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Opinioni e commenti
 

La Romania messa a ferro e fuoco contro le misure anti-crisi
Pubblicato il 17-01-2012


Migliaia di persone sono scese in piazza negli ultimi giorni a Bucarest e in altre città della Romania, dando luogo a scontri che hanno causato decine di feriti, per protesta contro le drastiche misure anti-crisi decise dal governo e in particolare contro una proposta di parziale privatizzazione del settore sanitario.

I FERITI – I feriti nelle dimostrazioni sarebbero una settantina, mentre almeno 25 sono stati trattenuti dalle forze di polizia. La maggior parte di coloro che sono stati portati in ospedale sarebbero rimasti intossicati dai gas lacrimogeni lanciati dai poliziotti contro la folla. A loro volta i dimostranti hanno dato fuoco a edicole, bidoni della spazzatura e lanciato sassi contro le forze dell’ordine. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno Trainan Igas sono stati circa8.700 in tutto il Paese i partecipanti alle manifestazioni iniziate cinque giorni fa, ma solo nella capitale Bucarest si sono verificati incidenti.

ULTRA’ – A fomentare le violenze sarebbero stati, tra gli altri, anche gruppi di ultrà di squadre di calcio che si sarebbero infiltrati tra i dimostranti. Il sindaco di Bucarest, Sorin Oprescu, ha descritto una città disastrata, con vetrine di negozi, banche, stazioni degli autobus e lampioni dell’illuminazione stradale sfasciati dai vandali.

LA SCINTILLA – Il primo ministro Emil Boc ha definito la violenza “inaccettabile” e “intollerabile” ma allo stesso tempo ha invitato i rumeni a comprendere che i tagli all’economia sono necessari per evitare il default del Paese. La scintilla che ha fatto scoppiare le proteste è stato l’annuncio di dimissioni, martedì scorso, di Raed Arafat, vice ministro della Sanità di origine palestinese, arrivato in Romania negli anni Ottanta e molto stimato per aver realizzato concreti miglioramenti dei servizi sanitari d’emergenza. Essendosi opposto alla decisione del governo di privatizzare parte del già malmesso sistema sanitario, Arafat è stato più volte apertamente attaccato dal presidente Traian Basescu, finché ha scelto di dimettersi, scatenando l’indignazione e la solidarietà popolare. Di conseguenza la proposta legislativa è stata annullata e lunedì scorso il ministro della Salute Ritli Ladislau è stato incaricato di formare una commissione per proporre una nuova bozza di legge sulla sanità.

INSTABILITA’ – Nazione dell’ex blocco sovietico a lungo guidata dal dittatore Nicolae Ceausescu, giustiziato nel 1989,la Romania è alle prese da tempo con instabilità economica e sociale. Nel 2009, quando l’economia era in autentico affanno, ha ottenuto un prestito da 20 miliardi di euro da Fondo monetario internazionale, Unione europea e Banca mondiale, in base al quale il governo si impegnava a ridurre gli stipendi pubblici del 25% e aumentare le tasse. Questi provvedimenti, oltre alla perdurante corruzione, hanno alimentato la rabbia dei cittadini nei confronti delle autorità governative fino alla recente esplosione delle violenze.

Luciana Maci

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