martedì, 18 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Quella Lega del dito medio alzato
Pubblicato il 17-01-2012


Credevo che i leghisti avessero già ampiamente dato spettacolo di sé. A parte la gara del dito medio alzato, con il quale hanno espresso per anni le loro posizioni politiche, abbiamo trascorso le ultime due-tre legislature, o comunque gli ultimi due-tre lustri, a sentire elucubrazioni e fantasticherie su cose come ‘padania libera’, ‘secessione’, ‘indipendenza del popolo padano? Bossi ha farfugliato cose incomprensibili per anni. E quando, disperata, scorrevo le agenzie per capire meglio, che ne so, una presa di posizione, una dichiarazione dell’allora “Ministro per le riforme istituzionali e per il Federalismo” (le virgolette sono d’obbligo) l’amara scoperta: nulla di fatto, non ci ho mai capito nulla. Non oso immaginare l’impresa titanica dei colleghi delle agenzie che si dimenavano alla Camera dei Deputati per ricavare qualcosa che avesse pronunciato Bossi e che fosse un po’ sensato. Fosse almeno innocuo, ci riderei su. E invece no, fanno pure danni. Ha ragione il segretario Nencini, quando dice che quelli della Lega Nord, vent’anni fa sventolavano il cappio in parlamento di fronte a un socialista accusato di finanziamento illecito, oggi diventano garantisti con Cosentino, accusato dai giudici di Napoli di aver favorito il clan dei Casalesi.

Mica una robetta da niente. Calderoli, poi, è un altro caso: se Bossi farfuglia, lui delira. E urla. Calderoli, oltre che aver dato vita e nome a quella che oggi si conosce come legge elettorale “porcata”, è il presidente del parlamento padano (di cosa?) ed è anche quello che un mesetto fa, da uno dei palchi verdi della Lega Nord – uno di quelli sui quali puoi salire, dire cazzate, parolacce, senza che nessuno te ne abbia a male, per intenderci – ha detto: “Abbiamo lavorato come bestie per superare ogni tipo di trucco e trabocchetto. Poco mancava che mi prostituivo, se mi avessero garantito il federalismo quasi mi sarei concesso”.

Ma ciò che colpisce è il linguaggio anacronistico dei dirigenti del Carroccio. “I nostri oppressori romani ci hanno soltanto portato via un po’ di soldi”, ha detto Bossi. Ma oppressori, in che senso? Cioè, i romani vanno al nord e saccheggiano gli appartamenti al centro di quelli di Milano? Ma a cosa si riferiva, ai lanzichenecchi del Sacro “Romano” Impero? Continuo a non capire. Altro passaggio di Bossi: “Nello spazio economico europeo avanzano i nostri popoli, lombardi e veneti e uniti non temono confronti. Se vai a Roma devi avere i voti per fare le riforme. L’altra via è quella popolare, ossia quella di scatenarci. E questo è il tempo di scatenarci. La gente è stanca di essere schiava, oppressa”.

Se tornassimo ai primi anni del ‘900 o al Medioevo, potremmo considerare questo discorso attuale. Ma andiamo oltre, parliamo degli elettori della Lega Nord, perché di loro, che votano Bossi e Calderoli, se ne parla poco. “Giravo” per Twitter, senza cercare niente di particolare. Mi imbatto nel commento di un mio “following” sulla Lega Nord. Apro, divertita, e cosa vedo? Il documento padano. Appare lui, Marco Biolzi, in tutto il suo splendore, l’Alberto da Giussano de’ noantri con la spada in mano, fiero e orgoglioso della sua conquista.

Uno di quelli, per intenderci, che se gli chiedi l’amicizia su Facebook e scopre che sei di Reggio Calabria te la nega. E se ne vanta con gli amici al bar. Nel documento, Bossi è connotato come Borgomastro (il termine andava di moda nel Cinquecento), come nazione è inserita la Padania e dove come popolo è indicato quello Emiliano. Segni particolari: uno di noi. E menomale, aggiungo io. Ha proprio ragione il mio amico di Twitter @RudyBandiera: “Padania è una parola talmente idiota, che se la scrivi su un foglio word,  il correttore del browser mi dice che è un errore”.

Giada Fazzalari

Giornalista - PoliticAnti

More Posts

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. beh, ma il dito medio alzato è solo la verità, perchè quelli del nord che difendono l’italia unita, dallo stato italiano l’hanno preso, e continuano a prenderlo in quel posto, a favore del mezzogiorno. Solo con l’autonomia, il nord italia potrebbe essere rispettato e visto per quello che è dal resto del mondo. Finoa quando deve sottostare alle leggi dello stato italiano, sarà sempre sfruttato economicamente e cancellato culturalmente. Nord indipendente, viva Bossi.

Lascia un commento