mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tassisti, la situazione è critica il governo ci ascolti
Pubblicato il 10-01-2012


Tra le categoria più discusse tra quelle interessate dalle liberalizzazioni previste nel prossimo «decreto d’urgenza» governativo è quella dei tassisti. A fare il punto sulla questione è Daniele Laudonio, vicepresidente del consorzio Pianeta Taxi ed ex presidente della cooperativa Pronto Taxi 6645. Secondo lei qual è il vero significato del provvedimento che verrà adottato dal governo nei prossimi giorni?

Dovremmo prima sapere le loro intenzioni, visto che non le conosciamo ufficialmente: non c’è stato ancora un dialogo con i sindacati. Il governo deve innanzitutto capire che ci sono diverse realtà, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Qui a Roma la situazione è critica già adesso. Se non è un governo di sprovveduti, cosa che non credo che sia, cercheranno di capire le necessità della categoria, tenendo ben presenti le diverse realtà territoriali.

In attesa di un dialogo fra sindacati e coverno, come avete intenzione di muovervi?

Domani c’è una riunione delle varie sigle a Bologna. Cercheremo tutti di capire le diverse realtà, riunirle il più possibile e poi trovare un dialogo ufficiale. Faremo valere i nostri diritti, sempre nei limiti della democrazia. È importante far capire che a Roma, ad esempio, non abbiamo bisogno di una licenza in più: già non c’è mercato.

Che intende dire?

Noi ormai lavoriamo pochissimo: ad oggi abbiamo tanti tassisti che non riescono a pagare i contributi, non riescono a versare il mutuo né ad arrivare alla fine del mese. Oltre a questo ci vogliamo mettere anche la liberalizzazione? Noi abbiamo un lordo mensile da rispettare che va intorno ai 4000 euro, in più le spese sono altissime: adesso è aumentata anche la benzina, e tenga presente che la macchina dopo 4 anni va cambiata. Se già fatichiamo adesso, cosa potrebbe succedere dopo la liberalizzazione.

Secondo lei chi verrebbe veramente avvantaggiato da un provvedimento del genere?

Il classico industriale che si comprerebbe i taxi e farebbe poi tutta una serie di discorsi di natura economica, che ben conosciamo. Ma non credo che il governo abbia questo obiettivo. Quantomeno lo spero, vista l’esperienza e il curriculum che vantano i suoi ministri.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. La liberalizzazione nel settore dei Taxi nasce dall’atteggiamento fortemente corporativo di fronte alla precedente decisione sul decreto Bersani. D’altronde se si considera il perchè una licenza di Taxi vale centinaia di Migliaia di Euro, è perchè frutta in modo considerevole, altrimenti messuno comprerebbe a quei prezzi la licenza. E’ chiaro che se la torta viene divisa in un numero di operatori inferiore la fetta è più grande per tutti. Basterebbe raffrontare le situazioni con le altre grandi città Europee e in qualche modo adeguarsi a quelle realtà. I costi attuali dei Taxi sono stato alzati a Roma ed ormai i singoli cittadini evitano, se possibile, di prenderli proprio per l’alto costo. Senza considerare le vergognose situazione evidenziate dalla Stampa di “costi da rapina” ai poveri stranieri che prendono i Taxi. Certamente il confronto e l’esame complessivo e specifico del settore va opportunamente considerato anche nella diversa dimensione delle città che non sono tutte uguali. Comunque il principio di rimuovere aspetti corporativi di protezione e privilegio di qualsiasi categoria deve essere applicato e rispettato.

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