sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

L’America’s Cup di Napoli rischia di affondare
Pubblicato il 20-01-2012


Resta altissimo il rischio che salti la Coppa America a Napoli. L’ultima parola spetta ai giuristi del ministero dei Beni culturali, chiamati a interpretare il vincolo di un decreto ministeriale del 2005 che impedisce la costruzione di qualsiasi struttura sul lungomare Caracciolo e impone il rispetto della visuale dei monumenti. Chi si assumerà la responsabilità di derogare a tale divieto, magari fino all’anno prossimo quando è in programma la seconda tappa della America’s Cup World Series?

PRESSIONI – Le pressioni politiche sul Governo sono forti. Lo dimostra la nota diramata dall’ufficio stampa del Comune a conclusione della Conferenza dei servizi -svoltasi a Palazzo S. Giacomo – per l’approvazione del progetto della Coppa America che interesserà via Caracciolo-Rotonda Diaz. «Tutte le autorità competenti – dice la nota – si sono espresse favorevolmente rispetto al progetto presentato. Le Soprintendenze, rappresentate dall’architetto Stefano Gizzi, hanno chiesto di procedere ad una nuova convocazione in attesa della rapida definizione dell’istruttoria, da loro attivata e al momento al vaglio dell’Ufficio legislativo del ministero dei Beni culturali. Il capo di gabinetto del Comune di Napoli, che ha presieduto la conferenza, aderendo a quanto rappresentato dalle Soprintendenze, ha quindi riconvocato per giovedì 26, ore 10, la stessa Conferenza esclusivamente per la parte relativa alle Sovrintendenze».

BENI CULTURALI – In una settimana, quindi, va sciolto il nodo tecnico. La patata bollente è nelle mani del Direttore Generale dei Beni Culturali Gregorio Angelini. La proposta prevede un allungamento della scogliera emergente di tre metri sul livello del mare, con la realizzazione di due “baffi” sulle testate che, invece, in base al citato decreto, andrebbe eliminata almeno per la parte emergente.

LOBBY – Non c’è ancora chiarezza, infine, sull’indiscrezione raccolta da l’Avanti!, secondo cui a scaldare i motori per l’organizzazione della manifestazione ci sarebbe la Jumbo Grandi Eventi (in passato curatrice di Coppa America a Valencia, Olimpiadi invernali a Torino e Mondiali di Nuoto a Roma) che vanta tra i proprietari anche Luigi Abete, Diego Della Valle e Aurelio De Laurentiis. «Sono solo voci, le gare internazionali per l’organizzazione dei servizi non sono state ancora bandite», hanno commentato dallo staff dell’Acn, la società di scopo creata per l’America’s cup e presieduta dal presidente dell’Unione industriali, Paolo Graziano. Il rischio concreto è che vincano i soliti noti, quelli della lobby dei grandi eventi che in Italia tanti interessi attraggono.

Carlo Porcaro

 

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