giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Nonostante la Lega, sventola il tricolore italiano
Pubblicato il 23-01-2012


Incredulità, sdegno, stupore e indignazione. Sono questi i sentimenti con cui il mondo politico, per una volta unito da destra a sinistra, ha accolto la notizia della censura imposta dalla Digos ai militanti socialisti, che in risposta alla manifestazione leghista di domenica scorsa avevano portato in piazza il tricolore. Per ragioni di ordine pubblico è stato loro ordinato di riporre il simbolo dell’unità nazionale. Un provvedimento che ha sollevato clamore, tanto da spingere il segretario del Psi Riccardo Nencini a tornare subito in piazza con il Tricolore, domani a Roma davanti al Viminale, e a promuovere interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sull’accaduto. Molti sono stati i rappresentanti dei partiti politici italiani che hanno commentato la vicenda e condannato l’episodio di domenica a Milano. Ecco quindi una sorta di manifesto bipartisan di onorevoli e senatori di diversi schieramenti politici che si sono espressi a favore del tricolore e dell’iniziativa socialista.

Carlo Vizzini (Psi) – Il senatore socialista Carlo Vizzini dice di essere «stato educato a pensare che questioni di ordine pubblico fossero poste da coloro che vogliono ignorare e maltrattare il tricolore. L’idea di ammainare la bandiera italiana per questioni del genere è offensiva per tutti i cittadini e per la Costituzione». Il senatore ha proposto un’interrogazione al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri chiedendo di «sapere se l’esposizione della bandiera italiana possa essere considerata provocazione e, in quanto tale, capace di determinare “problemi di ordine pubblico” e se il Ministro non ritenga che compito delle forze dell’ordine debba invece essere quello di difendere l’esposizione del tricolore, ritenendo che i problemi di ordine pubblico siano, al più, quelli posti da coloro che vogliono contestare la nostra bandiera, simbolo dell’unità nazionale». Nel testo dell’interrogazione Vizzini specifica che le intenzioni dei socialisti erano pacifiche e che, proprio in questo spirito, lo striscione è stato rimosso senza discussioni.

Massimo Donadi (Idv) – Per il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi la vicenda è «paradossale. Si consente che un movimento che predica grettamente la secessione comprima il diritto del popolo italiano a esporre il proprio vessillo». Un fatto «inaccettabile» per Donadi, che aggiunge: «Daremo appoggio alla scelta legittima e doverosa» di tornare in piazza col tricolore, «perché l’Italia non si chiuda in localismi».

Vincenzo Vita (Pd) – Il senatore del Pd Vincenzo Vita ha «simpatizzato con i socialisti domenica, perché hanno fatto bene a ricordare che c’è un valore più alto, quello dell’unità nazionale, che purtroppo va difeso contro una Lega che è tornata a vaneggiare di secessione».

Beatrice Lorenzin (Pdl) – Anche dal Pdl, partito fino a poco tempo fa alleato del Carroccio, arriva il biasimo per quanto accaduto a Milano. «L’unico commento che posso dare è che il Tricolore non può essere considerato una provocazione, dal momento che è previsto e tutelato dalla Costituzione».

Paola Concia (Pd) – La deputata del Partito democratico Paola Concia ha accolto la notizia con incredulità. «Addirittura esporre il tricolore è diventata una provocazione. Ma siamo Pazzi»? si chiede Concia sbigottita. «È allucinante un Paese che fa fare a Bossi ciò che vuole e invece impedisce a un partito di fare una cosa normale come esporre il simbolo dell’unità nazionale».

Jean Leonard Touadì (Pd) – Anche il deputato del Pd di origine congolese Jean Leonard Touadi esprime parole di condanna per quanto è avvenuto domenica a Milano. «Mi sento offeso come italiano – sostiene Touadi – perché il tricolore, che dovrebbe essere il simbolo della cittadinanza dovunque, viene marginalizzato per colpa di un movimento che porta avanti istanze particolariste e micro-identitarie».

Emma Bonino (Radicali) – La senatrice e leader dei radicali Emma Bonino trova «sorprendente la tesi secondo cui bisogna stare attenti a non turbare gli altri quando si intende sventolare la bandiera italiana. Trovo surreale che non si possa srotolare il tricolore per motivi di ordine pubblico».

Rocco Vita (Psi) – Il capogruppo del Psi in Basilicata, Rocco Vita, ha presentato una mozione con la quale chiede alla Giunta regionale di «stigmatizzare l’impostazione dichiaratamente anti-nazionale e anti-italiana della manifestazione della Lega Nord, così come il comportamento dei militanti leghisti che, con cori e slogan, hanno impedito il pacifico svolgimento del presidio socialista organizzato a difesa dei valori costituzionali; di farsi interprete presso il Presidente del Consiglio dei Ministri affinché sia salvaguardata la supremazia dei principi della Costituzione italiana e dello Stato unitario».
«L’Italia è una sola – ha dichiarato Vita – ed è unita alle sue istituzioni, alla sua Costituzione e al tricolore che è la sua bandiera. I socialisti di tutta Italia non hanno nessuna intenzione di cedere a queste umiliazioni e non ammaineranno mai la bandiera tricolore».

Angelo Bonelli (Verdi) – Il segretario dei Verdi Angelo Bonelli pone l’accento su «un fatto molto grave, che riguarda il degrado dell’idea di legalità. Perché se oggi esporre il tricolore è considerato un problema per l’ordine pubblico vuol dire che è l’idea stessa di legalità a essere messa in discussione».

Elisabetta Gardini (Pdl) – L’europarlamentare del Pdl Elisabetta Gardini fa notare che «il tricolore appartiene e incarna i sentimenti di un popolo». «Non posso concepire che il tricolore possa essere considerato provocatorio – aggiunge Gardini – perché per quel simbolo sono morti dei giovani che hanno costruito il nostro Paese».

Roberto Menia (Fli) – Il deputato di Futuro e libertà Roberto Menia ha annunciato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno. «Andranno chiariti i contorni della vicenda – spiega Menia – ma io che ho sempre avuto rispetto per le forze dell’ordine, non posso concepire che ci si sogni di far togliere il Tricolore durante una manifestazione».

Roberto Capocelli


 

Roberto Capocelli

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Commenti all'articolo
  1. Grave è l’atto in se , ancor più grave il silenzio della maggior parte degl’organi di informazione,in particolare delle svariate TV di Stato e private, che continuano nell’isolamento mediatico dei Socialisti, anche in questa occasione! Se questa è liberta di stampa…vergogna!

  2. abbiamo in corso un colpo di stato vero e proprio e voi mi parlate di liberta’ di sventolare il tricolore prima ripulire la feccia da questo paese poi ne riparleremo di bandiera, un ennesimo tentativo di sviare i cittadini dal perdere la liberta’

    • Sorry if it came across as an empattt at a correction, as your article had nothing whatsoever that I saw as wrong. I also do agree that both are probably sub-average in their efficacy. I was just pointing out a couple of possibly mitigating considerations which could indicate independent origins. Of course, a slight change in perspective angle, and the flash of light (or the switch to solid tints) could also just be the way an inadequate or time pressed designer covers for a lack of imagination.

  3. Pingback: Se si parla di Lega non c’è “libero fischio in libera piazza” | Avanti

  4. Meal! It measures 30 by 10cm I esmttaie. For a meal I think it’s pretty affordable especially in Ion Orchard (home to brands like LV Prada .. You get the idea). Speaking of which, I’m sure a trip down to Singapore is in the books next year aye? :)

  5. Caro Ckkb, condivido da molto tempo la tua ssstea analisi per quanto riguarda la questione geopolitica. E’ evidente che cif2 che si sta verificando sullo scacchiere internazionale e8 provocato dalla competizione fra la “vecchia” superpotenza americana e le nuove, in particolare la Cina, ovviamente. Tutto cif2 che sta accadendo, guerra e occupazione militare dell’Iraq e soprattutto dell’Afghanistan non ha nulla o quasi a che vedere con il presunto pericolo islamico ma con il controllo delle risorse naturali (dal petrolio al rame all’oppio), dei collegamenti (gasdotti ecc.) e naturalmente per la supremazia geostrategica e il controllo diretto o indiretto delle varie aree del pianeta.L’integralismo islamico non e8 la causa di tutto questo ma solo l’effetto. E’ evidente. Il mondo islamico e8 sottoposto da lungo tempo all’influenza diretta o indiretta dell’occidente (non entro nel merito perche9 lo abbiamo gie0 fatto con un articolo specifico). E’ quindi logico e conseguente che si sia sviluppata in quel contesto una resistenza a questo processo. Poi che a noi quelle culture possano piacere o non piacere e8 tutto un altro discorso che nulla ha a che vedere con cif2 che sta succedendo.Purtroppo la grande maggioranza delle persone (e anche molti appartenenti ai movimenti maschili) non e8 esperta di questioni internazionali e si beve tutta la propaganda che gli gettano in faccia dalla mattina alla sera. Certo nei vari telegiornali non gli spiegano che la partita in Afghanistan fra USA e Cina e8 fra chi dei due gestire0 l’oppio e chi il rame e che questa non si e8 ancora chiusa. Come non e8 ancora definito dove passeranno i gasdotti nelle varie aree in questione, da chi saranno saranno controllati, gestiti, ecc. Gli USA e l’Occidente sono naturalmente in vantaggio avendo occupato militarmente il paese. Naturalmente in tutto questo bisogna anche trovare un accordo con i potentati locali afghani…Il tutto naturalmente avviene sulle spalle delle popolazioni locali…Mi sembra del tutto logico e naturale che a qualcuno di questi gli girino un po’ le palle nel vedere il proprio paese occupato e spartito da potenze straniere per i loro interessi economici e politici. E naturalmente vengono criminalizzati e definiti terroristi. Ora, con pif9 pudore, vengono chiamati insorti. Siccome sappiamo che il linguaggio non e8 una cosa buttata lec a casaccio ma ha la sua fondamentale importanza, questo cambiamento di definizione dovre0 pur significare qualcosa. E cosa significa? Significa che il peso e l’entite0 di quell’insurrezione fa sec che, anche volendo, non si possa pif9 parlare di semplici terroristi…non sarebbe pif9 credibile visto che i terroristi sono decine di migliaia di uomini, ex pastori con il turbante e il fucile in spalla Questo sul piano geopolitico. Sull’altra questione che poni, non sarei in grado di stabilire, e spero di no, ovviamente, se siamo sull’orlo di un futuro scenario apocalittico, come tu sembri prefigurare (non che sia campata per aria come analisi, sia chiaro). Mi limito per ora a registrare gli eventi e ad analizzare la situazione. Una cosa e8 certa, la competizione fra grandi potenze capitaliste (e imperialiste per forza di cose) ha sempre portato alla guerra. Oggi perf2 siamo in uno scenario diverso dato anche e soprattutto dall’equilibrio nucleare. Questo puf2 cambiare le cose in modo sostanziale. Forse cif2 a cui dovremo invece abituarci e8 una condizione di guerra permanente, come d’altronde gie0 sta avvenendo da decenni, con l’utilizzo di eserciti specializzati utilizzati in praticamente tutte le aree e le situazioni di crisi del pianeta. Mi pare che solo i nostri militari siano presenti in una trentina di paesi del mondo (naturalmente a reggere il culo agli USA anche se non in missioni di guerra ma di pace, come ipocritamente si dice…).Se poi tutto cif2 possa avere anche implicazioni di genere non lo escludo affatto, essendo la questione di genere indissolubilmente legata a tutte le altre.Ti ringrazio di questo contributo perche9, anche se apparentemente puf2 sembrare un po’ fuori tema, in realte0 non lo e8 per nulla. Basti pensare al fatto che numerosi appartenenti al Momas temono la competizione con i maschi islamici che insidierebbero il loro potere e la loro influenza sulle donne occidentali (quale potere e quale influenza non si e8 capito ma insomma…) e individuano la madre di tutte le questioni nella penetrazione islamica in occidente. Peraltro vivendo una contraddizione enorme perche9, proprio loro che hanno una concezione, diciamo cosec, “antica”, della relazione fra i sessi, dovrebbero essere felici di una cultura che va proprio in quella direzione. E invece la combattono, anche se non si capisce perche9. Dovremmo combatterla noi che la vediamo in modo diverso e invece…Comunque, affari loro e non nostri…P.S. per ragioni personali mi sto recando spesso in Germania, a Berlino, dove tornerf2 fra pochi giorni, che e8 considerata (non metaforicamente ma di fatto) la terza citte0 turca dopo Ankara e Istanbul.E’ assolutamente evidente come questa comunite0 si sia perfettamente integrata e come le giovani generazioni, figlie della prima e anche della seconda o terza ondata di immigrazione, abbiano decisamente modificato i loro costumi e la loro cultura. Splendide ragazze turche (che parlano tedesco) circolano per le strade di Berlino , ragazzi miei, e dubito assai, vedendo come si pongono , che i loro padri e i loro nonni abbiano molta voce in capitolo sulle loro vite … Come e8 giusto che sia, sia chiaro, ciascuno deve essere padrone della propria vita.La domanda e8:”Chi modifica chi? Chi condiziona gli usi e i costumi dell’altro? Se dovessimo valutare dal “portamento” e dall’aspetto di tante giovani turco-berlinesi sembrerebbe che l’Islam stia perdendo seri colpi, per lo meno da quelle parti…

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