lunedì, 12 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’abbraccio del Subcontinente americano
Pubblicato il 13-01-2012


La cinque giorni sudamericana ha regalato molti abbracci e strette di mano al Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Accoglienze calorose all’aeroporto e celebrazioni varie hanno fatto da corollario a nuove alleanze politiche, accordi di cooperazione in ambito commerciale e scientifico, progetti di ricerca comuni su energia e ambiente. Vero è che il tour diplomatico appena concluso – in Venezuela, Nicaragua, Cuba ed Ecuador – non sembra aver procacciato ad Ahmadinejad alcun sostegno concreto, nel caso di un embargo europeo sul greggio iraniano. Ma, in generale, l’Avana riconosce da tempo a Teheran il diritto allo sviluppo di un proprio programma nucleare. Il Brasile manca all’appello degli Stati visitati, ma i rapporti commerciali tra i due Paesi sono già avviati da tempo. Durante l’incontro il Presidente del Venezuela Hugo Chávez scherza addirittura sulla «follia imperialista» statunitense, come anche sui timori del mondo nordoccidentale riguardo alla bomba atomica. E in ogni caso, Cina, Russia ed India potrebbero smaltire buona parte della produzione di greggio iraniano.

GELO CON USA – Due giorni fa è saltato in aria Mustafa Ahmadi Roshan, scienziato nucleare iraniano, il quarto assassinato dal 2010. Come nei casi passati, per il Presidente iraniano non ci sono dubbi: c’è dietro il Mossad o la Cia. Ma i rapporti con il «peccaminoso mondo occidentale» erano tesi già da settimane. Alla minaccia di inasprimento delle sanzioni europee Ahmadinejad aveva risposto con la promessa di chiudere lo stretto di Hormuz, attraverso cui transitano circa l’80% delle importazioni europee di petrolio, il 13% del fabbisogno italiano e il 40% del greggio mondiale. Pochi giorni dopo, l’emissione di una condanna a morte per Amir Mirzai Hekmati, cittadino statunitense di origine iraniana accusato di spionaggio per la Cia. Infine, nuova linfa alla partnership con i Paesi del fronte anti USA dell’America Latina, con questo tour diplomatico, e annuncio dell’apertura di un nuovo sito per l’arricchimento dell’uranio: l’Iran ce la mette tutta per provocare Washington, quanto meno a livello mediatico.

ISRAELE – Mentre diverse agenzie di stampa diffondono immagini di trionfo, dei volti raggianti di Ahmadinejad e dei Capi di Stato sudamericani, vari giornali venezuelani esprimono inquietudine per le ripercussioni, sulle relazioni internazionali di Caracas, della visita di «uno Stato che promuove il terrorismo e che rifiuta di riconoscere gli altri Paesi». Le Associazioni Israeliane e le comunità di ebrei residenti sul territorio hanno comunicato sconcerto e disapprovazione. Un allarme di altra natura è espresso invece sul sito d’informazione Asia Times: il pericolo che l’isolamento internazionale dell’Iran si scarichi ulteriormente sulle spalle delle popolazioni locali. Lo stesso è già avvenuto – come noto – nell’Iraq degli anni ’90 e nella Libia di Gheddafi.

Silvia Koch

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento