sabato, 15 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Milano, Pisapia atteso al ‘varco’ degli Ecopass
Pubblicato il 09-01-2012


Il primo passo verso una Milano nordeuropea o l’ennesimo balzello? Cittadini felici di passeggiare per le vie del centro pedonalizzato o neri di rabbia per nuovi costi e disagi? Il 16 gennaio sarà una giornata cruciale per l’amministrazione di Giuliano Pisapia, che un’onda arancione ha portato in trionfo a Palazzo Marino, lo scorso 30 maggio, e che ora tutti attendono al varco. Ed è proprio un varco – anzi una serie di varchi – l’oggetto verso cui i milanesi guardano in questi primi giorni dell’anno, tra preoccupazione, curiosità e rassegnazione. Gli operai del Comune stanno lavorando agli ingressi vigilati, smontando progressivamente i vecchi cartelli che indicavano l’inizio dell’area Ecopass, in corrispondenza della cerchia dei Bastioni, per montare al loro posto i nuovissimi segnali di ingresso nell’Area C. Parte infatti il 16 gennaio la nuova zona a traffico limitato, corrispondente nell’estensione a quella del “vecchio” Ecopass, introdotto dall’amministrazione Moratti, ma diversa nell’impostazione. L’ingresso a pagamento nel centro della città è a tutti gli effetti una “congestion charge” (una tassa sul traffico) e non più una “pollution charge” (tassa sull’inquinamento), come il precedente.

PAGANO TUTTI – La differenza sta nel principio. Non paga più solo chi inquina, ma pagano tutti quelli che oltrepassano i famosi varchi. Anche chi ha cambiato l’auto da poco per adattarsi alle norme di Ecopass: non sono esenti nemmeno le auto a benzina euro 4 e 5 e i diesel pari categoria. Scampano alla tassa solo i motociclisti, i conducenti di auto elettriche, ibride e a gpl – per il primo anno – e i veicoli che trasportano disabili. Il ticket di ingresso, da pagare nei giorni feriali dalle 7.30 alle 19.30, costerà 5 euro per tutti – mentre il vecchio Ecopass prevedeva prezzi variabili da 2 a 10 euro a seconda della classe di inquinamento – e prevede una deroga per i soli residenti all’interno dell’Area C, che hanno a disposizione 40 ingressi gratuiti all’anno. Dal quarantunesimo accesso pagheranno un ticket da 2 euro. Lo scopo della nuova misura è di ridurre il traffico privato di una percentuale tra il 20 e il 30%. Un obiettivo che lo stesso sindaco Pisapia non esita a definire “ambizioso”, nella lettera che in questi giorni sta arrivando a tutti i cittadini.

REFERENDUM – Nella missiva – in cui ricorre spesso il concetto del “cambio di abitudini” – il sindaco ricorda che la decisione è frutto del referendum del 12 e 13 giugno scorsi, nel quale il 79% dei milanesi aveva votato a favore di nuove misure antismog. Pisapia sottolinea anche di aver preso la decisione dopo aver “ascoltato i milanesi, attraverso 77 incontri con oltre 90 associazioni”. Il sindaco della “rivoluzione arancione” porta anche gli esempi di città distanti anni luce da Milano, come Stoccolma e Copenhagen, e di Londra, in cui “l’introduzione della congestion charge ha portato benefici anche ai commercianti”.

COMMERCIANTI CONTRO – Già perché i primi a scendere sul piede di guerra sono stati, ovviamente, i commercianti del centro. Che temono anche una diminuzione dei clienti, abituali e occasionali. La loro protesta è stata dura, e ha portato a una deroga: i mezzi “di servizio” potranno infatti pagare un ticket scontato a 3 euro, nei primi sei mesi della sperimentazione. Ma se i commercianti hanno ottenuto, alla fine, una piccola agevolazione, moltissime sono le voci che continuano ad esprimere perplessità. Milano non è una città che dispone di una rete di trasporti pubblici al livello di quella delle metropoli europee citate dal sindaco come esempi da imitare. Lo stesso Pisapia ha assicurato che i proventi della nuova tassa saranno utilizzati esclusivamente per potenziare la rete dei mezzi pubblici, oltre che ad ampliare il servizio di bike-sharing e l’estensione della rete di piste ciclabili.

Ma alla data del 16 gennaio 2012 Milano non sarà Amsterdam, Stoccolma o Berlino. Andare in bici in città è spesso una scelta rischiosa per l’incolumità personale. Ridurre il traffico in centro va bene. Ma le periferie? Appena al di fuori dell’Area C ci sono anche quartieri popolosi e molto frequentati: i Navigli, l’Isola, parte della zona Sempione. Chi attraversa queste aree dovrà fare i conti con un numero maggiore di veicoli. Eliminare le auto dalla cerchia dei Bastioni avrà l’effetto di spostare fisicamente sempre più veicoli sulle circonvallazioni esterne, già congestionate nelle ore di punta. Inutile sottolineare che queste auto produrranno inquinamento, che continuerà a diffondersi nell’aria.

TILT MEZZI PUBBLICI – L’altro effetto, quello sperato dalla giunta, sarà che molti milanesi dovranno scegliere, per convenienza economica o per convinzione, i mezzi pubblici per andare al lavoro e per gli altri spostamenti. Scelta fattibile per chi si muove in orario di ufficio, meno per i turnisti o per chi si occupa di attività con orari particolari, o con frequenti spostamenti. Senza contare la scarsa sicurezza di alcune fermate della metropolitana e dei mezzi pubblici in certi orari. Il problema più grosso, però, rischia di essere quello del sovraffollamento degli autobus e delle metropolitane, già evidente nelle ore di punta. A questo proposito, un precedente preoccupante risale allo scorso 28 novembre, poco più di un mese fa. Quel giorno il provvedimento di blocco del traffico nella cerchia dei Bastioni, proposto dalla giunta per limitare i livelli di Pm10 nell’aria, fu frettolosamente ritirato. Decisive erano state le segnalazioni dell’Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Milano, che stimava un aumento di oltre 58mila passeggeri sulle proprie linee, come conseguenza del fermo di 40mila auto.

Un surplus di passeggeri tale – rilevava Atm – da portare al collasso il sistema di trasporto pubblico milanese, già definito al limite della propria capacità in condizioni normali. Cosa sarà cambiato in poco più di un mese? Quasi tutto, almeno questo si spera. L’assessore interessato, Pierfrancesco Maran – responsabile di Mobilità, Ambiente, Arredo Urbano e Verde  – alla data di oggi non è stato disponibile a rispondere alle nostre richieste di chiarimenti, su questo e altri punti. Sono certamente giornate impegnative, e ci auguriamo che l’amministrazione stia lavorando alacremente per far partire la nuova “congestion charge” creando il minimo dei disagi ai cittadini. Dal 16 gennaio in poi si potrà toccare con mano il cambiamento, se cambiamento sarà.

Chiara Merico

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento