mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Anche i lobbisti avranno il “registro trasparenza”
Pubblicato il 02-02-2012


Un registro obbligatorio per i lobbisti: questa la novità che il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha inserito nel suo dicastero. «Abbiamo adottato questo provvedimento – spiega il ministro – per rendere completamente trasparente l’attività di interazione tra il ministero e il mondo delle lobby. Con le nuove norme, quindi, introduciamo precise disposizioni per regolamentare i rapporti che intercorrono tra il ministero e i rappresentanti di particolari interessi».

ALLIANZ – «È un decreto di grande importanza: per la prima volta viene previsto un registro per i lobbisti, un’istituzione che non ha precedenti nei governi italiani». A dichiararlo è Giuseppe Mazzei, direttore dei rapporti istituzionali del gruppo Allianz e presidente de “Il Chiostro”, associazione attiva per la trasparenza nel settore delle lobby. Il registro sarà inserito in un’unità apposita del ministero dedicata alla trasparenza: «Oltretutto – prosegue Mazzei – è legato ad un’unità che si trova all’interno del ministero, che si occuperà di trasparenza. Questa previsione permetterà di far emergere i soggetti e rendere palese un’attività lecita, ma fatta in maniera sconosciuta».

LA NORMATIVA – A seconda dei diversi livelli amministrativi l’attività dei lobbisti è regolata in maniera differente, causando problemi nello svolgimento dell’attività di chi interagisce con le Amministrazioni in qualità di rappresentante di particolari interessi. «Le competenze a livello territoriale sono elevate – continua il presidente de “Il Chiostro” – il lobbista deve sapersi districare nei meandri delle varie norme che stabiliscono la competenza statale, regionale o provinciale che sia. Solo due regioni hanno una normativa specifica: Toscana e Molise. Tuttavia sono leggi datate e quindi andrebbero aggiornate, però a seguito di previsioni nazionali».

POCA CHIAREZZA – In questo quadro giuridico, che rende poco agevole, utile e controllata l’attività dei lobbisti, le associazioni come “Il Chiostro”, che si battono per la trasparenza, avanzano richieste specifiche: «Più la figura del lobbista è qualificata, meglio serve al suo scopo: aiutare i decisori pubblici. È per questo che chiediamo l’istituzione di un registro unico: tutti coloro che vogliono fare questo mestiere devono obbligatoriamente iscriversi. Inoltre deve essere garantito il rispetto delle regole comuni, che dovrebbero essere contenute in un codice etico condiviso, con la previsione di penalità per chi non le rispetta. Più che lasciare la questione al buon senso dei ministeri – conclude Mazzei – speriamo che il presidente del Consiglio si occupi di emanare una direttiva, stabilendo un termine entro il quale le amministrazioni debbano avere il proprio registro per la trasparenza».

Martina Perrone

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