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Opinioni e commenti
 

Violenza su anziani, la sociologa Cianfanelli: si scelgono persone sbagliate
Pubblicato il 19-01-2012


Anziani, una categoria in continua crescita in un’Italia che è sempre più un «paese per vecchi». Secondo uno studio ISTAT del dicembre 2011 la nostra è una nazione che tende a invecchiare: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, aumenteranno fino ad arrivare al 32% nel 2043. Sulla situazione degli anziani, che spesso vive in quelli che ipocritamente non sono più chiamati ospizi, e sugli episodi di violenza ai loro danni come il recente caso di Bevererino, in provincia diLa Spezia, si è espressa la sociologa Elisabetta Cianfanelli.

Qual è il ruolo dell’anziano nella società di oggi?

Il ruolo dell’anziano nella società odierna viene a essere essenziale, l’anziano è babysitter per i nipotini, ma anche risorsa economica in un momento di crisi come questo.

Quali sono i bisogni che spingono i parenti a portare i loro cari nelle case di riposo?

Dipende dall’anziano. A volte quella dell’affidamento a una casa di cura viene ad essere una scelta obbligata soprattutto se l’anziano è malato. Può accadere che la famiglia si senta costretta a scegliere questa soluzione per motivi lavorativi. Nella mia esperienzala Toscana, regione in cui vivo e lavoro, l’assistenza soprattutto nelle R.S.A (Residenza Sanitaria Assistenziale) viene ad avere degli standard di qualità davvero molto alti.

Qual è l’assistenza che dovrebbe garantire una casa di riposo?

Oltre all’assistenza credo che il grande deficit sia proprio nelle attività quotidiane degli anziani, che spesso si ritrovano davanti al televisore tutto il giorno. Questo influisce sul loro umore e sulle loro capacità intellettive che non vengono impegnate e quindi tendono inevitabilmente a scadere. Non manca cibo o assistenza, il bisogno di compagnia e il modo di passare il tempo sono le reali necessità.

Qual è l’incidenza del fenomeno violenza nelle case di riposo?

Non sono al corrente di dati ufficiali, le posso solo ribadire l’efficienza della Toscana a riguardo. Poi la mela marcia c’è sempre.

Cosa spinge un’assistente a maltrattare una vecchietta di 90 anni?

Avviene nelle situazioni in cui si scelgono le persone sbagliate per incarichi delicati come quello d’assistente nelle case di cura. Come nelle scuole di ogni ordine e grado un docente può maltrattare l’alunno, così avviene per gli anziani, il meccanismo è lo stesso. Bisogna fare una ricerca sul vissuto di queste persone, altrimenti si rischiano episodi violenti. Non basta la competenza professionale, è necessaria anche un’attitudine psicologica per adempiere questi ruoli. Con la differenza che i minori sono spalleggiati dai genitori, gli anziani spesso sono abbandonati a loro stessi.

Cosa si può fare per prevenire e monitorare queste situazioni?

La regione dovrebbe garantire ispezioni al fine di controllare potenziali situazioni a rischio. Ispezioni, che possono essere annunciate o non, ma devono essere puntuali e accurate.

Diletta Liberati

 

 

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Commenti all'articolo
  1. L’anziano è come un bambino, fragile, capricciosetto a volte, ma racchiude uno scrigno così prezioso pieno di consigli ed esperienze vissute che noi giovani non immaginiamo neanche lontanamente. Amore e pazienza sono le uniche armi che dobbiamo usare per loro…..Credo che agli assistenti dovrebbero imporre rigidissimi test psicologici per verificarne lo stato di sanità mentale.

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