domenica, 24 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Primarie USA, Romney vince ancora
Pubblicato il 12-01-2012


Ha vinto ancora Mitt Romney: dopo l’Iowa, il 10 gennaio l’ex governatore del Massachusetts si è aggiudicato le primarie del Partito Repubblicano nel New Hampshire, piccolo Stato della costa nord-orientale, proseguendo così la sua corsa verso la  nomination alle presidenziali Usa di novembre. La vittoria del 64enne Romney, sposato, cinque figli e mormone, non è stata però schiacciante: ha ottenuto il 36% delle preferenze, seguito dal libertario Ron Paul, 76 anni e membro del Congresso (25% dei voti) e da Jon Huntsman, 51 anni, ex governatore dello Utah e anch’egli mormone, che ha avuto il 18% dei consensi. Seguono l’ex presidente della Camera, Newt Gingrich, e il senatore cattolico Rick Santorum, entrambi con il 10%. Una dimostrazione, secondo molti osservatori, che il Partito Repubblicano parte diviso e che, se pure Romney appare il favorito, non è ancora riuscito a sferrare il colpo definitivo contro i «fratelli-rivali».

I SONDAGGI – Nel discorso di ringraziamento agli elettori del New Hampshire, Romney ha duramente attaccato il presidente degli Usa Barack Obama: «Quattro anni fa – ha detto – prometteva il cambiamento, oggi la sua politica è un fallimento, il reddito medio degli americani è sceso del 10%». Ha poi garantito, se salirà alla Casa Bianca, di abolire i «provvedimenti che uccidono posti di lavoro» e la riforma sanitaria. Per il momento, però, Obama resta il candidato alla presidenza favorito nei sondaggi: secondo RealClearPolitics.com ha due punti percentuali di vantaggio su Romney, otto su Ron Paul e nove su Gingrich.

PROSSIME TAPPE – La corsa di Romney, che aveva già partecipato nel 2008 alle primarie poi vinte da John McCain, è ancora lunga: le prossime sfide sono in South Carolina e Florida, rispettivamente il 21 e il 31 gennaio. Sono in molti a prevedere che ce la farà anche questa volta, ma serpeggia qualche dubbio soprattutto sull’esito in South Carolina, dove la religione ha un ruolo molto forte e dove Newt Gingrich ha lanciato uno spot per contestare le credenziali anti-abortiste di Romney.

CAPITALISTA – Di fatto, su alcune fondamentali questioni, il comportamento di Romney è stato giudicato «flessibile» se visto dai suoi sostenitori e «contradditorio» se valutato dagli oppositori. Ha dato dimostrazione di grande capacità imprenditoriale rimanendo alla guida per 15 anni della Bain Capital, società di investimenti diventata una delle principali del Paese, e ha gestito ottimamente il Comitato organizzativo delle Olimpiadi invernali del2002 a Salt Lake City. Ma, come riferisce il settimanale The Economist, per la sua esperienza alla Bain Capital gli avversari amano dipingerlo come «il capitalista che si è arricchito a spese dei piccoli».

PRAGMATICO – Secondo il credo repubblicano si è sempre detto favorevole al decentramento dei poteri statali e contrario all’aumento delle tasse. Tuttavia, da governatore, se pure non è intervenuto per aumentare la percentuale di tassazione del reddito imponibile, ha accresciuto alcune tasse statali ed eliminato una serie di esenzioni fiscali e crediti d’imposta, contribuendo a raccogliere nelle casse pubbliche centinaia di milioni di dollari. Fortemente contrario all’aborto, quando era alla guida del Massachusetts ha messo da parte l’argomento per rispetto verso il pensiero della maggioranza locale.  Proprio questo pragmatismo tipicamente americano e questo atteggiamento «centrista» potrebbero essere, secondo alcuni analisti, la chiave per arrivare al cuore dell’elettorato, se non proprio a quello dei colleghi repubblicani al Congresso, che in generale si stanno muovendo verso posizioni più radicali .

di Luciana Maci

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