mercoledì, 26 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Low Cost di Qualità, per non mettere in saldo i consumi
Pubblicato il 06-01-2012


Ogni inizio d’anno è sempre carico di aspettative e i saldi nei negozi sembrano il primo atto propiziatorio del bambinello appena nato. In realtà i saldi sono la più evidente denuncia di una politica dei prezzi trasformatisi negli anni in una vera e propria sperequazione e non più fisiologica speculazione. Per intenderci, a ogni passaggio della filiera, dalla produzione delle materie prime fino alla distribuzione, i costi cosiddetti fissi e del lavoro finiscono per incidere sui prezzi finali in forma esponenziale. Così il momento in cui si riverifica un vero incrocio tra domanda e offerta è solo con i saldi. La tendenza a ridurre le spese non riguarda solo le famiglie a basso reddito, ma anche tutto il ceto medio. Basti guardare al calo dei consumi delle famiglie nel periodo natalizio, ridotto di oltre il 30%. Le attuali politiche dei prezzi, derivanti dai modelli di business adottati da molte imprese, sono ormai insostenibili e ci si domanda se le logiche del profitto possano ancora coniugarsi con il reale potere d’acquisto degli italiani. A questo si aggiunga che se gli anni ‘80 possono essere definiti il periodo dell’edonismo, in cui valori come l’avere e l’apparire assumevano elevata rilevanza, oggi siamo entrati in una nuova era dal punto di vista dei consumi. Questa è l’epoca del consumo consapevole, in cui siamo disposti a spendere di più solo se il prezzo pagato corrisponde a un elevato valore. L’epoca delle valutazioni e dei confronti grazie anche all’affermazione dell’info-commerce e dell’e-commerce. L’epoca in cui si è più portati ad esibire il buon affare piuttosto che il bene pagato molto.

 

RIPENSARE I PROCESSI – Molte aziende saranno, quindi, costrette a ripensare le proprie strategie competitive, innovando e cercando di individuare ottimizzazioni, sprechi e inefficienze che pesano gravemente sui prezzi al consumo, generando svantaggi sia per l’impresa, sia per il consumatore. Se gran parte delle imprese non riusciranno a ripensare ai processi aziendali per affrontare con successo i nuovi scenari, la crisi peggiorerà ulteriormente. La prima conseguenza è la perdita di competitività, ma verranno anche messi a rischio molti posti di lavoro, con la conseguente ulteriore riduzione della domanda interna. Un circolo vizioso che va assolutamente evitato.

 

LA RISPOSTA NEL LOW COST – Negli ultimi anni alcune imprese sembrano aver raccolto l’invito a ridurre quel gap ormai quasi incolmabile, tra profitti e portafogli. Si tratta per lo più di multinazionali straniere, come Ikea, Renault, Zara, che si sono convertite alla nuova filosofia aziendale indicata con il nome di Low Cost di Qualità. Le idee messe in campo sono varie, ma tutte di altissimo profilo ingegneristico e tecnologico. La sfida consiste nel ripensare nuove forme di produzione, riducendo costi inutili, senza incidere negativamente sulla qualità delle merci. Non si tratta di semplici tagli di personale, come nel caso delle offerte on line delle banche e delle assicurazioni, o di servizi, come nel caso delle compagnie aeree. Il vero Low Cost richiede idee veramente innovanti. Lo si vede, per esempio, nel caso delle macchine economiche, dove eliminare curve troppo arrotondate significa eliminare molti sprechi di materiale. Tra le poche iniziative italiane alcuni studi medici meno specialistici, in cui l’alto turn over dei medici abbatte drasticamente le spese degli spazi comuni, di segreteria e di pubblicità. In ogni caso, l’affermazione di una soluzione più stabile dei saldi di fine stagione significherà l’affermazione di un nuovo stile di vita e di una nuova etica dei consumi, che rappresenti il superamento di quella politica della moltiplicazione artificiosa dei bisogni generata da un liberismo tanto esasperato quanto suicida.

Red

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento