lunedì, 19 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Siamo un pallone per vecchi
Pubblicato il 19-01-2012


Mercoledì 18 gennaio, Ciro Ferrara ha lanciato l’allarme: “in Italia non si punta sui giovani”. Se lo dice lui – ha esordito in campionato a diciotto anni, a diciannove era già titolare in più allena la nazionale U21 – forse c’è da ascoltarlo. A ventitré anni, Leo Messi è un campione esperto e consumato, con un palmares ineguagliabile e tre palloni d’oro: ha già fatto tutto. Caso eccezionale? Accanto a lui giocano: Iniesta, Piqué, Fabregas e chi più ne ha più ne metta.

Tutti giovanissimi, esordio in prima squadra verso i sedici, già campioni a diciotto. Direte: è una squadra eccezionale. Vero. Ma in Spagna non è il solo: Sergio Ramos, David Silva, Llorente, Mata. Tutti titolari in nazionale, tutti giovanissimi. E vogliamo parlare di Casillas? Oggi trentenne, era titolare nel Real a diciotto anni e già campione a venti. Eppure, a pensarci bene, noi non eravamo così indietro. Non c’è bisogno di tornare ai tempi di Ciro Ferrara, Baresi, Maldini, Vialli… Gigi Buffon, ad esempio, o Fabio Cannavaro. E con loro molti calciatori di quella generazione: hanno esordito da giovanissimi e si sono affermati presto. Ma la cosa peggiore è questa: Balotelli e Giuseppe Rossi, entrambi giovanissimi entrambi titolari. Ovviamente lontano dall’Italia.

Ma il problema non è solo del calcio. Nel nostro paese, per alcune professioni si è “giovani” almeno fino ai quarant’anni: Paolo Sorrentino (42) è stato un giovane regista fino a qualche giorno fa, Enrico Brizzi (38) è ancora oggi un giovane scrittore, Jacopo Morelli (35) è presidente dei giovani industriali di confindustria. È da quando ho memoria che l’eccellenza italiana, in qualsiasi materia, è territorio dei “vecchi”. Sempre le stesse persone, sempre le stesse facce, sempre le stesse idee. E poi dicono che stiamo affondando…

Ma forse Cirro Ferrara s’è trasferito in Spagna. No, perché qui da noi, e su questo siamo pienamente d’accordo, sono secoli che non si punta più sui giovani. Qui da noi i giovani, almeno fin quando sono tali, non hanno alcun futuro. In fondo il calcio è lo specchio più profondo e reale del paese. Non vedo il motivo di tutta questa meraviglia.
E poi diciamocelo: Ferrara i giovani è costretto a schierarli per regolamento. Ma, se potesse farlo, siamo proprio certi che non convocherebbe qualche ultra-trentenne? Magari scenderebbe in campo proprio lui, tanto alla fine ha poco più di quarant’anni, mica è così vecchio…

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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