lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Pet therapy, nuova frontiera del benessere
Pubblicato il 20-01-2012


Animali socialmente impegnati. Sembra una contraddizione in termini, ma non lo è. Soprattutto quando si parla di salute e benessere della persona, nel qual caso i simpatici amici a quattro zampe si rivelano un valido aiuto. La pet therapy ormai oltre che pratica sostenuta dalla branca più alternativa della terapia medica, viene  riconosciuta anche dalla ricerca scientifica come ci riferisce la dottoressa Francesca Cirulli, del dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità di Roma.

Quale l’utilità della pet therapy?

L’utilità di quella che è più corretto definire ‘attività a conduzione animali’ sta nella riscoperta dell’animale come foriero di uno stile di vita più sano e di un utile mezzo per riscoprire capacità relazionali per il paziente.

Quali patologie vengono curate tramite le ‘attività a conduzione animali’ e quali sono i risultati finora ottenuti?

Questa tipologia di attività può essere portata avanti sia per finalità ludiche che per finalità terapeutiche. I soggetti coinvolti in quest’ultimo caso sono pazienti che tendono a isolarsi, quindi parliamo di patologie psichiatriche inibenti la comunicazione come l’autismo. I risultati, fino a poco tempo fa rilegati alla categoria dell’aneddoto, a oggi portano a notevoli evidenze scientifiche. In particolar modo alcuni studi hanno evidenziato l’efficacia di cani, cavalli e gatti sul sistema cardiocircolatori di pazienti con patologie cardiache, l’animale induce al rilassamento con conseguente abbassamento della pressione. Altri studi invece evidenziano l’efficacia della riabilitazione equestre in soggetti con problema di postura, ma anche di movimento.

Cosa ne pensa dell’inserimento degli animali negli ospedali?

Deve assolutamente diventare routine. Abbiamo fatto uno studio su alcune residenze sanitarie assistite, in queste situazioni la presenza dell’animale domestico aiuta a superare i momenti difficili legati a pratiche molto dolorose con spirito più positivo. Per i bambini ricoverati la presenza del cane o del gatto rappresenta un valido supporto al distacco dalla famiglia oltre che un elemento di novità.

Il rischio sanitario è tanto alto da giustificare la reticenza di alcune strutture nei confronti di questa terapia?

Chiunque può essere foriero di agenti patogeni gli animali come le persone. A tal fine è necessaria una certificazione da parte del veterinario che attesti l’assenza di patogeni nell’animale.

Diletta Liberati

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