mercoledì, 26 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scuola, senza dialogo con aziende nessuno sbocco
Pubblicato il 09-01-2012


Il 20 febbraio è il termine ultimo per presentare le domande di preiscrizione alle scuole superiori e come ogni anno i 13enni si trovano davanti alla scelta fra liceo e istituto tecnico. Il mondo del lavoro sarà ancora lontano per loro, ma in base all’offerta definisce i profili più richiesti. La professoressa Angela Picca, Dirigente scolastico dell’Ite Sandro Pertini di Roma, spiega l’importanza del dialogo tra la scuola e le aziende.

I diplomati tecnici sono i più richiesti dalle aziende, ma i licei attirano più studenti, come mai?

Le motivazioni che influenzano il genitore nella scelta della scuola superiore sono diverse. Innanzitutto si sceglie il liceo perché è considerato più prestigioso rispetto agli istituti tecnici e ai professionali, ritenuti di serie B e C. Contribuisce sicuramente la scarsa conoscenza dei profili offerti e dei dati lavorativi. In più si inserisce un problema di mancanza di progetti di dialogo costante con le scuole medie inferiori e l’annosa questione dell’orientamento, che non sempre viene fatto bene. Sicuramente contribuiscono anche fattori come l’impegno scolastico richiesto, come ad esempio il minor numero di ore preteso dai licei, e la scelta dell’amico del cuore.

Ritiene che l’offerta formativa scolastica sia adeguata alle richieste delle imprese?

Adeguata sì, ma ovviamente si può modificare. Il mio è un istituto economico, secondo la nuova dicitura, con tre indirizzi: turismo, informatica e amministrazione, finanza e marketing. E’ ovvio che in questi campi il dialogo con il mondo del lavoro, in continua evoluzione, è necessario.

In che modo si potrebbe migliorare la preparazione degli studenti?

Innanzitutto verificando le competenze acquisite dal ragazzo sui banchi di scuola, direttamente sul luogo di lavoro. Nella nostra offerta formativa sono previsti periodi di alternanza scuola-lavoro: per 15 giorni lo studente nell’orario scolastico va a lavorare in azienda, sempre seguito da un tutor aziendale in costante collegamento con il tutor scolastico, normalmente il suo professore di una materia d’indirizzo, come ad esempio economia aziendale.

Quanti studenti trovano lavoro dopo il diploma, e dopo quanto tempo?

Non conosco i dati precisi, ma se non sbaglio già nel 2009 gli assunti dopo il diploma tecnico scavalcavano quelli del liceo e il tempo d’attesa rispetto ai diplomati liceali è minore. Sono importanti sotto questo aspetto le banche dati create per le aziende, dove i diplomati nella lista vengono periodicamente testati.

Le imprese tendono a ri-formare i neoassunti, non si fidano della loro preparazione scolastica?

In gergo diciamo che li “formattano”. E’ una questione legata alla mancanza di dialogo fra gli istituti e le imprese. La scuola non riesce a stare al passo con i tempi del mondo del lavoro, cosa non facile, ma necessaria: se non esce dalle mura rimane autoreferenziale.

Martina Perrone

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento