sabato, 21 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Saviotti, da CasaPound nessun dolore ed è boom su Facebook
Pubblicato il 12-01-2012


Oggi i funerali di Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo della Procura della Capitale, stroncato da un infarto lo scorso 11 gennaio. Il commiato del capo dell’antiterrorismo è accompagnato dalle polemiche scatenate dalla dichiarazione del presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone – alias Gianluca da Tortuga – che sul suo profilo personale di Facebook ha scritto lapidario: «Il 2012 si apre con prospettive interessanti….Evviva». Nel giro di pochissimo la frase al vetriolo di Iannone ha scatenato un fiume di commenti, tra militanti di estrema destra a simpatizzanti dell’ultim’ora.

NESSUN DOLORE – Il primo è stato quello dello stesso vicepresidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, per cui quella di Iannone su Facebook, non è «una pubblica esternazione. Detto questo è francamente ipocrita aspettarsi contrizione da parte nostra dato che questo pm ha avuto a che fare almeno due volte con noi, prima negli scontri studenteschi di Piazza Navona con 12 indagati a torto, come abbiamo sempre ribadito, e poi nel caso di Alberto Palladino accusato da Saviotti di lesioni aggravate nei confronti del capogruppo del Pd del IV Municipio Paolo Marchionne. Antonini non usa mezzi termini e ribadisce che da Casapound non arriverà nessun rammarico per una scomparsa eccellente come quella di Saviotti. «In Italia non ricordo – ha proseguito il vicepresidente di Casapound – nessun caso di giovane incensurato che deve fare 28 giorni di carcere con l’accusa di rissa aggravata. Nessuno quindi si aspetti da noi dolore o ipocrita contrizione».

STORACE – A dare man forte alle posizioni del presidente di CasaPound Italia è anche il leader de La Destra Francesco Storace, da sempre avvezzo ad assumere posizioni che fanno discutere. «Gianluca Iannone ha scritto una sciocchezza su Facebook inneggiando alla morte del pm Saviotti. Non ho dubbi che il leader di Casapound abbia sbagliato. Ma non ricordo – ribadisce Strorace – la stessa indignazione quando a Roma, meno di una settimana fa, si è urlato dieci-cento-mille Acca Larentia. Lì il silenzio, si potrebbe dire, è stato davvero tombale, a parte rarissime eccezioni. Gasbarra, Cesa, Zingaretti, tanto per ricordare quelli di oggi, il 7 gennaio hanno taciuto. Uccidere un fascista non è reato, si strillava all’epoca…». Un pensiero, quello del leader de La Destra, che fa subito incetta di “mi piace” sul social più visitato al mondo.

ISTIGAZIONE A DELINQUERE – Intanto, vista l’indubbia gravità della dichiarazione, la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul commento del leader di Casapound Gianluca Iannone a proposito della prematura scomparsa di Pietro Saviotti. Istigazione a delinquere il reato configurato dal pm Eugenio Albamonte. Gli accertamenti sono stati delegati alla polizia postale che ora dovrà identificare l’autore dello scritto. La forza della dichiarazione resta, come resta il no comment stizzito dell’ufficio stampa di Casapound, che sulla questione ha preferito tacere.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Con l’avvento di Berlusconi a livello Nzionale, che vergognosamente ironizzava che gli oppositori al regime fascista mandati al confino, stavano “in vacanza”(!) e l’emergere di Storace alla Regione Lazio e Alemanno a Roma, si è avuto un preoccupante e crescente rigurgito delle frange fasciste ed estremiste, che hanno goduto della compiacenza, copertura e sostegno politico del Centro-Destra. Basta ricordare le nomine all’AMA e le assunzioni di picchiatori fascisti a livello alto delle aziende, per comprendere il livello di allarme che è stato raggiunto nel nostro paese.
    Senza dimenticare l’arroganza verso Prefetti che mantenevano un corretto comportamento istituzionale, mandati via perchè si rifiutavano di applicare atti razzisti, come le impronte digitali ai piccoli nomadi e per questo rimossi in poco tempo. Stiamo attenti che il livello di guardia per il debordo di atti fascisti e razzisti è stato raggiunto da tempo e se non interveniamo per richiamare gli organi istituzionali e di controllo, ne subiremo amaramente le conseguenze.

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