martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensare ad un Psi senza l’Avanti!
Pubblicato il 13-01-2012


Sarebbe stato impossibile. E inaccettabile. La Storia ha un grande vantaggio rispetto alla cronaca: non mente. È un monumento immobile in mezzo a un mondo che spesso si dimentica di fermarsi a leggere ciò che le epigrafi hanno da raccontare.

Ripercorrere la storia dell’Italia democratica e repubblicana, ma anche quella stuprata dal fascismo, significa fare i conti con le vicende che hanno avuto per protagonisti i partiti. Piaccia o non piaccia ai coreuti dell’antipolitica. Il biennio ’92-’93  è stato un biennio nerissimo della nostra democrazia, il popolo italiano si è addormentato in una coltre di retorica mistificatoria, svegliandosi poco dopo immerso fino al collo nel peggiore tra i governi che questa Repubblica abbia mai conosciuto, quello di Berlusconi.

I partiti sono stati cancellati, lasciando un vuoto che ancora scontiamo nostro malgrado. In termini di proposta politica, di alternanza, di selezione della classe dirigente, di rispetto per le istituzioni.

Non è mia intenzione iscrivermi al club dei nostalgici del tempo che fu, non lo faccio perché sono socialista, perché per mia natura, politica e professionale, prediligo  una cultura che nega la conservazione ed esalta il progresso e guarda al futuro. E non esiste un domani di progresso se non restituiamo alle vicende storiche che lo hanno preceduto il posto ed il valore che meritano.

La storia del socialismo italiano è un pezzo importante della storia d’Italia, con le sue battaglie di civiltà, quelle che non si è mai stancata di combattere: per i diritti, per il lavoro, per elevare la condizione di chi viveva nel bisogno. È anche grazie al contributo del Psi che l’Italia di oggi gode ancora di una dote da spendere e far valere in seno alla comunità internazionale.

Di questa storia, lunga quasi due secoli, l’Avanti! è stato testimone e megafono e ne ha rappresentato l’anima. Morti i partiti, a loro volta anime della democrazia, tutto si è inceppato.

È in grave errore chi pensa, alla luce di quanto avviene oggi, che giornali come l’Avanti! altro non furono che strumenti di propaganda. Furono al contrario produttori di cultura politica, agitatori delle coscienze, amplificatori di un’idea.

L’Avanti! fu un simbolo fiammeggiante di giustizia sociale e di speranza, una di quelle bandiere che, per dirla con Nenni, non si butta in un canto come una cosa inutile.

Si fece interprete di battaglie in molti casi “eretiche”, ispirate da un riformismo sempre un passo avanti rispetto alla morsa conservatrice dei due dogmi contrapposti: per una grande riforma dello Stato, per una giustizia giusta e responsabile, per una società che coniugasse i bisogni con i meriti, per valorizzare i ceti emergenti e le eccellenze dell’Italia, per dare libertà ai popoli oppressi, ai dissidenti, ai perseguitati dai regimi totalitari e dalle dittature.

Al momento della mia elezione a segretario nazionale del Psi, non ho avuto alcun dubbio sui passi da compiere per ricostruire la nostra casa e ho lavorato sin dall’inizio per restituire ai socialisti la loro anima. E l’Avanti! è parte di questa anima.

Lo abbiamo fatto con pochi mezzi a disposizione, e con l’entusiasmo di chi è chiamato ad un’impresa che, prima di compiersi, appare folle. Non dobbiamo fermarci, tanto più in un momento in cui per troppo tempo l’Avanti! è stato associato nell’opinione pubblica a ricettacolo di trame oscure e ignobili, gettando un’immeritata ombra sull’operato del Psi. Non siamo più disposti a vedere infangata la dignità di una parte della nostra storia e della nostra cultura.

Torna questa testata gloriosa, e ci impegneremo per promuovere le battaglie di progresso legate ai diritti dei giovani istruiti e laureati ma senza un futuro, ad una scuola pubblica coniugata al merito, ad un progetto di riforma per l’Italia. Rinunciare all’Avanti! significherebbe rinunciare alla nostra storia e alla nostra identità.

Un patrimonio dei socialisti e di tutti i cittadini che non si rassegnano ad un’Italia umiliata e offesa.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Riccardo, credo e sono convinto che tutti i socialisti siano orgogliosi di quello che te e tutto il gruppo dirigente del partito avete fatto in questi anni per restituire onore ad una tradizione che spesso anche nelle file socialiste ne hanno deturpato il pensiero, la storia e anche il futuro. Ora l’altro sforzo da compiere è quello di rivedere nelle edicole il giornale dei socialisti e di rivedere protagonisti nella politica nazionale il PSI, c’e la faremo senz’altro, perchè la stagione degli equivoci è terminata.

  2. Mi auguro che dopo tutti questi lodevoli tentativi quanto prima tutti capiscano che ci serve un solo e unico Avanti! e comunque anch’io come segretario della sezione PSI di santarcangelo di Romagna aspetto la risposta dal mio segretario nazionale Nencini

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