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Opinioni e commenti
 

Tu m’inurbi
Pubblicato il 18-01-2012


L’ultimo è stato avvistato a Breccanecca, in provincia di Genova. Il Wwf si sta attivando per evitarne l’estinzione. Ma il “bambino con la palla che gioca per strada” è praticamente introvabile. Un tempo popolava cortili, spiazzi e anche gli androni dei palazzi (in caso di maltempo). Si poteva riconoscere dalle croste sui ginocchi, che in alcuni casi potevano raggiungere anche i cinque centimetri di spessore. Alcuni esemplari più evoluti calzavano scarpette da calcio a sei tacchetti intercambiabili anche nel giorno della prima comunione e intervenivano in tackle scivolato sul Vescovo al momento dell’ostensione.

Gli studiosi hanno trovato, durante alcuni scavi effettuati a Parma, gli scheletri dei primati di questa, un tempo diffusissima, specie; si tratta dei Pedis Immunda, volgarmente detti piedi neri. Quest’ultima categoria si contraddistingueva per l’assoluta mancanza di calzature. Lo scheletro del Pedis Immunda è stato ritrovato nel cavedio di una casa popolare con un pallone Super Tele stretto in grembo. Alla notizia della sua probabile estinzione i proprietari di garage hanno mandato alle agenzie di stampa una nota di giubilo. I bambini con la palla, infatti, sceglievano il loro habitat naturale in corrispondenza delle saracinesche, riducendole, nel tempo, in lamiere piene di avvallamenti.

Una sottoscrizione per salvare questo esemplare parmense è stata lanciata dall’Avi (associazione vetrai italiani), i cui affari stanno attraversando un trend decisamente negativo soprattutto a causa dell’estinzione della sottocategoria dei “tiratori di controbalzo”. Il loro metodo di comunicazione si basava quasi esclusivamente su brevi frasi nel vernacolo locale, inframezzato da bestemmie e turpiloqui.

Catalogati dagli etnologi nella sottospecie della generazione spontanea dell’asfalto, i bambini con la palla erano una specie nomade, che transumava nelle aree verdi cittadine, oramai quasi scomparse a causa di amministratori così bravi a fagocitare i ricordi. Il loro nemico principale era l’Homus incazzatuus, noto come il portiere di condominio, una specie umana di dimensioni notevolmente maggiori. Per questo, il “bambino con la palla che gioca per strada”, era dotato di un notevole scatto, qualità che gli ha permesso un lungo ciclo vitale. Contro i palazzinari, però, poco hanno potuto…

 

Aldo Boraschi

Giornalista - Faccia di culatello

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Commenti all'articolo
  1. Da vecchia socialista quale sono non posso che essere felice di vedere la tua firma sull’Avanti oneline. Anche in questo pezzo si puo’ apprezzare una romantica vena di ricordi tratteggiata da intelligente ironia.Bei tempi quelli dei giochi da cortile anche a costo di qualche vetro rotto! Bravo Aldo.Sa

  2. complimenti…riesci sempre a scrivere le parole che un pò tutti abbiamo nel cuore…le nostalgie e i ricordi di emozioni e sentimenti che davano alla vita un senso semplice e umano…
    grazie…
    lella

  3. grazie Aldo, le tue note son sempre interessanti …e mi fan riflettere, a roma ancora ma raramente si vedono nei grandi cortili ragazzi giocare a pallone e il portiere espletare il proprio lavoro, bonariamente li sgrida… di certo è sempre piu’ raro fare questi incontri, viaggiando ovunque i popoli poveri si divertono ed amano il gioco del pallone… in senegal fui invitata a giocare con dei meravigliosi ragazzi, poi si accorsero della mia incapacita’ e con grazia mi congedarono…ahahhah, da bimba vivevo in un palazzo dotato di piu’ entrate e con un cortile assai grande, i miei amici giocavano sempre e le signore al piano terra lamentavano il disagio ed i vetri infranti….tutto finito, l’evoluzione vede i nostri ragazzi impegnati in altri giochi, play, internet e tant’altro…nostalgicamente sorrido ai ricordi ed auspico per molti aspetti un cammino a ritroso, Grazie Aldo, buona giornata.
    eleonora b.

  4. Penna straordinaria, capace di ricordarci con sottile ironia che un certo tipo di mondo da noi è irrimediabilmente scomparso.
    Ricordo ancora le mitiche partite di pallone “ad una sola porta” all’uscita dal ginnasio; le pallonate alle saracinesche scelte come porta; le botte prese dal proprietario d’un orto per averne scavalcato il muro a recuperare il pallone… .
    Oggi i nostri figli sono troppo firmati per potersi sporcare: in strada, preferiscono la bomboletta spry ed in casa la play station. Tutto a discapito della salute ed anche del sano sviluppo mentale ed intellettuale.

  5. cemento, case, strade intasate, claxon impazziti, semafori spompati, frettolosi pedoni, cancelli chiusi…….dove mai possono andare i bambini . Che pure illuminavano strade e cortili, e donavano momenti di ricordi immediati

  6. Questo splendido articolo mi ha stimolato a una riflessione che vivo ogni giorno nella mia famiglia.
    Ogni giorno dico a mia madre “mamma sai perche tuo figlio di 8 anni sta crescendo cagasotto /pipponeacalcio/introverso? perchè gioca alla playstation inceve di giocare a calcio nei cortili a differenza mia. Io sono dell’86 forse l ultima generazione dei figli dei Cortili. SOno dell’anno della mano di Dios.L’ultimo anno in cui tutto era possibile anche segnare di mano. Figlio del Super Tele e del Super Santos e Zio Tango.Avro rotto almeno 130 vetri di finestre.Quando facevi amicizia con un “ti va di giocare” o “posso giocare” e si era tutti amici senza vedere di chi si era figli o tramite un pc .Figlio del BattiMuro. Mio Fratello è del 2003. Figlio del calcio moderno. Della Moviola.Dei Palloni ultra moderni.Del Campo Sintetico.Io alla sua età potevo già contare 75 croste sul ginocchio.Oggi i bambini sono immacolati.e al massimo avrà rotto un joypad .

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