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Opinioni e commenti
 

Roma, l’insostenibile leggerezza dei saldi
Pubblicato il 09-01-2012


Aria di festa, addobbi natalizi e un invadente profumo di caldarroste. Uno scenario al limite del surreale. Sono arrivati i saldi al centro di Roma. Eppure sono mesi che si parla solo di crisi, aziende che chiudono e cassintegrati che protestano in cima a torri o palazzi. Altro che saldi. La tredicesima i più se la tengono stretta nel portafogli e ci pagano, quando possono, le bollette. Ma un giro al centro non lo si nega a nessuno. Lungo i 300 metri di via Condotti si cammina a fatica tanta è la folla di avventori che fanno dribbling tra passeggini in sosta fuori alle vetrine luccicanti di ogni bene e turisti a caccia di scorci da immortalare o l’ultimo modello da portare a casa. C’è qualche ottimista che tenta la fortuna. Nelle ultime ore disponibili prima dell’estrazione, compra i biglietti della lotteria in un banchetto addobbato con le schede luccicanti.

DEA BENDATA – La dea bendata è un’illusione a buon mercato, mentre le griffe di grido, l’haute couture senza tempo restano un sogno per pochi eletti. Fay, Louis Vuitton, Salvatore Ferragamo possono vantare file di clienti intirizziti al freddo di un gennaio capitolino che non smette di mordere. “Io non ho voglia di fare la fila” sbotta un marito alla sua signora. Ma lei non demorde, tiene il punto e il posto conquistato con non poca pazienza. Alla domanda se convenga davvero aspettare fuori da Gucci, vincitore del premio per la fila più lunga (ma comunque non così lunga), una donna risponde: “Si sa che non è comunque conveniente, però chi è disposto a stare in fila sa già che comprerà, come me!”.

VIP IN VISTA – Tanta folla davanti a Bulgari. Sullo sfondo palloncini allacciati saldamente ai passeggini e bambini che stringono i denti per il freddo. Altro che acquisti di lusso. Si scopre invece che, più che a caccia di gioielli, gli avventori in fila sono alla ricerca di una foto con Paris Hilton. Passano dieci minuti e la notizia della bionda ereditiera americana viene clamorosamente smentita dall’addetto alla porta del negozio. Come una bolla, la folla si dissolve, evapora, si confonde tra i passanti. Anche Cartier non è da meno. Vanta una discreta platea, ma tutta formata da gente comune che può solo permettersi di sognare davanti a quello sfarzo. La domanda è: ma ne vale davvero la pena? Una ragazza pazientemente in attesa sul marciapiede di Largo Goldoni davanti a Fendi, risponde sorridente “Sì!”. Beata giovinezza.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. Si tratta di un pezzo di verità rivolta a chi punta all’acquisto di un capo particolare griffato. Ovviamente sono persone libere e rispettabili per fare degli acquisti interessati e scontati. Quello che interessa di più è la partecipazione ai saldi della stragrande maggioranza dei cittadini, che già hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese e che, dai primi dati, risulta in calo di circa il 30% nel primo fine settimana dei saldi con la quasi certezza che i prossimi fine settimana saranno anche peggio. Se no si restituisce un pò di potere di acquisto ai salari e alle pensioni è difficile avere riflessi positivi sui consumi.

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