lunedì, 19 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Tornano i Socialisti, partito dei lavoratori
Pubblicato il 16-01-2012


La scomparsa dalle Aule parlamentari del Partito Socialista Italiano è stata causata dalle faccende di “mani pulite”, senza voler dare con questo legittimità a quei comportamenti che hanno caratterizzato la vita pubblica dell’epoca. È vero che le vicende di “mani pulite” costituivano la continuazione di un sistema che tutti hanno ritenuto legittimo per consuetudine. Nessun appunto può essere mosso contro i magistrati che hanno fatto il loro dovere. Questi fatti sono chiari a chi scrive, il quale, conseguentemente, ritiene di poter dire “est modus in rebus”.Le vicende di “mani pulite”, infatti, hanno prodotto: processi nei quali uomini pubblici sono stati detenuti parecchi anni ed alla fine liberati con sentenze assolutorie per non aver commesso il fatto ed, in qualche caso, perché il fatto non sussiste; processi laddove gli imputati “non potevano non sapere”, principio quest’ultimo, applicato soltanto contro i vertici del Partito Socialista e non laddove le “Botteghe” non erano troppo chiare; processi, infine, iniziati con il rinvio a giudizio e prolungati alcuni anni per disporre alla fine l’archiviazione per inesistenza del reato.

È utile ricordare che l’On. Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, alla Camera dei Deputati, ha invitato i Segretari degli altri Partiti a dichiarare che non avevano percepito alcun finanziamento. Nessuno si alzò, nessuno parlò! Nessuno ha avuto il coraggio di dire che, in effetti, a prescindere dalle prove, dalle incriminazioni e dalle assoluzioni, tutti i Partiti conoscevano “mani pulite”. Ciò non avrebbe determinato alcuna assoluzione, ma avrebbe politicamente presentato i fatti in maniera diversa, da come anche coloro militanti di altri Partiti politici hanno cercato di presentarli, proseguendo la persecuzione nei confronti del Partito Socialista.

È stata una vera diaspora per il Partito Socialista le cui reazioni dei singoli militanti sono state diverse. Alcuni hanno seguito Berlusconi ritenendolo uomo politico capace di rispondere ai Magistrati e agli avversari, altri si sono ritirati dalla vita politica. Il Partito Socialista oggi si è ricostituito sotto la guida di Riccardo Nencini. Allo stato, non ha alcuna rappresentanza parlamentare; questo sistema elettorale, infatti, ha continuato l’azione per l’esclusione dei Socialisti, la cui assenza è avvertita dal Popolo Italiano, ma soprattutto dai lavoratori.

Furono proprio i Socialisti, con il ministro Brodolini, che hanno voluto lo Statuto dei Lavoratori, che oggi il Governo Monti, con l’abolizione dell’art. 18, vuole vanificare. Una disposizione di legge conquistata dai lavoratori, guidati dai Partiti attraverso una lotta di classe. Il Governo Monti ha offerto alla Destra Italiana, a titolo di “carota” contro un “bastoncino”, nel quale sono racchiuse poche leggi impositive, la revoca dell’art.18, che nulla ha a che fare con i problemi economici e con lo sviluppo del Nostro Paese.

L’avallo di questi principi da parte dell’attuale maggioranza parlamentare, vìola i principi essenziali del diritto del lavoro consistente nel divieto di “reformatio in peius”. Lo Statuto dei Lavoratori costituisce uno dei punti essenziali realizzati dalla politica di centrosinistra, scaturita dall’incontro tra i lavoratori cattolici e i lavoratori socialisti. Un passo indietro non può essere accettato dai lavoratori e dalle forze politiche democratiche e progressiste.

Erra il Governo Monti quando ritiene di risolvere i problemi dell’Italia attraverso la liberalizzazione di determinati settori economici, dimenticando che la concorrenza è elemento essenziale della società liberista che, ormai, ha fatto il suo tempo, perché la globalizzazione ha già ridotto, e ridurrà ancor più, il profitto delle piccole e medie imprese, consegnando alle grandi imprese il dominio dell’offerta della produzione, incidendo sulla domanda con la riduzione dei prezzi.

Solo lo Stato potrà sostituirsi alla grande industria, impedendo che la produzione incida sugli interessi privati di pochi potentati economici, con notevole riduzione dell’occupazione. Soltanto i lavoratori possono impedire il disegno economico avviato dal Governo Monti, attraverso le lotte sindacali e abrogando l’incompatibilità dei Dirigenti Sindacali nelle candidature al Senato e alla Camera dei Deputati. È necessario che lo Stato intervenga con una programmazione indicativa, laddove prevarranno gli interessi pubblici su quelli privati.

Stefano Massimino

 

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Commenti all'articolo
  1. Sono un concittadino Giacomo Brodolini che ha avuto il piacere di conoscere il nostro grande ministro del lavoro padre dello Statuto dei lavoratori. A tal proposito è importante ricordare che il PCI si astenne dal voto (= voto contrario). Il Partito Socialista per tanti di noi, anche nel pieno della disfatta del ’92 è sempre stato presente sotto altre sigle e abbiamo continuato a combattere contro ds e sx (forse più contro la sx)che ci volevano vedere distrutti ( vedi ultima legge elettorale Veltrusconi) Ora dopo lunga e difficile esperienza politica e tante battglie, viviamo una economia globalizzata e credo siamo tutti in grado di comprendere che per i lavoratori occorre trovare nuove forme di protezione più rispondenti alle esigenze attuali di un lavoro sempre più “volatile”.
    Non fa parte della storia e nella nostra cultura politica rimanere ancorati ai vecchi statuti del secolo passato. La nostra storia di riformisti ci impone di comprendere che il momento attuale può essere superato solo con riforme coraggiose che subito non raccoglieranno il parere favorevole di molte forze sociali e politiche (come già avvenuto in passato) ma che ben presto si riveleranno come la via vincente.

  2. “Nessun appunto può essere mosso contro i magistrati che hanno fatto il loro dovere.”
    Su questa affermazione non concordo affatto caro Stefano Massimino. Per tornare ai fatti di casa nostra se il PSI, partito dei lavoratori, vuole tornare credibile e appetibile al proprio elettorato deve dislavarsi di tutte le piccole beghe di bottega, ripulirsi al proprio interno eliminando i vari capetti e ras locali che non ragionano in termine di partito ma solo ed esclusivamente in nome proprio, costoro sono più dannosi di cento Di Pietro. La base è sempre stata la nostra vera forza, se non torniamo ad ascolatre quello che ci dice la ns gente poco lontano potremmo andare, e questo come di vede benissimo non vale solo per noi ma per tutti i partiti dell’arco costituzionale italiano. Per quanto poi riguarda l’art. 18 c’è da prendere atto che il mondo va avanti e lo statuto dei lavoratori, che al tempo di Brodolini fu certamente una grande conquista, può benissimo essere rimesso in discussione, ci si siede al tavolo e si fa il lavoro per il quale si viene lautamente pagati, e mi riferisco a Sindacati e Onorevoli Deputati, e non si cavalca a mò di leghisti/rifondaroli l’onda emotiva dei lavoratori, ma si cerca di MEDIARE e trovare una EQUA soluzione.

  3. mediare?mediare con chi impone il doppio turno per risparmiare sulla mano d’opera o ti costringe con la scusa della crisi le dieci ore obbligatorie invece di abbassare il propro tenore di vita per assumere.io faccio l’operaio ed è ora di finirla di continuare a confondere il riformismo con la ristrutturazione in nome dell’amor di patria.una ipocrisia che nasconde la debolezza di tutta la politica intenta a dare un colpo alla botte ed un colpo al cerchio senza ammettere che è tutto sbaglato e che ci si sta comportanto da individualisti bugiardi.gli imprenditori ed gli italiani come tutte le corporazioni non se ne fregano un bel piffero ne dell’italia ne degli abitanti del pianeta terra è più importante il conto in banca .a parte qualche eccezzione purtroppo anche con risvolti tragici ma si sa i migliori pagano sempre per tutti .non ho nessunissima fiducia ne di questo governo ne di chi è rimasto in parlamentone ne tantomeno è nei corridoi del palazzo con il cappello in mano ma continuerò con tutte le mie forze a difendere il diritto di un futuro felice per tutti .altro che più liberismo più libertà.

