lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Recuperati altri due corpi dalla nave dell’orrore
Pubblicato il 23-01-2012


Sale a 15 il numero dei morti a seguito del naufragio della nave da crociera Costa Concordia. Le vittime ritrovate nel pomeriggio sono due donne: i loro corpi sono stati rinvenuti dai soccorritori nei pressi dell’internet cafè, nel ponte 4. A diffondere la notizia è Franco Gabrielli, commissario per l’emergenza e capo della Protezione civile, che ha dichiarato: «Le ricerche proseguiranno finché sarà possibile ispezionare la nave». La Concordia, sempre secondo il commissario, è al momento in una posizione stabile e quindi le ricerche possono proseguire in sicurezza. Gabrielli ha assicurato che i soccorritori non si fermeranno neanche martedì, giorno in cui, secondo una comunicazione di Bart Huizing della Smit Salvage, partirà l’attività di svuotamento della nave dal carburante. Tuttavia il commissario designato per l’emergenza ha specificato che «eventuali cadaveri tra scafo e fondale potranno essere recuperati solo quando la nave sarà riportata in asse».

LA SPOSINA – Si era imbarcata insieme ai cognati e ai genitori del marito Maria D’Introno, l’ultima vittima recuperata oggi dalla Concordia. La famiglia Roselli, questo il cognome del marito di Maria, Vincenzo, è originaria della provincia di Bari, ma da anni ormai si era spostata nella provincia di Biella, dove fino a poco tempo fa la donna gestiva una tabaccheria insieme alla cognata. «Trovatela, vi prego» implorava ai soccorritori il marito, che l’ha vista gettarsi in mare con il salvagente, come ha fatto il resto della famiglia.

I DISPERSI – Il numero viene stabilito in base alla lista dei passeggeri e degli addetti; si è diffuso il dubbio che sulla nave potessero essere imbarcati clandestini, quindi non rinvenibili in alcuna lista. In tal senso la Costa Crociere ha dichiarato: «L’azienda ha in atto rigidissimi sistemi di controllo dell’accesso a bordo, in aggiunta a quelli effettuati dalle autorità per l’accesso in area portuale, prima di salire a bordo». La società smentisce così le voci che ipotizzano la presenza fra gli imbarcati di lavoratori clandestini sottolineando che «nessuno a bordo ha facoltà di derogare le procedure di sicurezza».

I CLANDESTINI – Nella stessa nota la Costa elenca i controlli che vengono effettuati per garantire la sicurezza dei passeggeri nell’accesso alla nave: «L’accesso di persone a bordo è possibile solo in presenza: di un biglietto di viaggio e del controllo dell’identità, per coloro che hanno acquistato la crociera; della tessera identificativa con lettura ottica, per i membri dell’equipaggio; dell’inserimento del nominativo nella lista visitatori, preventivamente autorizzata dalla Compagnia e dal comandante in seconda, nonché di un documento di identità valido, che viene ritirato all’imbarco».

 

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