lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Monti, fai qualcosa di tecnico: sull’acqua rispetta il referendum
Pubblicato il 18-01-2012


Ieri, davanti a Montecitorio, si è tenuto il sit-in dei movimenti per «l’acqua bene comune». Un centinaio di persone si sono radunate per reclamare il rispetto dei referendum del 13 giugno, quando 26 milioni di cittadini si espressero contro l’affidamento della gestione degli acquedotti ai privati, e contro la possibilità di trarre profitto dalla distribuzione dell’acqua. In mattinata un gruppo di attivisti del movimento aveva fatto un blitz al ministero dell’economia, riuscendo a entrare nel cortile del palazzo, srotolare le bandiere e intonare qualche slogan. La guardia di finanza li ha sgomberati celermente, ma loro hanno raggiunto almeno lo scopo di finire sui siti dei grossi quotidiani online, abitualmente non molto attenti a questa tematica.

FORUM – Del resto ci sono «abituati a non avere i riflettori addosso», come ammette Luca Faenzi, portavoce del Forum dei movimenti per l’acqua. Viaggiano su altri canali: il sito internet, la mailing list e i social network. Gli stessi strumenti che hanno usato nella campagna referendaria, e che hanno consentito loro di raccogliere in pochi giorni 30mila firme per l’appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia”, di cui l’Avanti!online ha parlato ieri.

GOVERNO TECNICO – «Sappiamo che il governo non la pensa come noi, ma non gli chiediamo di cambiare idea – spiega Faenzi – visto che è un governo tecnico, ci aspettiamo solo che faccia qualcosa di tecnico: obbedire a quanto gli elettori hanno stabilito a giugno». Gli fa eco Beppe Giulietti, deputato Pd e firmatario di una interrogazione parlamentare sul tema, invitando a «una battaglia perché non ci sia nessuna norma truffaldina nel decreto sulle liberalizzazioni».

Giulietti trova «inaccettabile che fino ad oggi non sia stato organizzato nessun incontro ufficiale con i comitati che promossero i referendum» perché, osserva, «l’aggiramento dei quesiti approvati a giugno comporterebbe un ricorso immediato dei proponenti alla Corte costituzionale. Io consiglierei al governo una grandissima prudenza – conclude Giulietti – non ci può essere alcuna interpretazione che surrettiziamente intervenga sui quesiti referendari, altrimenti l’esecutivo rischia seriamente di andare a sbattere contro un muro».

PROFITTI – Intanto il Forum è attivo anche su un altro fronte, quello dell’applicazione del secondo quesito referendario, che ha cancellato la possibilità di trarre profitti dalla gestione dell’acqua. «Si tratta di una campagna di ‘obbedienza civile’», sostiene Claudio Gambelli del Comitato romano per l’acqua pubblica. «Invitiamo ad obbedire alla legge per come è stata modificata a giugno – spiega Gambelli – quindi i cittadini possono esigere la restituzione di quanto non dovuto e, per il futuro, possono detrarre dalla bolletta la parte che tutti gli Ato stanno continuando a esigere illecitamente». Chi volesse aderire alla campagna trova tutte le informazioni sul sito del Forum.

Nicola Bandini

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