lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Un nuovo Rinascimento? Ma roba da pazzi!
Pubblicato il 07-01-2012


Infatti sì, avete mai provato a bazzicare qualche bar alla moda nelle principali vie o piazze della movida Romana o Milanese? Provate a chiedere in giro che professione svolgono i ragazzi che bivaccano attorno a voi. I dentisti? I panettieri? Dio nò, fanno tutti gli artisti!

Roba da far invidia alla Corte dei Medici. 


Invitato a bere ad un tavolo di amici, che più che un tavolo conviviale sembrava una trasmissione della De Filippi, i miei nuovi conoscenti non mi vengono introdotti secondo i normali canoni di presentazione, ossia nome e cognome, ma come “lui è il regista”, ”lui fa il fotografo” ”lui è un artista”. Perplesso ordino un Gin Tonic e mi accorgo, girando lentamente il capo da destra verso sinistra, di essere circondato da individui appartenenti tutti alla stessa razza: presunti musicisti, pittori e scrittori addobbati in stile anglo/medievale/tedesco e con una inebriante puzza sotto al naso. Andando poi a scovare più a fondo nella vita di questi individui, viene a galla infatti che il regista non è altro che il runner di una stupida fiction, l’attore una comparsa di uno spot di marmellate, il musicista un babbeo copione di qualche band New Wave anni ’80 e il fotografo un povero sfigato incompetente; siam tutti buoni a far foto decenti con le macchinette di oggi.


Molti dei ragazzi di oggi sentono il bisogno di emulare un personaggio, crearsi una maschera per sentirsi accettati dalla società, ma sopratutto dagli amici.


Ho un piacevole ricordo di pomeriggi e serate trascorse a bivaccare per alcuni café viennesi circondato ed intrattenuto da giovani assetati di cultura ed interessanti. Spesso mi sono intrattenuto per ore in conversazioni sulla letteratura, o semplicemente su “due belle tette”, con personaggi che ho poi scoperto essere veramente famosi scrittori, attori o fotografi; e tutto questo senza il minimo tentativo da parte loro di vantarsi delle loro carriere. L’ho scoperto io da solo in seguito.


Come capita poi da più di mezzo secolo, in Italia a far tendenza è quasi sempre la moda inglese. Dai Beatles in poi la cultura musicale è praticamente stata monopolizzata dai gruppi anglosassoni, e di conseguenza anche la moda del vestire è stata dettata molto spesso dalle star di queste bands. Clarks, Fred Perry, taglio di capelli a caschetto, Parka e via dicendo. Bene, provate a passeggiare per i quartieri più alla moda di Londra, da Brick Lane a Camden, gli unici fessi imbacuccati come una rock star in decadenza anni ’90 son solo gli italiani, perchè un giovane inglese non si sognerebbe mai di vestirsi in quel modo.


E’ dunque una mancanza di identità, mancanza di fiducia in se stessi e nel proprio paese, a trasformare molti dei giovani italiani in presuntuosi fenomeni da baraccone? Perchè non riusciamo a far tesoro di quello che abbiamo senza dover sempre andare a copiare altrove?


I ragazzi italiani non son tutti cosi, sia chiaro, ma la tendenza è questa, ed il rischio di chiudersi a riccio invece di sbocciare e star in piedi sulle proprie gambe, è in costante aumento.


Nell’attesa di un nuovo Lorenzo il Magnifico, ci accontenteremo di Lele Mora!

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

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Commenti all'articolo
  1. È da secoli fonte di discussione quali campi possano essere considerati “arte” e chi possa fregiarsi del titolo di artista e chi no. Una parola troppo usata, e poco chiara. Bravo Paco!

  2. verissimo, a parte l’accenno alla moda “mods” e “brit” che denota una certa ignoranza in fatto di tendenze, ma detto da te che hai scritto un libro di merda e non esci mai dal triangolo delle bermude del fighettismo romano mi pare un modo un po’ loffio di uscire dal coro di questo parvenismo radical-chic.

    • Il lavoro che svolgo mi permette di entrare a contatto con svariate realta’ diverse, di cui qui, o per altre vie, cerco di esaminare e dare un modesto giudizio. Cio’ non toglie che apprezzo molto di piu’ le critiche, come la tua, ai complimenti. L’unica differenza che ci divide pero’ e’ che io ci metto la faccia, tu non mi pare..

  3. Caro Paco, la critica e la gelosia fanno parte del tuo mestiere. Coraggio! Amico fritz non c’é bisogno di fare il sostenuto per poi cadere nel volgare. Nessuno é reduce dei movimenti che ci circondano. L’utilizzo di questi termini dimostrano come, pur non volendo, siamo tutti influenzati dalla ‘moda’.

  4. vivo negli Stati Uniti da un po’ di anni e purtroppo, ma a volta per fortuna, gli italiani che passeggiano per la strada si riconoscono subito!Per essere piu’ precisi i giovani!D’altra parte tutto il mondo e’ paese, e i giovani americani non sono poi tanto diversi dai nostri! E’ una fase in cui parte dell’ identita’ e’ la marca/look che ci si mette addosso!Generalmente dopo i 40 dovrebbe passare…Bravo Paco per la risposta all’amico fritz! penso che malgrado il disprezzo ti debba conoscere bene…addirittura si e’ letto il tuo libro!Curiosi i termini da lui usati “parvenismo?” inesistente in qualunque dizionario italiano forse si riferiva al termine francese “parvenir?”…ma dubito visto il povero linguaggio da lui usato, vedi “fighettismo???!”..Amico Fritz?”dopo un insulto almeno abbi il coraggio di scrivere chi sei”!

  5. Mi stupisco di come molte persone utilizzino i blog per rivolgere i propri “meschini e anonimi” attacchi allo scrittore o blogger di turno, e l’intervento di questo fantomatico “amicofritz” ne è una prova lampante. Caro “amicofritz” forse dovresti informarti sulle regole della rete, forse dovresti sapere che luoghi virtuali come questi non devono essere utilizzati per scopi personali. Il web, i social, i blog, i forum e le community sono degli “spazi” democratici in cui ognuno ha la possibilità di esprime il proprio parere, ha la possibilità di chiedere un confronto, di proporre o alimentare discussioni costruttive, di mettersi alla prova, di chiedere aiuto ad altri utenti, tutto questo anche quando i punti di vista sono estremamente differenti. E senza perdere d’occhio una cosa fondamentale: “il rispetto” altrui.

    Complimenti Paco, il tuo post è perfettamente riuscito nel suo intento. “Lui è il regista”, ”lui fa il fotografo” ”lui è un artista”, tutti che si vantano di quello che in realtà non sono. Hai solo omesso una figura professionale molto particolare: “il recensore anonimo di blog e libri 2.0”, grande esperto di culture e letteratura, maestro di neologismi. Ti ricorda qualcuno, vero? :)

    Un consiglio “responsabile” per chiudere la polemica: utilizziamo questo blog per raccontarci esperienze di viaggio, di culture differenti, di esperienze personali e di sano ed educato confronto.

    Buona giornata a tutti i lettori de l’Avanti! e complimenti al direttore Giampiero Marrazzo per l’iniziativa editoriale veramente interessante!

  6. Boh? Io pensavo che “libro di merda” era un complimento e invece avevo capito male, come al solito. Il parvenismo è quando fingi l’orgasmo (da par-viene, pare che viene). Il fighettismo so che è diminutivo di fighismo, come fighetta e figa per intenderci, e si riferisce a chi studia molto in quel campo. Insomma sto Paco non è male. Scrive di merda ma ciò malgrado tromba e non solo, parviene pure. Capisco l’invidia.

  7. wow! commenti a parte
    L’articolo è veramente interessante, ho riflettuto sulla parte degli italiani che girano a camden vestiti da mods etc e devo dire che effettivamente sono solo loro che girano così, mah sarà la difficoltà di vivere in un paese diverso, la mancanza di originalità, comunque si la maggior parte delle persone in generale sono vittime della moda e direi già dai tempi di Seneca 😛

    Bravo Paco, al contrario di altri trovo il tuo modo di scrivere al quanto originale!

  8. Pietro: “… e devo dire che effettivamente sono solo loro che girano così, mah sarà la difficoltà di vivere in un paese diverso …”
    Sono come gli stranieri che vengono qui e si fanno la foto col gladiatore, pensando di trovarci tutti col mandolino in mano e gli spaghetti in tasca.

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