mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alemanno chiede a Monti di mettere una toppa al bilancio di Roma
Pubblicato il 27-02-2012


Dopo il ‘no’ alla candidatura dell’Italia per le Olimpiadi 2020, il sindaco capitolino Gianni Alemanno oggi ha varcato di nuovo la soglia di Palazzo Chigi. L’incontro era di quelli spinosi, neanche a dirlo. Di fronte il primo cittadino di Roma c’era il premier tecnico Mario Monti. Sul tavolo la necessità di trovare – in tempi strettissimi – una soluzione al “buco” di bilancio del Comune. Le soluzione – come spesso insegnano questioni similari – è stata rinviata a ben due tavoli tecnici che saranno istituiti per trovare soluzioni alla «fase molto critica» del bilancio di Roma, il primo relativo alla questione caserme il secondo alla liquidità. Si è deciso inoltre la «rapida approvazione» del secondo Dlgs per Roma Capitale.

SODDISFATTO ALEMANNO – Soddisfatto il sindaco Alemanno: «Abbiamo avuto un cordiale e positivo colloquio con il premier sui temi connessi a Roma Capitale adesso ci sarà una nota congiunta che detterà l’agenda degli interventi e delle previsioni che saranno fatte. Da parte del presidente del Consiglio – ha continuato il sindaco – c’è una grande attenzione nei confronti di Roma Capitale, proprio per tutelare qualsiasi problema o malinteso». Alemanno, che dopo lo stop di Monti ai Giochi olimpici aveva inviato una lettera a Monti in cui chiedeva all’esecutivo di sostenere le altre prospettive di sviluppo della Capitale, ha illustrato al premier la fase molto critica che Roma sta vivendo per quanto riguarda la situazione della liquidità: malgrado lo sforzo dell’amministrazione capitolina di razionalizzazione e la riduzione della spesa apportata in questi ultimi anni il debito accumulatosi nel passato continua a pesare sugli equilibri del bilancio di Roma Capitale e dello Stato.

I NODI DA SCIOGLIERE – Durante l’incontro si sono esaminati i vari aspetti delle relazioni tra Governo e Comune, anche alla luce dei recenti provvedimenti adottati da Roma per contribuire allo sforzo nazionale teso a migliorare il risanamento complessivo del Paese. Tra l’altro è stato affrontato il tema della vendita delle caserme oggetto di un Protocollo d’intesa tra Roma Capitale e il Ministero della difesa, e la necessità di assicurare la regolarità dei flussi di trasferimenti dallo Stato al Comune, anche attraversola Regione Lazio. In conclusione, è stato deciso di istituire nell’immediato due tavoli tecnici per trovare soluzioni concrete a questi due aspetti, il primo (relativamente alla questione “caserme”) fra Presidenza del Consiglio, Roma Capitale, ministero dell’Economia e finanze, e ministero della Difesa, e il secondo (relativamente al problema della liquidità) tra presidenza del Consiglio, ministero dell’Economia e finanze, Roma Capitale e Regione Lazio.

SOLUZIONI TECNICHE – Il presidente del Consiglio Monti e il sindaco di Roma Alemanno hanno convenuto di proseguire un confronto sul ruolo di Roma Capitale d’Italia che sia commisurato all’esercizio di tali funzioni, anche attraverso una rapida approvazione del secondo Decreto Legislativo di Roma Capitale. Attendiamo, quindi soluzioni tecniche e trasparenti da un governo come quello di Monti.

 

Diletta Liberati

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. A quattro anni dall’inizio del suo mandato, i cittadini romani non hanno ancora compreso cosa Alemanno voglia fare quando sarà grande.
    I romani ricordano che Alemanno impostò la sua campagna elettorale per diventare sindaco di Roma speculando sull’omicidio della signora Reggiani, avvenuto nei pressi di un accampamento di extracomunitari. E in quel tempo non erano frequenti gli omicidi a Roma.
    Nel corso della gestione Alemanno gli omicidi sono aumentati a dismisura, nel solo 2011 sono stati 35 e, nel 2012 siamo già a quota 6.
    Cosa è potuto accadere con la neve di febbraio o con il temporale di novembre è cosa nota a tutti, con tutto il corollario di incertezze che si è abbattuto sulla città.
    La stampa romana e nazionale si è dovuta occupare anche della parentopoli nelle aziende municipalizzate come ATAC e AMA e di altro ancora come consulenze ed incarichi ad ex camerati come Stefano Andrini, condannato per tentato omicidio e messo a capo dell’ATAC.
    Molto del suo tempo il Sindaco l’ha disperso inseguendo eventi spot come il gran premio di formula uno, le olimpiadi, le maratone cittadine alle quali è stato possibile vederlo al nastro di partenza in impeccabile tenuta da maratoneta.
    All’inizio del suo mandato Alemanno, supportato dal ministro del tesoro del Governo amico, venne nominato commissario straordinario per verificare i conti del comune e presentare il piano di rientro, nei tre mesi successivi, e intanto gli vennero concessi cinquecento milioni di euro.
    Nessuna iniziativa verso il governo dell’amico Berlusconi, se non altro per porre la questione dell’ICI, e dell’ICI sui beni ecclesiastici ad uso commerciale che a Roma sono numerosi e avrebbero potuto costituire una rilevante fonte di entrata.
    L’intervento sull’ICI, e sull’ICI per i beni ecclesiastici ad uso commerciale lo ha ora realizzato il governo Monti.
    Ed ora Alemanno cosa fa? Si reca a Palazzo Chigi per incontrare Monti al quale chiede di mettere una toppa al bilancio di Roma.
    Ma in tutto questo tempo , nella sua qualità di commissario straordinario incaricato di redigere il piano di rientro, cosa ha prodotto?

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