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Opinioni e commenti
 

Telefono Azzurro, attenti ai social cresce tra gli adolescenti il Sexting
Pubblicato il 15-01-2012


A 10 anni si fotografa nuda e diffonde la foto su Facebook. Di fronte a certe notizie è necessario chiedersi quanto il web sia alla portata dei bambini che, tra sms, mms e post, sono sempre più ferrati sull’uso della tecnologia. Una ricerca del Telefono Azzurro (www.azzurro.it) ha studiato l’incidenza del fenomeno della diffusione tra i ragazzi di immagini a sfondo sessuale. Ce ne parla Barbara Forresi, responsabile del Centro studi e ricerche dell’associazione.

Sempre più spesso si sente parlare di ragazzi che in giovanissima età diffondono le proprie foto in atteggiamenti molto spinti. Qual è l’incidenza del fenomeno?

Secondo la ricerca del Telefono Azzurro, fatta su un campione di ragazzi dai12 ai 18 anni, il fenomeno del sexting, ovvero l’invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non, si sta diffondendo in Italia: il 6,7% dei giovani italiani ha inviato sms o video espliciti con il proprio cellulare o condividendoli su internet, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno. Se si sale con l’età, tra i 16-18enni l’8% ne ha inviati e 1 su 6 li ha ricevuti. E’ un fenomeno che inizia già a 12 anni, o prima, ma che si acuisce con l’adolescenza. Guardando anche i dati provenienti dall’estero, ci siamo accorti che buona parte delle immagini ritraggono se stessi in atteggiamenti sessualmente espliciti, non sconosciuti o foto trovate online.

Ritiene che il web per i bambini possa diventare una dipendenza e generare un meccanismo di assuefazione?

Sicuramente esistono situazioni che dal punto di vista psicologico possono dare dipendenza. In realtà bisogna capire se la patologia esiste prima o scaturisce dopo l’utilizzo del web. E’ evidente che i ragazzi che passano buona parte del loro tempo libero su internet vivono in un contesto di scarsa supervisione e vanno a cercare risposte in luoghi diversi dalla famiglia.

Qual è il ruolo dei genitori nel rapporto dei ragazzi con il web?

Rispetto ai genitori, dall’indagine realizzata con Eurispes, abbiamo riscontrato che la maggior parte di loro non riscontra rischi online. Questo evidenzia che i genitori non si rendono conto che internet amplifica determinate tematiche. Non si parla con i propri figli di temi come sessualità: il 63% dei giovani dichiara infatti di non parlare mai con i genitori di questioni private e cerca risposte sul web.

Da cosa dipende l’attrattiva per il web e i social network?

Spesso alla base c’è un’autostima non elevata o la ricerca di attenzioni. I ragazzi si riflettono in personaggi famosi, in celebrità che vorrebbero imitare. Ci sono però anche casi in cui i video e le immagini vengono pubblicati per punire, ad esempio, l’ex fidanzata, oppure vengono spediti a sconosciuti per ricevere in cambio compensi in denaro o ricariche telefoniche.

Quindi internet è un pericolo per gli adolescenti?

Internet è un vero e proprio mondo, crea occasioni di conoscenza, dà la possibilità di seguire i propri interessi: ha un lato informativo e di studio molto importante. Il versante della socializzazione è un aspetto fondamentale. Il nuovo concetto di amicizia che hanno contribuito a creare i social network ha spopolato, anche se gli adolescenti dichiarano di comunicare solo con una minoranza delle persone “amiche” ad esempio su Facebook. Il problema è che i bambini non conoscono i risvolti penali della pubblicazione di immagini pornografiche e le conseguenze psicologiche di chi viene coinvolto. Bisogna conoscere le regole per potersi proteggere.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Il tema trattato è sicuramente delicato. Il compito dei genitori è necessario ed importante. C’è da dire che una buona percentuale di questi (genitori) è “ignorante” nel campo delle nuove tecnologie e dei social network, di contro la maggior parte degli adolescenti conosce bene questi strumenti. E allora come intervenire ?
    Un suggerimento potrebbe venire attraverso la scuola, ma la scuola deve “rivedere” (tante cose, non solo questa…..) quello che è stato sinora l’approccio dato all’Informatica.
    A me è sembrato solo un modo come un altro per dire agli studenti “andate a casa e dite ai vs genitori di farvi comprare il computer…” senza curare l’aspetto etico-normativo dell’uso di questi strumenti. Pertanto si tratterebbe di aggiornare la famosa “educazione civica” anche con queste tematiche.

  2. sappiamo benissimo che Internet è un finestra aperta sul mondo, di conseguenza si trova di tutto ed io ne sono testimone oculare….esistono altresì dei filtri famiglia protettivi a più livelli, basta applicarli per ridurre al minimo l’eventualità voluta o fortuita d’incappare in siti web veramente poco edificanti, anche per noi adulti. La cosa che più mi ha lasciata sgomenta è vedere la mancanza di dignità oltre che di etica morale di tanti esseri umani che si esibiscono scandalosamente e volgarmente. Figuriamoci quale shock emotivo può provocare su un bambino…

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