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Opinioni e commenti
 

Alemanno si ricorda delle quote rosa. Storace, ha scelto la ‘figlioccia’ di Veltroni
Pubblicato il 21-02-2012


L’antefatto del “balletto delle poltrone” è questo. Prima i ricorsi, poi addirittura un richiamo del ministro Fornero. Ora al Comune di Roma Capitale arriva il mini rimpasto per tamponare l’emergenza quote rosa a poche ore dal pronunciamento del Tar del Lazio. Dopo le voci il sindaco Alemanno chiude la partita con Lucia Funari, fino a qualche ora fa capo dipartimento, e ora pronta a sostituire Alfredo Antoniozzi alla guida dell’assessorato al Patrimonio di Roma Capitale. Ma non è finita qui. Con l’uscita di Simone Turbolente, che dovrebbe andare a ricoprire il posto di responsabile delle comunicazioni esterne di Acea, a fare da portavoce al primo cittadino della Capitale è stata nominata una donna, Ester Mieli.

Peccato che come denunciato dal capogruppo in Campidoglio, Dario Rossin, la nuova portavoce abbia tenuto un accorato discorso alla costituente del Pd, tessendo le lodi del nascente partito, e indicandolo come «il laboratorio che consegnerà a questo nostro paese la formula con la quale troveremo l’occasione di mettere in circolo nuovamente energia per realizzare un ambizioso progetto».

LA VERSIONE DI STORACE – In esclusiva all’Avanti!online, Francesco Storace svela il retroscena della nomina della Mieli, decisione definita da Alemanno “un atto di coraggio, oltre ad essere un atto di professionalità nelle tempeste mediatiche che mi riguardano”. In particolare il segretario nazionale della Destra ha affermato: “A fine gennaio, subito prima della nevicata che ha paralizzato Roma, ci siamo sentiti e poi incontrati. Alemanno mi propose di entrare in giunta. Mi disse ‘dammi un nome’ e io gli proposi quello di Giuliana de’ Medici. Poi il silenzio per diversi giorni. E solo poche ore fa ho appreso della nomina di Ester Mieli a portavoce. Ricordo che un anno fa fece lo stesso ‘gioco’. Il dato politico è che mentre Alemanno dice no alla figlia di Almirante dice si alla ‘figlioccia’ di Veltroni. Prima mi chiedi un nome e poi…É un sindaco debole e la nomina fatta è sintomo del cerchiobottismo e dell’opportunismo che caratterizza il genere umano. E la sua non è stata neanche una scelta lungimirante visto il dissenso trasversale che si ritrova: a sinistra non prenderà un solo voto in più, mentre a destra ne perderà una valanga. Il tre marzo gli faremo la festa e non gli auguri”.

IL RETROSCENA – Su tutte le furie e a nomine oramai fatte, Storace racconta il dietro le quinte della candidatura. «Il sindaco – continua segretario nazionale de La Destra – ci aveva contattato nei giorni scorsi, in preda al terrore per la certa bocciatura della sua quarta giunta da parte del Tar per le quote rosa, e aveva chiesto a noi il nome di una donna che potesse ricoprire l’incarico di assessore. Noi, con orgoglio, abbiamo avanzato quello di Giuliana de’ Medici, figlia di donna Assunta e Giorgio Almirante, padre della destra sociale italiana. Ci sembrava un nome adeguato, sia per capacità sia per rilevanza simbolica. Oggi capiamo meglio il motivo che ha portato Alemanno a scegliere una “tecnica” al posto dell’assessore uscente Antoniozzi, ed Ester Mieli alla comunicazione».

IRONIA SUL VIDEO ‘INCRIMINATO’ – «Ancora non lo si sapeva – continua Storace – ma in quell’intervento stava nascendo una nuova stella nell’universo della sinistra, che giustamente il sindaco non poteva permettersi di lasciare ad altri, pensando bene di farne una delle sue più vicine collaboratrici. L’ha “sfilata” a Veltroni, suo predecessore, perché appare evidente che non ritenga ci siano esperti di comunicazione o giornalisti a destra capaci di ricoprire lo stesso ruolo. D’altronde – conclude Storace – in giunta c’è un assessore che ha votato Pd alle politiche del 2008, e non ci si deve meravigliare che accada anche questo. Ecco perché ci sentiamo di sottoscrivere le parole del sindaco Alemanno: è davvero un atto di coraggio».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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