domenica, 16 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Umberto Bossi e la storia del tricolore disonorato
Pubblicato il 25-01-2012


«I tre colori della tua bandiera non son tre regni ma l’Italia intera: il bianco l’Alpi, il rosso i due vulcani, il verde l’erba dei lombardi piani». Così scriveva Francesco Dall’Ongaro, poeta patriottico, nel maggio 1860. È evidente che qualcuno in Italia preferisce un sol colore, ma, d’altronde, come non capire chi, incantato dalla bellezza dei “lombardi pian”, nient’altro vede, se non il verde.

DALL’ONGARO – Solo pochi decenni prima di Dall’Ongaro fu Giovanni Berchet a cantare la beltà del nostro vessillo: «Su i limiti schiusi, su i troni distrutti piantiamo i comuni tre nostri color! Il verde la speme tant’anni pasciuta, il rosso la gioia d’averla compiuta, il bianco la fede fraterna d’amor». La gioia di avere colori comuni, dopo tanto dolore di chi ha difeso l’Italia unita, e goderli in sentimento di fratellanza, era l’orgoglio dei nostri antenati che, con fede e fatica, hanno spezzato i confini che separavano il Paese. «Quelli che mettono fuori i tricolori sono somari: quelli mangiano e bevono. La verità è che costa troppo il Sud, mentre il povero Nord lavora e basta». Fu Umberto Bossi nel settembre2011 ha definire asini coloro che espongono il tricolore. Fu lo stesso leader della Lega a invitare una signora a esporla «al cesso» la bandiera nazionale. Fu sempre il Senatùr a dichiarare che lui con il tricolore «ci si pulisce il culo».

VERDE SPERANZA – Sarebbero contenti Dall’Ongaro e Berchet di sapere che la loro eredità nella stesura di sonetti adoranti nei confronti della nostra bandiera è stata raccolta da un poeta della statura di Bossi che, come mai nessuno prima, ha saputo esprimere il proprio apprezzamento per il tricolore. Eppure esporre il vessillo ufficiale non è un optional: ci sono leggi che regolano l’uso della bandiera italiana negli edifici che ospitano organismi di diritto pubblico e durante le cerimonie ufficiali. All’alba del nostro Paese esponevamo solennemente la bandiera tricolore ogni mattino, al tramonto della civiltà unita in fratellanza, salutiamo il crepuscolo con un vessillo verde, ormai non più di speranza.

Martina Perrone

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento