giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Unicredit ricapitalizza e tira dentro Della Valle, Malacalza e Geox
Pubblicato il 24-01-2012


Ormai la strada è in discesa. Manca ancora questa settimana prima di tirare le somme della ricapitalizzazione Unicredit da 7,5miliardi, ma i forti acquisti in borsa e le ultime chiusure di giornata con rialzi spesso in doppia cifra lasciano capire che la banca ne uscirà molto più solida e forte, rimpinguata dei capitali richiesti dai calcoli Eba. Eppure l’esito non era affatto scontato, un’operazione di tale portata a mercato aperto poteva avere conseguenze imprevedibili e deleterie per Piazza Cordusio. Nelle primissime sedute il tonfo delle azioni era stato verticale e anche i diritti erano crollati. Poi è stato un crescendo, fino alla chiusura di venerdì oltre quota 3,30 (oggi a 3,73) con diritti schizzati a 2,72 euro e uno sconto ridimensionato dal 43% iniziale a circa l’1,5%.

DELLA VALLE SUGLI SCUDI? – A questo punto si attende di vedere quali sorprese riserverà il libro soci. E in molti cercano di intuire se la «golosità» dell’operazione spingerà qualche soggetto industriale o finanziario ad assumere il ruolo di socio forte, magari raggranellando una quota vicina al 5% del capitale Unicredit, soglia oltre la quale ciascun azionista non può esercitare diritto di voto in assemblea. Qualcuno parla di Diego Della Valle, che potrebbe aver sottoscritto azioni per una quota superiore al 2%. Ma poi le indiscrezioni riguardano anche i genovesi Malacalza (famiglia che ha già partecipazioni in Pirelli ed è stata protagonista del salvataggio del San Raffaele) e si fa pure il nome di Moretti Polegato, patron di Geox.

DEL VECCHIO TIENE – Le soprese sono attese, dunque, soprattutto sul fronte dei soci privati. E le «new entry» dovrebbero in qualche modo compensare la diluizione subita dalle partecipazioni degli azionisti storici che hanno sottoscritto solo parzialmente l’aumento di capitale. Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica, ha espresso oggi un certo interesse rispetto all’ipotesi di rafforzamento della sua posizione, che adesso si attesta intorno allo 0,5%, mentre la famiglia Pesenti probabilmente perderà terreno, avendo sottoscritto solo il 30% dei diritti d’opzione (circa 10milioni). Fonsai, dal canto suo, si è chiamata fuori: i problemi della famiglia Ligresti sono enormi e non è proprio il momento di apportare risorse fresche a una banca.

FONDAZIONI RIDIMENSIONATE – Sul versante arabo, da segnalare l’incremento di Aabar, che salirà al 6,5%, mentre scenderanno la Banca centrale libica dal 5% al 2,9% e la Lia dal 2,5% all’1,8%. Blackrock, il fondo d’investimento americano, si sarebbe invece fermato al 3,1%, smentendo dopo diversi giorni la riduzione della partecipazione in Piazza Cordusio. Capital Research, a sua volta, ha incrementato la presenza al 2,5%. Azionisti importanti sono poi le fondazioni, che comunque dovrebbero veder diluite le quote intorno al 12%, mentre negli ultimi giorni di ricapitalizzazione potrebbero inserirsi alcuni investitori istituzionali (banche d’affari, altri fondi, Sim, società assicurative) che finora sono rimasti alla finestra. L’operazione, infatti, rimane allettante anche in questa fase finale, se si considera che il titolo viaggia intorno a 3,6-3,7 euro mentre il valore pre-aumento era di 4,7 euro (al lordo del fattore di conversione alle nuove azioni scontate).

IL CASO MPS – A leggere le cifre, inoltre, sembra che la ricapitalizzazione sia stata già sottoscritta per circa il 98%. Dunque, resta ormai poco da piazzare. L’Ad Unicredit Federico Ghizzoni esprime soddisfazione: «Vedremo, una volta terminato il tutto, come sarà la composizione degli azionisti» ma «c’è una buona risposta sia a livello istituzionale che per il retail». Va detto che l’esito dell’aumento Unicredit potrebbe essere di incoraggiamento per un altro colosso bancario italiano: Monte dei Paschi. La banca senese, infatti, sta cercando ogni escamotage per migliorare il proprio coefficiente patrimoniale evitando al tempo stesso un aumento di capitale che, secondo i calcoli Eba, dovrebbe ammontare a 3,2miliardi.

Ulisse Spinnato Vega 

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