martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Altro che casta. Ecco i veri stipendi dei giornalisti
Pubblicato il 17-02-2012


Altro che casta. Altro che privilegiati. Nella migliore delle ipotesi, se un giornalista precario volesse guadagnare mille euro, dovrebbe lavorare quaranta giorni al mese. Senza ferie, senza malattia, senza considerare i costi vivi sostenuti per svolgere il proprio lavoro. I dati agghiaccianti sulla situazione dei giornalisti precari sono stati presentati oggi a Roma dal coordinamento “Errori di stampa”, che ha realizzato il primo auto censimento sulla precarietà giornalistica nella Capitale. Il dato che salta subito agli occhi riguarda l’esistenza, solo a Roma, di un esercito di almeno duemila professionisti dell’informazione sottopagati, sfruttati, senza alcuna tutela. Ancora più deprimente è il quadro, testata per testata, delle retribuzioni di free lance e collaboratori.

STIPENDI DA FAME – «A fronte di moltissimi casi in cui il lavoro non viene per niente retribuito, i compensi per articolo, anche nei maggiori quotidiani nazionali, si aggirano intorno a una media di 25-30 euro lordi», spiega Paola Natalicchio di Errori di stampa. «E dobbiamo considerare che si tratta appunto di una media, perché sono innumerevoli i casi di compensi tra i 5 e i 7 euro lordi al pezzo». Nella raccolta dei dati, spiega ancora Natalicchio, «abbiamo dovuto basarci sulle nostre conoscenze personali, perché purtroppo, a parte alcune lodevoli eccezioni, le risposte dei Comitati di redazione sono state spesso evasive». Da qui la principale istanza del coordinamento: «Serve che tutti i colleghi, garantiti e non garantiti, si uniscano in una battaglia contro lo sfruttamento della precarietà giornalistica, che è anche una battaglia per un’informazione davvero libera, e quindi per una democrazia compiuta».
CARTA DI FIRENZE – Il coordinamento si rifà soprattutto ai principi sanciti dalla Carta di Firenze, un documento deontologico che cerca di sensibilizzare tutti i giornalisti nelle redazioni, i cosiddetti contrattualizzati, a non avallare lo sfruttamento dei precari. «Ma lo sforzo – dice Natalicchio – deve essere corale. Per questo anche noi vogliamo farci carico delle nostre responsabilità, invitando tutti i colleghi precari a rifiutare lo sfruttamento sistematico». Il coordinamento auspica inoltre un sempre maggiore coinvolgimento dell’Ordine dei giornalisti, del sindacato e della politica.
ODG E SINDACATO – Alla conferenza erano presenti infatti anche il presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino, il segretario dell’Associazione Stampa romana, Paolo Butturini e il senatore Vincenzo Vita, membro della Commissione di Vigilanza Rai. Se Iacopino ha esortato a «evitare guerre fra poveri e unirsi contro i principali responsabili dell’attuale stato di cose, ovvero gli editori», Butturini ha ricordato «l’impegno e l’attenzione di Stampa romana nei confronti delle istanze dei colleghi precari, pur in un contesto di evidente ritardo del sindacato su alcuni fronti. Per questo – ha aggiunto Butturini – accogliamo con favore gli stimoli che arrivano dal coordinamento Errori di Stampa». Da Vita, infine, l’impegno a «stimolare l’approvazione della legge sull’equo compenso, ma anche a definire criteri più stringenti nella distribuzione dei contributi per l’editoria: tra questi il più importante deve essere quello che riguarda la situazione occupazionale. Chi assume in modo regolare deve essere premiato».

Matteo Valerio

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