato del principale partito di opposizione, il Congress for Democratic Change (Congresso per il Cambiamento Democratico, Cdc), convocò una manifestazione di protesta per boicottare le elezioni, durante la quale la polizia aprì il fuoco uccidendo quattro dimostranti.La Sirleaf ottenne il 90,7% delle preferenze con un basso afflusso alle urne (solo il 38% degli aventi diritto) e inizialmente Tubman, denunciando frodi, rifiutò di accettare l’esito della tornata elettorale. In questi ultimi giorni, però, ha stretto un accordo per il riconoscimento del voto con il partito di governo, lo Unity Party, ed ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione, nonostante critiche e perplessità da parte della base. Nel 2006 il partito di Ellen Johnson Sirleaf aveva vinto con minor margine, ma i votanti erano stati il 71,8% degli aventi diritto.

APPOGGIO USA – Se a livello internazionale la presidente è molto ammirata (Hillary Clinton, intervenendo alla cerimonia, ha affermato che «ha fatto un grande lavoro di ricostruzione del suo Paese»), i suoi connazionali, specialmente quelli all’opposizione, le rimproverano una non adeguata attenzione verso i giovani disoccupati e gli ex combattenti della guerra civile, che non si sono sentiti garantiti dal suo governo.

PASSI AVANTI – Come rilevano gli osservatori politici, a differenza del 2006 oggi la capitale Monrovia è stata in gran parte ricostruita: acqua corrente ed elettricità sono tornate in alcune, se non in tutte le zone della città.La Sirleaf è stata in grado di attrarre investimenti per oltre 16 miliardi di dollari nei settori minerario, agricolo, forestale e petrolifero e ha ottenuto la remissione del debito del suo Paese per oltre quattro miliardi di dollari. Tuttavia, come sottolinea Mark Naftalin, ricercatore al Peace Research Institute of Oslo (Istituto per la ricerca sulla pace), le sfide da affrontare sono simili a quelle delle prime elezioni del dopo-guerra nel 2006, ma adesso le aspettative nei confronti della Sirleaf sono molto più alte.

 Luciana Maci

 

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