venerdì, 23 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Agenda
Pubblicato il 09-01-2012


Siamo tutti d’accordo: il Governo Monti è un esecutivo tecnico naturalmente sostenuto da una maggioranza in Parlamento. Ma tecnico non significa “esclusivo”. Esclusivo nello stabilire priorità, agenda dei lavori, modalità di esecuzione, soluzioni. Tecnico, insomma, non è né esclusivo, né unico. Poiché le questioni distese sul tavolo del chirurgo sono molte e tutte rilevanti, conviene ai partiti che reggono Monti alle Camere definire quanto prima un’agenda dei lavori se non vogliono soccombere ancor prima che la partita abbia inizio. Salvo che abbiano deciso di votare gli atti alla Camera e al Senato come tanti esecutori disinteressati alle loro sorti e alla fortuna dell’Italia.

L’agenda dei partiti potrebbe non corrispondere a quella del Presidente del Consiglio. Né la soluzione di alcuni problemi potrebbe essere la stessa. I socialisti hanno posto quattro priorità da deliberare dopo la manovra del dicembre scorso. Il Congresso di Fiuggi le ha fatte proprie e come tali le abbiamo consegnate al Professore. Riordino istituzionale, recupero di risorse (attraverso patrimoniale, tassazione rendite finanziarie e lotta a evasione fiscale) da destinare allo sviluppo, riforma del sistema di tutela del lavoro per garantire chi  non ha diritti, lotta agli sprechi pubblici e tagli a politica e burocrazia statale.

Il dettaglio dei quattro capitoli è stato naturalmente fatto conoscere al Capo del Governo, mentre a Bersani e a Casini abbiamo richiesto un incontro per affrontare, ora, il nodo spinosissimo dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Fissare i contenuti dell’agenda non è un’operazione formale. E’ stabilire ciò che si può fare separandolo da ciò che non verrà fatto. E’ sostanza, non accidente! E’ legge, non “chiacchiere e distintivo”. L’agenda è il portolano. Monti ne ha uno. Il suo. E gli altri?

Riccardo Nencini

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Commenti all'articolo
  1. Nella nisura del possibile bisogna distinguerci, guai appiattirci sulle posizioni altrui. No al pensiero unico che vorrebbero imporre “quelli che non sbagliano mai, abbiamo110 anni di storia, abbiamo dato uomini e idee a tutti. Il problema è che i giovani non sanno nemmeno chi siamo e cosa vogliamo.

  2. Bravo Riccardo fai bene a evidenziare certe incongruenze. Ora bisogna far si che i media ci diano ascolto .. io non escuderei azioni forti e fuori dai nostri canoni in tutta Italia.

  3. Cosa buona sarebbe ricordarci e ricordare, che i socialisti sono nati per dare DIRITTI a chi non ne ha, non per toglierli a chi ne ha! anche perchè molti dei diritti sono stati possibili grazie sopratutto alle Leggi fatte e volute dai SOCIALISTI !! L’art. 18 è una conquista di civiltà, non un privilegio!! eliminare il precariato e le 46 forme di “caporalato legalizzato” questa è l’UNICA PRIORITA’.

  4. Il gioco delle tre carte è vecchio come il cucco eppure c’è ancora chi ci casca , soprattutto perché il gioco in questione oltre all’abilità di chi lo propone è CONFORTATO da addomesticati COMPARI!!!
    A parte questa riflessione che ritengo potrà essere sicuramente utile a chiunque voglia valutare intus-ligentemente il Governo tecnico e le sue manovre, desidero rivolgere al compagno Nencini e attraverso Lui a tutto il Partito un calorosissimo: AVANTI TUTTA!!!!!

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