sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

”Zona rossa” Anti tassisti nel centro di Roma
Pubblicato il 18-01-2012


 

«Zona rossa» nella Capitale. Nel timore che centinaia di tassisti intenzionati a protestare contro le liberalizzazioni diano di nuovo l’assedio a Palazzo Chigi, come è avvenuto martedì, la centralissima Via del Corso è stata chiusa al traffico – anche quello pedonale – e presidiata da un numero imponente di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Intorno a piazza Colonna è stata creata da carabinieri e polizia una vera e propria «zona rossa», come quella istituita in occasione di manifestazioni degli studenti all’epoca del governo Berlusconi. Alcuni tassisti napoletani hanno tentato di forzare il blocco ma sono stati invitati a mostrare i documenti e rimandati indietro.

CAMIONETTE – Camionette di carabinieri e polizia pronte ad intervenire in caso di incidenti o tentativi di forzare i varchi. Pesanti i disagi per i viaggiatori nel sesto giorno di rivolta dei tassisti contro le liberalizzazioni. Nella Capitale – a quasi una settimana dal blocco organizzato venerdì 13 gennaio – poche auto bianche presidiano i parcheggi, difficile trovare un conducente disposto a trasportare clienti. Intanto questa mattina petardi e offese a Mario Monti hanno dato il via alla grande adunata al Circo Massimo di migliaia di tassisti arrivati da tutta Italia. I manifestanti hanno esploso al centro dell’arena quattro-cinque petardi ed un gruppo ha incominciato, tutto raccolto dietro uno striscione, a cantare «Chi non salta Mario Monti è», e ad insultare il Professore.

PRONTI ALLA GUERRA – I rappresentanti dei tassisti sono tornati a Palazzo Chigi – che martedì pomeriggio era stato circondato e assediato da centinaia di conducenti di auto bianche – dopo aver sottoposto ai colleghi le controproposte da presentare al governo. E c’è chi minaccia nuove violente contestazione. «Se ieri sera il governo ci ha solo ascoltato allora scateniamo la guerra – ha detto Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi e del 3570, ospite ad Agorà su Rai Tre – E se è stata solo un’audizione, allora faremo sentire le nostre ragioni. Se vogliono il braccio di ferro davvero succede l’inferno. Mercoledì pomeriggio ci incontreremo nuovamente con il Governo e formuleremo le nostre proposte e non è possibile che il Governo non ci ascolti».

Dalla loro i tassisti intendono presentare uno studio per smentire che nei paesi in cui il servizio è liberalizzato sia migliorato. E in tasca anche la data già stabilita, il 23 gennaio, per lo sciopero nazionale delle auto bianche.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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