domenica, 25 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Svizzera, ‘slalom’ tra le norme anti evasione
Pubblicato il 06-01-2012


La Svizzera è la meta preferita dagli italiani per lo sci e per portare i soldi all’estero.  Verbier e St. Moritz sono le più quotate per i ricchi amanti della neve, molti sono i vip internazionali, che vi soggiornano: i reali inglesi, James Blunt, Hugh Grant, il patron della Virgin Richard Branson, Peter Gabriel e molti italiani, che con la scusa degli sci provano a nascondere ed evadere il fisco. Lugano è la meta per eccellenza, la più vicina. Pare che in tutto il Ticino, e non solo a Lugano, da tempo siano esaurite le cassette di sicurezza. In Italia almeno 11 miliardi di euro sono stati sottratti al fisco negli ultimi mesi, la fuga maggiore tra ottobre e novembre. Dentro una valigetta ventiquattr’ore possono essere trasportate 12.000 banconote da 500 euro ovvero 6milioni di euro a valigia e dalla finanza si scopre che moltissime banconote si concentrano proprio al confine. Le banche svizzere sono desiderate dai clienti internazionali perché possiedono stabilità politica e sono neutrali. Il paese non partecipa a guerre dal 1505, la valuta è stabile, assicurata dall’oro; il franco svizzero dal 1850 (quando è entrato in circolazione) ha subito pochissime modifiche e nelle filiali vengono offerti servizi di investimento qualitativi e conti in valuta multipla.

BANCHE SICURE – Tutte le banche sono estremamente sicure e assicurate, la riservatezza è quasi sempre garantita grazie a conti cifrati. Chiunque abbia superato la maggiore età può aprire un conto bancario in Svizzera, anche una società residente all’estero. Le banche si riservano tuttavia il diritto di respingere un cliente in caso possa costituire un rischio per la reputazione della banca. Lo stesso vale nel caso in cui ci siano dubbi sull’origine dei fondi. La legge vieta alle banche svizzere di accettare fondi quando si è indotti a ritenere che abbiano origine criminale, anche se molti nutrono dubbi sui controlli ai “grandi capitali”.  Le banche svizzere sono tenute ad accertare l’identità dei loro clienti. Per l’identificazione la banca chiederà in ogni caso un documento ufficiale provvisto di fotografia e potrebbe chiedere una prova dell’origine del patrimonio; ad esempio un contratto d’acquisto, giustificativi di una banca straniera, prove attestanti la vendita di titoli e così via.

ANONIMATO GARANTITO – La procedura di apertura di un conto cifrato è identica a quella prevista per tutti gli altri conti. La banca è tenuta a verificare l’identità del richiedente e ad accertare l’avente diritto economico. I conti cifrati non sono anonimi. Nel caso di un conto cifrato, le operazioni bancarie non vengono effettuate “a nome”, bensì sotto un numero o un codice. Si tratta unicamente di una misura di sicurezza interna. L’identità del cliente è nota soltanto a un numero ristretto di collaboratori all’interno della banca. I conti cifrati non “dovrebbero” però essere utilizzati per le operazioni di pagamento transfrontaliere. Ai sensi delle disposizioni internazionali, in un ordine di pagamento devono essere indicati il nome, l’indirizzo ed il numero di conto.

La maggior parte delle banche svizzere non esige alcun versamento minimo per i conti di risparmio e i conti correnti. Diverso è il caso di alcune banche private o di banche che propongono servizi di private banking. Molti istituti offrono anche conti in dollari, euro o in altre valute. L’alto grado di discrezione accordato dalle banche elvetiche ai propri clienti non è assoluto. Il segreto bancario può essere abrogato in caso di istruzioni penali. La Svizzera è stata messa sotto la lente d’ingrandimento, per il suo segreto bancario da Usa, Unione europea, Ocse e G20 ed ha dovuto aderire agli standard Ocse in tema di collaborazione nella lotta all’evasione fiscale oltre a rivedere gli accordi sulla doppia imposizione. (1. continua)

Gianluca Cerasola

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. @maria … l’Italia non è assurda, ma è un paese per la maggior parte fatta da gente buona e onesta.
    Poi ci sono delle caste (in primis quella dei politici, nessuno escluso) che spesso coincidono con “associazioni a delinquere”.
    Comandano e demotivano le persone per bene… basti pensare alla famosa frase : “tanto lo fanno tutti…”
    Io direi di essere un po’ più fieri delle nostre origini senza definire la nostra Italia “assurda”, ma di continuare ad andare AVANTI! senza mai perdere la speranza che queste “congregazioni” di imbecilli prima o poi pongano la parola fine alla loro ridicola esistenza.
    Un saluto e complimenti per il grande ritorno…sarò antico ma spero di vedervi anche in edicola :)

  2. Il Direttore e Cerasola sono esperti di inchieste (vedi Ustica, “Sopra e Sotto il tavolo” sono stati gli unici ad avvicinarsi alla verità ecc). Sull evasione bisognerebbe fare anche delle leggi prima DI PERSEGUIRE, ALTRIMENTI NON Cè SOLUZIONE e in molti continueranno ad andare in Svizzera. Complimenti e Avanti ! sperando di riuscire a vedervi presto anche su carta stampata.

    • Guarda il commento sotto (gsp) e ti renderai conto che “portare i soldi in Svizzera” è fattibile, ma essi devono essere puliti, ossia di provenienza non criminale e da qualche mese devono anche essere dichiarati al fisco (weissgeldpolitik = politica del denaro bianco) imposta dal Consiglio federale alle banche). Perció smettiamola con le caricature sulla Svizzera e le sue banche, che sono le più pulite al mondo, anche se talvolta fuorisce qualche caso, giustificato dall’enorme quantità di fondi ivi depositati (oltre un quarto delle fortune mondiali).

  3. @maria; @bardi. Signori non parliamo solo dei politici. Vi sono molti imprenditori che giocano sporco per costruire (costruirsi) la fortuna a breve termine e poi chi si è visto si è visto. E purtroppo un certo modo di essere sta proprio in una parte di italianità dalla genomica borbonica che si adatta fin troppo bene a ‘cavarsela’ in ogni modo ed anche a guardare solo al proprio orto. Un Paese, i suoi Politici, gli Imprenditori devono *tutti* pensare nobilmente alla res publica ed al lungo termine riscoprendo il valore del ruolo ricoperto. Così pure i Cittadini nel loro vivere quotidiano in cui l’esempio e le azioni influenzano il mondo circostante.

  4. Si vede da questo articolo l’ignoranza ed imprecisione che imperversa in Italia in merito al funzionamento di qualunque cosa fuori dai propri confini.
    Prima di tutto, in Svizzera, sin dal 1994, per aprire un conto bancario è necessario indicare l’origine dei fondi (richiesta e verificata con documentazione e ricerca di prove) la vera proprietà dei fondi, per evitare le teste di legno e la reputazione del titolare del conto. Da alcuni mesi, viene richiesto di fornire l’autocertificazione o altra prova che i fondi depositati non siano frutto di evasione fiscale. Particolare attenzione viene prestata per i cosiddetti PEP (political exposed person) che sempre meno sono accettati se il paese di provenienza ha un rating basso dell’indice di corruzione (l’Italia è tra i più bassi al mondo). Altra imprecisione, le banche non è vero che aprono senza minimo e soprattutto, prima di locare una cassetta di sicurezza, verificano la potenzialità del cliente. Ulteriore imprecisione: gli oggetti in cassetta non sono conosciuti da nessuno al di fuori del cliente stesso e quindi non sono assicurati nè assicurabili e basta leggere il documento che la banca sottopone al cliente per rendersene conto.
    Da ultimo non è vero che c’è così grande penuria di cassette di sicurezza nelle banche, per via dei motivi sovrammenzionati.
    Rimane la via della cassetta di sicurezza privata, fuori dalla cerchia bancaria, reperibile nella Svizzera tedesca ed a Ginevra. Qui non si è sottoposti all procedure bancarie e non si devono nè aprire conti nè depositare fondi, ma semplicemente identificarsi. La sicurezza è analoga a quella delle banche, i costi superiori per la locazione della cassetta di sicurwzza, non avendo, come nel caso della banca, altre commissioni (commissni per tenuta conto, per conto cifrato, per amministrazione, per posza da trattenere, ecc.).

    Spero aver chiarito questo argomento, trattato un po’ superficialmente nell’articolo di stampa.

Lascia un commento