domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Saviotti, sdegno per le parole del presidente di Casapound
Pubblicato il 12-01-2012


La morte di Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo della Procura di Roma, è stata accompagnata dall’esternazione ormai ben nota ed enormemente cliccata sul web del presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone sul proprio profilo Facebook: «Il 2012 si apre con prospettive interessanti….Evviva».

CRITICHE – Questa dichiarazione, mai smentita dall’ufficio stampa dell’associazione e che ha preferito tacere sull’accaduto, ha suscitato un’indignazione come poche a partire dal sindaco di Roma. Alemanno si dice profondamente indignato dall’accaduto: «Una cosa scellerata, non ci posso credere. Saviotti aveva cuore oltre che cervello, una grave perdita della nostra città». Durissime le parole di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: «Vomitevoli e indegne per la razza umana». Gran parte delle forze politiche e istituzionali hanno espresso vivo dissenso per questo chiaro atto antistatalista da parte di Casapound. La polemica politica si incendia anche grazie alla dichiarazione  del segretario del Pd Roma che puntato il dito sulla solidarietà spesso dimostrata da Alemanno a Casapound. «É assolutamente vergognoso che il Campidoglio targato Alemanno – dice il segretario Pd Roma – abbia ancora rapporti con gli esponenti di una destra becera a cui, tanto per fare un esempio, recentemente ha consegnato un doppio casale nel parco della Marcigliana».

INDAGINI – Dal fronte istituzionale il commento arriva dal vice presidente del Senato Vannino Chiti: «Vili e indegne. Le parole del leader di Casapound si possono definire soltanto così: vergognose – ha proseguito con il vice presidente del Senato – Saviotti ha dedicato la sua esistenza al servizio dello Stato e della Giustizia e di fronte alla sua scomparsa è necessario solo un grande rispetto. Il resto è solo immondizia». Immondizia sicuramente non cestinata dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo sul caso. L’accusa configurata dal pm Eugenio Albamonte è d’istigazione a delinquere. Reato questo punito con la reclusione dai 3 ai 7 anni, come recita l’articolo 416 del Codice Penale. La polizia postale si occuperà degli accertamenti.

Diletta Liberati

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