sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Putin mischia le carte in attesa delle elezioni
Pubblicato il 13-01-2012


Vladimir Putin, attuale premier russo in attesa di tornare presidente con le elezioni del 4 marzo prossimo, si avvantaggia sul lavoro e cambia la mappa del potere governativo. L’uomo che comunque comanda in Russia, nonostante la sensibile riduzione del consenso che lo accompagna da anni, ha infatti provveduto a  ridistribuire le competenze tra i suoi vice, incurante del fatto che come primo ministro è in scadenza. Il vice premier Igor Secin sarà responsabile per lo sviluppo dell’industria e dell’energia, nonché per le politiche nei settori delle risorse naturali e della protezione ambientale. Il vice premier Dmitri Rogozin, nominato recentemente dopo il suo incarico di rappresentante russo alla Nato, avrà la supervisione della difesa e dell’industria militare, come pure dell’industria spaziale e nucleare. Vladislav Surkov, diventato vice premier lo scorso dicembre dopo dieci anni al Cremlino come vice capo dell’amministrazione, seguirà la protezione sociale, l’educazione, la sanità pubblica, l’edilizia abitativa, la scienza, la cultura, l’arte e il turismo. Igor Shuvalov, già incaricato della politica economica e finanziaria, sarà responsabile dei trasporti e delle telecomunicazioni. Dmitri Kozak controllerà il settore dell’educazione fisica e dello sport.

NESSUN CONFRONTO PUBBLICO  – Nel frattempo, le proteste di piazza e i sondaggi che lo danno in calo di apprezzamento tra i suoi concittadini non sembrano preoccupare Putin, che alle elezioni si presenta in pratica senza avversari, almeno stando ai sondaggi. Per esempio, ha deciso che non parteciperà a dibattiti televisivi (uno schema peraltro abbastanza comune a quanti si sentono in vantaggio in una competizione elettorale e temono che un confronto paritario possa favorire i loro avversari, beninteso praticabile solo in Paesi di democrazia relativamente consolidata o con governanti che controllino i mezzi di comunicazione). Comunque, almeno a grandi linee, Putin il suo programma elettorale lo ha detto: all’interno meno autoritarismo e più Stato di diritto, all’estero nessuno sconto a chi vuole agire senza tenere in conto gli interessi russi. Come sempre, se le cose in patria non vanno bene, è utile indicare nemici esterni.

Odisseo

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