martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Emilia Romagna non teme i controlli in montagna
Pubblicato il 09-01-2012


Stando ai dati del Fisco, mete di montagna meno note, ma sicuramente più virtuose nella lotta all’evasione sono in Emilia Romagna, dove i recenti controlli restituiscono un’immagine trasparente alla regione. In particolare, due sindaci, Flavio Foietta del comune di Santa Sofia (Fc), e Claudio Moretti del comune di Monchio delle Corti (Pr) si sono dichiarati a favore dei controlli, senza alcun timore per eventuali blitz nelle loro località.

Sindaco Foietta, crede che il blitz della Finanza a Cortina sia stato effettuato in modo opportuno?

Forse si sarebbe potuto evitare di spaventare i turisti, ma in linea di massima credo che sarebbe corretto per la serietà di ogni cittadino italiano se la Finanza effettuasse dei controlli severi un po’ in tutto il Paese, ce n’è bisogno. La gente non è più disposta a sopportare tutta una serie di furbizie messe in atto da persone che si credono al di sopra della legge.

La vostra è una delle mete emiliane più interessanti dal punto di vista turistico. E da quello fiscale?

Il mio comune è abbastanza corretto, anche se ci accorgiamo che qualche stortura purtroppo c’è. Niente di grave, non siamo certo al livello dei miliardari di Cortina. E tuttavia anche noi ci siamo resi conto che il modo di aggirare l’I.S.E. (l’Indicatore della situazione economica, ndr) c’è, anche se il fenomeno è ovviamente molto più contenuto rispetto ad altre realtà italiane.

Qual è secondo lei l’ottica giusta per affrontare il problema? 

È una questione culturale: il problema ormai è diffuso ovunque. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche. E’ giusto che i primi a pagare siano i cosiddetti “furbetti”.

 

Dello stesso avviso anche Claudio Moretti, che presiede la giunta a Monchio delle Corti, comune di riferimento per la nota pista sciistica di Prato Spilla.

 

Sindaco Moretti, come viene percepito il fenomeno dell’evasione fiscale in una realtà piccola come la vostra?

Credo che ci siano tante vie per combattere l’evasione, e che tutte vadano perseguite. Il problema è che tutto ciò che è pubblico, dalla maggior parte della gente viene considerato come fosse di qualcun’altro. Forse perché la politica oggi parla nel modo sbagliato ai cittadini, non riesce a far capire certe cose.

Quali?

Che gli strumenti per combattere l’evasione li abbiamo, ma c’è ancora la convinzione che pagare le tasse sia quasi un reato. I più furbi, o meglio, coloro che si considerano tali, devono pagare. È una questione di mentalità, di non condivisione di alcuni aspetti della cosa pubblica che sono di tutti. E sotto questo aspetto, noi per primi dovremmo mostrare la giusta via.

In che modo?

Perché la gente paghi le tasse c’è bisogno che gli amministratori pubblici diano il buon esempio, facendo buon uso del denaro che gli viene dato. Denaro che c’è, ma che viene speso male il più delle volte.

Quindi c’è un duplice fronte su cui lavorare.

Ognuno deve fare la sua parte: il cittadino deve capire che non pagare le tasse è un reato grave, mentre l’amministratore deve spendere bene i soldi che gli sono dati. E glielo dice il sindaco di un comune piccolo, che è riuscito lo stesso ad accorgersi che i soldi per governare ci sono.

Raffaele d’Ettorre

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