martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Spagna terra dei trapianti e di sciacalli
Pubblicato il 19-01-2012


La Spagna nel 2011 ha battuto il proprio record dei trapianti, primato mondiale che le appartiene ad anni alterni dal 2005. Il sistema sanitario nazionale spagnolo ha raggiunto anno dopo anno numeri incredibili, dimostrando di adattarsi ai cambiamenti demografici, all’invecchiamento della popolazione e alla diminuzione delle morti per incidenti stradali, da sempre, secondo i dati fonte di potenziali donatori. L’Organizzazione Nazionale dei Trapianti (ONT) nell’anno appena concluso ha realizzato 4218 interventi, 445 in più rispetto all’anno precedente.

PATENTE A PUNTI – Questi dati mostrano come il sistema è riuscito a modificare il consueto profilo dei donatori. A seguito dell’approvazione della legge sul traffico del 2005 (primo governo Zapatero) che ha introdotto la patente a punti, ha portato un drastico calo nel numero di morti sulle strade. Quella che  oggettivamente è una magnifica notizia, rischiava invece di trasformarsi un boomerang per l’ONT (dipendente dal ministero della Sanità ) innalzando il pericolo di lasciare senza organi chi ne aveva bisogno. Di fatto, il numero di donatori provenienti dalle vittime di incidenti stradali è diminuito progressivamente dai 249 del 2005, a 84 dell’anno scorso. Oggi rappresentano ormai il 5,1% di tutti i donatori, una cifra molto distante dalla percentuale del 1992, quando dagli incidenti stradali provenivano il 43% degli organi donati.

ONT – Il successo della ONT non si fonda solo su meri dati che hanno ben poco a che fare con la qualità del servizio, come recentemente ha dichiarato il direttore Rafael Matesanz «abbiamo potenziato e ottimizzato il coordinamento di tutte le nostre unità, abbiamo investito sulla formazione di professionisti che operano nella rete delle donazioni, oltre alle figure professionali classiche impegnate nel settore dei trapianti, coloro che si occupano dei trasporti e i chirurghi nelle equipe degli ospedali spagnoli, un ruolo essenziale è giocato da coloro che cercano di convincere le famiglie che i corpi dei loro defunti potrebbero salvare una vita». «Il nostro impegno –  continua Matesanz –  è strettamente legato al perfezionamento delle tecniche mediche, che ha permesso di sfruttare al meglio gli organi provenienti dalle vittime di emorragie cerebrali o ictus. In Spagna i donatori da malattie cardio-vascolari rappresentano un importante 67,9% di tutti coloro che donano, un dato che solo venti anni fa si attestava al 39%».

LA DENUNCIA – Dati in crescita che parallelamente portano con se dati in calo, quelli dei tempi di permanenza nelle liste di attesa per ricevere un nuovo organo. Forte dei risultati ottenuti la ONT ha diffuso una nota dove denuncia l’operato in Spagna dell’impresa tedesca DKMS, riuscita a captare 1.200 volontari per donazioni di midollo osseo “privati”. La società tedesca «non dispone né delle autorizzazioni esigibili legalmente, né di accordi di collaborazione per realizzare funzioni che rientrano nelle competenze del sistema nazionale di salute». Un’attività, dunque, che si svolgerebbe illegalmente in quanto su tutto il territorio spagnolo le donazioni di midollo sono delegate dal 1994 ad un apposito Registro nazionale, sotto il controllo delle autorità sanitarie nazionali e regionali, attraverso un sistema che garantisce tanto la privacy quanto la sicurezza di pazienti e donanti.

Sara Pasquot

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