sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lombardia, la salute ha un costo
Pubblicato il 12-01-2012


La regione Lombardia ha comunicato che informerà i degenti negli ospedali lombardi sul costo sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale per le loro cure. Chi sarà ricoverato saprà così quanto la sua cura sarà costata alla collettività. Interventi ormai abituali (bypass coronarico, cure antitumorali, etc) costano diverse migliaia di euro ed il paziente spesso ne paga solo poche decine per il ticket.

Ottima idea che andrebbe estesa anche all’acquisto di farmaci con prescrizione medica e agli esami diagnostici. Il paziente dovrebbe sempre essere informato di quanto costa alla collettività la prestazione che riceve dal SSN. Così potrà apprezzare appieno quanto sia vantaggioso il sistema sanitario italiano.

 

STATO SOCIALE – In una lettera al quotidiano “La Repubblica” una lettrice ha espresso perfettamente quanti e quali benefici lo Stato sociale avesse a lei erogato (farmaci, cure mediche, parti, asili e scuole per i figli, pensione) e di conseguenza come lei ritenesse giusto sostenere con maggiori imposte lo Stato in un momento difficile per conservare tutto questo per i suoi figli e nipoti. Lo stato sociale non è altro che la estensione a tutta la collettività delle «mutue di pronto soccorso»: un gruppo di lavoratori sfruttati come i minatori, decide di “tassarsi” volontariamente per mettere insieme una somma che sarà utilizzato dalla vedova e dai figli di quelli di loro che moriranno nella miniera.

 

MUTUE – Ai soci di queste mutue di pronto soccorso era ben chiaro che la maggioranza di loro (coloro i quali sarebbero rimasti in vita) ci avrebbe rimesso ed una minoranza (le famiglie dei morti) avrebbe avuto un “guadagno” incassando le somme versate dalla collettività dei soci per la propria sopravvivenza. La collettività nazionale versa dei contribuiti sanitari (ora sostituiti dall’IRAP, pagata dalle imprese) per permettere a quelli di loro che saranno colpiti da un tumore di avere le cure necessarie. La maggioranza che non è colpita da tumore registrerà una perdita economica secca (tassa pagata contro nessun servizio) ma dovrebbe essere ben felice di permettere a chi sarà colpito dal male (ogni membro della collettività è esposto al rischio) di avere le migliori cure possibili. Per come è organizzato lo Stato Sociale il momento in cui il cittadino ne sostiene il costo pagando tasse e contributi sociali è completamente staccato da quello in cui riceve il servizio, cioè quando usufruisce del servizio sanitario nazionale ad un prezzo molto inferiore al costo sostenuto dallo Stato o riceve la pensione. I due momenti vanno avvicinati e l’informazione fornita dalla Regione Lombardia va nella giusta direzione.

 

SPRECHI – La separazione dei momenti del sostegno del costo da quello della fruizione del servizio ingenera grossi errori di valutazione nelle persone: da un lato l’idea che le tasse vadano tutte a finanziare gli sprechi, e dall’altro l’idea che i servizi ricevuti non valgano nulla (solo quello che si paga ha un valore). Ed ecco che la concentrazione va sulle pur vere disfunzioni del SSN (sprechi, ritardi, cattiva educazione degli operatori sanitari) piuttosto che sul fatto che si ricevono le migliori cure disponibili al mondo che pochissimi di noi potrebbero sostenere direttamente. Quante volte abbiamo sentito nei corridoi degli ospedali la frase: «che mi lascino le tasse che verso, che mi faccio una assicurazione come si deve». Bene, se fossero stati informati sul costo del servizio ricevuto forse molte persone non avrebbero pronunciato quelle parole. Il nostro sistema di sanità pubblica è modellato su quello inglese del dopoguerra e garantisce una copertura universale, cioè a tutti. Anche agli extracomunitari clandestini che si presentano al pronto soccorso. Nel sistema americano dominato dal privato la popolazione riceve cure di qualità ed efficacia decrescente al decrescere del reddito, e larghe fasce della popolazione sono del tutto prive di copertura sanitaria. Il sistema americano non solo è meno “umano” del nostro, ma soprattutto è molto meno efficiente in termini del rapporto costi-benefici collettivi: gli Stati Uniti spendono in rapporto al PIL molto più dell’Italia e la loro popolazione è mediamente curata peggio. E dobbiamo essere grati a chi subisce un danno economico dal fatto che il nostro sistema sanitario è pubblico anziché privato: sono i bravi medici ed i bravi infermieri che guadagnano molto meno di quanto guadagnerebbero in un sistema “all’americana”, ed i ricercatori, che negli Stati Uniti sono finanziati dalle grandi imprese farmaceutiche ed dagli ospedali privati, mentre in Italia una politica miope e volta al breve termine ha continuato a tagliare i fondi per la ricerca.

di Mario Zanco

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. E’ vero che noi italiani usufruiamo dei vari servizi offerti dal SSN pagando ticket che ricoprono in parte il costo sostenuto dallo Stato, ma come ogni medaglia ha un suo rovescio, per fare una semplice ecografia occorrono mesi, per una visita specialisticaliste d’attesa più o meno lunghe; a volte i medici non hanno più la vocazione e di conseguenza visite sommarie (personalmente è accaduto ciò). Nonostante ciò, ben vengano tasse da pagare a beneficio dell’intera comunità perchè purtroppo nessuno di noi è immune.

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