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Opinioni e commenti
 

Un ricatto ha congelato le frequenze televisive
Pubblicato il 23-01-2012


Si è risolto tutto in una semplice procedura di criogenia. Il “beauty contest”, la modalità di assegnazione delle 6 frequenze radiotelevisive nazionali, ideata dall’ex ministro Paolo Romani e che favorirebbe Rai e Mediaset senza far entrare un euro nelle casse del Tesoro, è stata congelata per 90 giorni. Di più, in questa fase, il ministro Corrado Passera non ha saputo fare. O meglio, non ha potuto fare. A legargli le mani è stata la paura, giustificatissima, che intervenire con mano pesante avrebbe significato la fine immediata della sua esperienza al governo. Già, perché si dà caso che il principale beneficiario privato del “beauty contest”, sia anche il soggetto politico in grado di «staccare la spina in qualsiasi momento» al governo Monti, il padrone del Pdl e di Mediaset Silvio Berlusconi.

LE PROMESSE – Dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, Passera ha dichiarato di aver adottato il provvedimento «perché stiamo chiedendo ai cittadini italiani dei sacrifici in molte aree, ed essendo le frequenze una risorsa scarsa e potenzialmente preziosa, ci siamo presi il tempo per trovare destinazioni più coerenti con il piano di crescita, equità e rigore». Brutalmente tradotto: gli italiani ci lincerebbero se regalassimo le frequenze dopo aver messo le mani nelle loro tasche. Lo stesso contenuto che il ministro dello Sviluppo economico aveva espresso mercoledì scorso alla Camera, rispondendo a una interrogazione parlamentare firmata da Paolo Gentiloni con altri deputati.

LA SFIDUCIA – A Montecitorio nei giorni scorsi era successo anche altro. Il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, fido scudiero di Umberto Bossi, aveva presentato una mozione di sfiducia proprio contro il ministro Passera. Molti penseranno ‘e questo che c’entra?’. Domanda legittima, il collegamento non è immediato. Bisogna aggiungere altri elementi. Innanzi tutto va ricordato l’indissolubile vincolo tra Bossi e Berlusconi. Poi c’è la dichiarazione di Roberto Maroni con la quale bocciava l’iniziativa. «É nell’ABC della tattica parlamentare che se presento una mozione di sfiducia contro un ministro – spiegava il leader leghista in pectore – o sono certo che lui si dimetterà prima o sono certo di spaccare il fronte della maggioranza».

IL RICATTO – Ecco che la mozione di sfiducia comincia ad assumere un significato diverso. Inizia a sentirsi l’odore di ricatto nei confronti di Passera. Se infatti si può scartare l’eventualità delle dimissioni del ministro, non è peregrino pensare alla possibilità di una spaccatura della maggioranza che sostiene l’esecutivo attuale. Magari per tornare per un attimo alla vecchia maggioranza Pdl-Lega. Giusto il tempo di sfiduciare un ministro, per salvare il regalo a Mediaset, senza mandare all’aria l’intero governo Monti, che deve continuare nell’opera di massacro degli italiani altrimenti impossibile senza l’inciucio “tripartizan” di Pdl-Pd-Udc. Forse sarà un ragionamento dietrologico, ma quando Passera, rispondendo all’interrogazione di Gentiloni, ha mostrato di aver capito l’avvertimento,la Lega ha ritirato la mozione. Non resta che stare a guardare cosa accadrà durante il periodo di ibernazione del beauty contest.

Nicola Bandini

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Commenti all'articolo
  1. Il beauty contest verrà affrontato in un secondo tempo. Si è una strategia politica dettata da equilibri interni, ma che male c’è? pensiamo che al Governo ci siano degli ingenui? Normale pragmatismo. Il Governo sta adottando misure ben calibrate che stanno avendo riscontri dai mercati finanziari. Soltanto che qualcuno sta facendo demagogia in maniera più o meno esasperata, è triste che da un giornale socialista si senta parlare lo stesso linguaggio della Lega Nord, Libero e il Giornale.

    • Ritengo si tristre che ci siano persone che pensano, che nel giornale Socialista
      si usino termini uguali alla Lega nord, non penso proprio. Noi socialisti siamo abituati a dire in modo corretto e rispettoso le nostre idee, se poi a qualcuno non piace pazienza.

  2. Che ci sia una pressione su Passera è indubitabile.IL PDL manda quel ferrovecchio di Gianni Letta a difendere le posizione del padrone e pare che stavolta il governo abbia subito.Ma il rinvio a tre mesi della decisione impedisce a Berlusconi di provocare una crisi immotivabile e rende quasi impossibile il voto prima dell’estate.Quindi malgrado gli ex fascisti La Russa e Gasparri il governo Monti guadagna tempo e prospettive.In un momento di caduta politica verticale come quello odierno il linguaggio dell’Avanti è quasi da educande di fronte alla volgarità più o meno raffinata di altre forze politiche.

  3. Pare che le frequenze delle Tv possano essere date ad aziende telefoniche, è giusto allora pensare che la Rai in futuro possa fare anche telefonia, così come Telecom detenie La 7 oppure è impossibile creare un tale mescolanza di interessi?

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