domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Pip, altro che pericolose. Crescono i finanziamenti per il “ritocchino”
Pubblicato il 27-01-2012


La chirurgia estetica torna a far parlare di sé. Davanti ai dati inequivocabili il caso delle Pip deve far riflettere, oltre che discutere. Secondo i dati pubblicati dalla prestigiosa “American Society of Plastic Surgeons”, negli Stati Uniti nel 2003 sono stati eseguiti 255.000 interventi di mastoplastica additiva e 68.000 interventi ricostruttivi con impianto di protesi mammarie a seguito di mastectomia o per altre condizioni, per un totale di 323.000 interventi, quasi il doppio di quelli eseguiti nel 1998. Sempre nel 2003, altre 45.000 pazienti di mastoplastica additiva e 17.000 pazienti di ricostruttiva si sono sottoposte a intervento chirurgico per rimuovere le protesi precedentemente impiantate. Ancora una moda, un trend che anche in Italia continua ad essere molto forte al punto che sono in tantissime le donne che chiedono finanziamenti per rifarsi il senno. La cifra media richiesta (9.200 euro, da restituire in 59 mesi) per gli interventi di chirurgia estetica (come mastoplastica, rinoplastica o trapianti di capelli). Sul tema si è espresso Glauco Grasseni, referente per di una nota associazione del settore che si occupa di mettere in contatto i clienti con medici e strutture cliniche.

Come deve essere fatta una protesi mammaria?

La protesi corretta è costituita da un doppio o triplo strato di silicone a seconda della provenienza e della ditta fabbricatrice.

Qual è il problema delle PIP?

Per le Pip si è fatto davvero troppo rumore per nulla. Non sono bombe a orologeria come si è spesso sentito. I ministeri della salute francesi e inglesi non hanno trovato tossicità in questo tipo di dispositivi. Il problema non si pone.

Come spiega tutto questo interesse?

Si è creato inutilmente troppo panico: queste protesi non hanno l’indice di rottura che si è detto, anzi in Italia si sono riscontrati al massimo una ventina di casi. Comunque al di sotto della media americana.

Avete avuto cali di richiesta?

Noi siamo organizzatori d’interventi, fungiamo come un’agenzia di viaggi dell’estetica. Non abbiamo avuto cali, non abbiamo avuto problemi.

Diletta Liberati

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