  4. concordo pienamente con quanto sostenuto nell’articolo. Lo statuto dei lavoratori, come la Costituzione, meno si tocca meglio e’, Monti e’ certamente migliore del ricco puttaniere che l’ha preceduto, ma non credo sia in grado di sconfiggere le principali piaghe del paese ovvero evasioe fiscale criminalita’ e corruzione, debito pubblico.

  5. Ritengo che bisogna fare chiarezza di fronte alla strumentale agitazione dell’art.18, che non impedisce il licenziamento per giusta causa e per giustificati motivi, ma semplicemente consente di ricorrere al giudice per l’eventuale reintegro in caso di licenziamento arbitrario. Ciò peraltro non ha niente a vedere con la possibilità di crescita e di nuova occupazione. Il problema che con la globalizzazione senza regole, le forze finanziarie hanno preso il sopravvento e le forze sindacali e della Politica sono state fortemente ridimensionate e marginalizzate. Bisogna avere consapevolezza che per tutelare i lavoratori e la parte debole della società è indispensabile almeno puntare ad aggregare a livello Europeo le forze Socialiste e Progressiste, altrimenti di fronte ai colossi mondiali non si ha alcuna minima influenza. Ecco perchè il PSI dovrebbe lanciare un appello rivolto alle varie minuscole Assocazioni Socialiste, al PD e a SEL, per costruire anche in Italia una forza Socialista, parte integrante del PSE. Questo è il terreno chiaro e forte su cui si devono muovere tutti i Socialisti e far emergere le contraddizioni di cui si rifiuta di assumere un obiettivo fondamentale di una convergenza Socialista con una piattaforma programmatica Riformista insieme agli altri Partiti Socialisti Europei per sconfiggere il Centro-Destra in Italia e quello Continentale dei vari Barroso, Merkel e Sarkosy.

  6. Ritengo che bisogna fare chiarezza di fronte alla strumentale agitazione dell’art.18, che non impedisce il licenziamento per giusta causa e per giustificati motivi, ma semplicemente consente di ricorrere al giudice per l’eventuale reintegro in caso di licenziamento arbitrario. Ciò peraltro non ha niente a vedere con la possibilità di crescita e di nuova occupazione. Il problema che con la globalizzazione senza regole, le forze finanziarie hanno preso il sopravvento e le forze sindacali e della Politica sono state fortemente ridimensionate e marginalizzate. Bisogna avere consapevolezza che per tutelare i lavoratori e la parte debole della società è indispensabile almeno puntare ad aggregare a livello Europeo le forze Socialiste e Progressiste, altrimenti di fronte ai colossi mondiali non si ha alcuna minima influenza. Ecco perchè il PSI dovrebbe lanciare un appello rivolto alle varie minuscole Assocazioni Socialiste, al PD e a SEL, per costruire anche in Italia una forza Socialista, parte integrante del PSE. Questo è il terreno chiaro e forte su cui si devono muovere tutti i Socialisti e far emergere le contraddizioni di cui si rifiuta di assumere un obiettivo fondamentale di una convergenza Socialista con una piattaforma programmatica Riformista insieme agli altri Partiti Socialisti Europei per sconfiggere il Centro-Destra in Italia e quello Continentale dei vari Barroso, Merkel e Sarkosy.
    P.S:: E’ vero che la parte finale era stata trattata in un altro commento. In questo caso è a conclusione sul ragionamento dell’art.18 e del come tutelare i lavoratori. G.Assogna

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