mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Europa in cerca d’aiuto
Pubblicato il 30-01-2012


Cerca aiuto l’Europa della moneta unica, nella convinzione che contro l’ondata speculativa le proprie forze potrebbero non bastare, soprattutto se non riuscirà a darsi in fretta quelle nuove regole necessarie per mettere le istituzioni e la politica in grado di fronteggiare una finanza internazionale che ha poco a che fare con l’economia reale e che, soprattutto, è del tutto incurante della condizione delle popolazioni. A poche ore dall’incontro tra Monti, Merkel e Sarkozy che oggi a Bruxelles precederà la riunione del Consiglio europeo, e dal quale si attendono ulteriori indicazioni per difendere l’euro e per sostenere la crescita economica europea, ci ha pensato il commissario europeo agli affari economici e monetari, Olli Rehn, a rilasciare dichiarazioni che suonano come una richiesta di aiuto, o meglio di comune presa di coscienza. Secondo  Rehn,  l’azione della Banca centrale europea contro la crisi è stata molto importante, e anche Stati Uniti e Gran Bretagna devono aiutare a costruire una rete di sicurezza contro il possibile aggravarsi della crisi.

IDEE PIÙ CHIARE – Oggi, comunque, si avranno idee più chiare sulle intenzioni e soprattutto sulla determinazione degli europei. I capi di Stato e di Governo dell’Unione sono arrivati a Bruxelles — tra paralisi e disagi per uno sciopero generale dei sindacati belgi contro il piano di austerità del Governo di Elio di Rupo — con tre obiettivi. Primo: accordarsi sulla versione definitiva del Patto di bilancio con il quale 26 Stati membri (tutti ad eccezione della Gran Bretagna) si impegnano a rafforzare la disciplina di bilancio accettando vincoli e sanzioni automatiche. Secondo: superare le divisioni sulla creazione del nuovo fondo salva-Stati permanente (Esm), sulla cui entità non c’è ancora accordo. Terzo: lanciare un’azione per la crescita e il lavoro, soprattutto giovanile, perché — si legge nella bozza del documento finale già circolata a Bruxelles  — «la stabilità finanziaria e il consolidamento di bilancio sono condizioni necessarie, ma non sufficienti». È importante che «lunedì si chiuda sul patto di bilancio, ma sono importanti anche crescita e occupazione», ha detto nei giorni scorsi la Merkel a Berlino, in una conferenza stampa con il nuovo capo del governo spagnolo, Rajoy. «Consolidamento dei conti e crescita non sono in contraddizione fra loro: per questo lunedì ci occuperemo sia del patto fiscale sia delle misure di crescita» ha aggiunto  Merkel, negando quelle divisioni tra i  leader europei riferite quotidianamente da tutti gli osservatori. «Lavoriamo mano nella mano» ha detto. Sperando che nessuno porti al dito uno di quegli anelli del medioevo europeo che trasformavano una stretta di mano in una trafittura mortale.

NODI PERSISTENTI – In realtà, ci sono ancora diversi nodi da superare. Gli sherpa saranno al lavoro da oggi sull’ultima bozza del Patto per — secondo fonti comunitarie — «risolvere una o due questioni pendenti». Tra queste, la partecipazione dei Paesi firmatari non membri dell’euro ai summit dell’eurozona (su cui la Polonia è determinata a non cedere) e il ruolo della Corte di giustizia nell’imporre multe agli Stati che non rispettano l’obbligo di  pareggio di bilancio, che sarà scritta nella «Costituzione o in leggi equivalenti». La battaglia dell’Italia per un’interpretazione flessibile e non rigida della regola sul rientro dal debito eccessivo sembra essere vinta — dicono gli analisti — a meno di sorprese dell’ultima ora. Sul testo del nuovo trattato che istituisce il fondo Esm si parte dall’intesa raggiunta lunedì tra i ministri delle Finanze su alcuni punti chiave quali: la maggioranza qualificata per le decisioni (85 per cento), l’avvio a luglio, e la coabitazione fino al 2013 con l’Efsf, cioè il precedente fondo salva-Stati. A dividere resta la valutazione sull’aumento delle risorse (la Germania propende per mantenerle a 500 miliardi di euro, l’Italia e l’Fmi vorrebbero arrivare a una potenza di fuoco di almeno 750), ma la questione è rimandata al vertice del primo del marzo.

Odisseo

 

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