giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Rischio slavine, in Italia dieci morti ogni anno
Pubblicato il 12-01-2012


Tempo di neve e di montagna, ma anche tempo di potenziali insidie. Sull’argomento si è espresso Roberto Bolza, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino: «Non ci sono zone più a rischio di altre, tutto dipende dal tipo di copertura nevosa. Bisogna valutare volta per volta, non esiste una situazione assoluta. Molto dipende – ha continuato Bolza – dal tipo di precipitazione, dal vento, dalle temperature, dall’andamento climatico tra una nevicata. Bisogna fare un’attenta lettura di ogni singola copertura».

DATI – Lo sci alpinismo è l’attività ricreativa che ha il maggior numero di vittime con una media di 10 all’anno e una percentuale del 48 %. Mentre lo sci fuori pista in Italia ha una percentuale di vittime pari al 23% con 4 morti a stagione invernale e con un picco nella zona delle Alpi del 40%.

SANZIONI – Per quanto riguarda i fuoripista, la del legge 24 dicembre 2003, n. 363I non prevede la responsabilità dei gestori degli impianti, tuttavia il responsabile  della struttura è tenuto a predisporre una segnaletica idonea circa il pericolo di valanghe e avere sempre pronto il servizio di soccorso, compreso l’arva (tipico apparecchio di ricerca in caso di valanghe) come ci conferma il presidente Bolza: «La prima ed essenziale regola da seguire è quella di informarsi approfonditamente sul percorso e consultare i bollettini meteo, in particolare il bollettino valanghe. Dopo questa generale informativa sarebbe giusto e cauto approfondire la conoscenza del posto tramite le guide alpine. Per chi intende muoversi in autonomia è indispensabile munirsi di arva, pala e sonda. Comunque la collaborazione di compagni è indispensabile per i soccorsi».

CAUSE – Sulla causa delle valanghe il presidente ha aggiunto: «La percentuale di eventi dolosi è davvero molto piccola – infatti, per chi provoca valanghe sono previste sia sanzioni penali che sanzioni amministrative – il rischio è piuttosto da riferirsi al passaggio di animali, alla caduta di sassi, al transito di alpinisti e turisti che con le attrezzature possono sovraccaricare il manto nevoso, provocando quindi slavine». Il rischio è dunque da non sottovalutare e l’informazione torna a essere lo strumento primario per evitare poco piacevoli esperienze in vacanza.

Diletta Liberati 

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