domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La terra trema. L’esperto: ancora allerta in pianura Padana
Pubblicato il 30-01-2012


Nell’arco di pochi giorni la terra al Nord Italia ha tremato in tre occasioni. Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, con epicentro Verona, una scossa di magnitudo 4.2 ha fatto sussultare la zona della pianura Padana, giungendo fino a Milano e in tutta l’Emilia Romagna. La mattina seguente, la prima scossa è stata avvertita nella provincia di Parma: 33 i chilometri di profondità e 4.9 la magnitudo. Nel corso della giornata altre sono state le scosse registrate, ma di intensità minore. Nel pomeriggio del 27 gennaio la terra è tornata a tremare: erano le 15:53 quando una scossa di magnitudo 5.4 ha avuto l’epicentro all’altezza del comune di Frignano, sempre in Emilia Romagna, ad una profondità di 60 chilometri.

L’ESPERTO – La domanda sorge spontanea: tutte queste scosse sono correlate fra loro? «In generale non c’è correlazione diretta e specifica, ma solo geodinamica – ha spiegato Gianluca Valensise, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Le scosse si sono registrate in zone appartenenti ad un dominio geodinamico unitario che si identifica con una microplacca, quella Adriatica. La sensazione è che questi terremoti siano riconducibili a movimenti di questa microplacca. Ma, per ora, è solo un’ipotesi di lavoro». La paura per gli abitanti delle zone interessate è stata tanta, ma, fortunatamente, oltre l’evacuazione delle scuole e la corsa in strada per uscire dagli edifici più alti, non sono stati segnalati gravi disagi. Qualche edificio storico come la chiesa di Santa Maria Nascente a Brescello, celebre in tutta Italia perché è stata la location dei film di ‘Don Camillo e Peppone’, è stata danneggiata dal sisma, come alcuni palazzi nella città di Massa, dove si sono svolti accertamenti negli edifici scolastici prima di far rientrare gli alunni.

PLACCA ADRIATICA – «La scossa è stata piuttosto profonda – ha proseguito Valensise – e quando i movimenti arrivano da grandi profondità di solito non hanno molte repliche. Però quello che è strano è che è un’insolita profondità per una magnitudo abbastanza rilevante. Riteniamo che potrebbero registrarsi nuove scosse, sempre nella zona della pianura Padana, causate dal movimento della microplacca Adriatica, dato che alla stessa categoria di sisma si può aggiungere, ad esempio, il terremoto di luglio a Torino». Probabilmente gli abitanti delle zone circostanti alla pianura Padana sentiranno nuovamente la terra muoversi sotto i loro piedi, ma l’attenzione sul fenomeno è alta e le forze dell’ordine, allarmate da centinaia di telefonate arrivate ai loro centralini, saranno pronte a gestire l’eventuale emergenza.

Martina Perrone

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