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Opinioni e commenti
 

Anoressia e danza, Carla Fracci: una ragazza anoressica non può ballare
Pubblicato il 06-02-2012


Alcuni lo definiscono il male del secolo, altri un disturbo come tanti sottovalutandolo. Stiamo parlando di anoressia, malattia definita come un’alterazione psichica, che si manifesta inizialmente con un’attenuazione dello stimolo ad alimentarsi, seguito poi dall’anoressia vera e propria caratterizzata da mancanza di appetito, rapido dimagramento e, nelle donne, l’assenza delle mestruazioni. Attualmente lo 0,5% circa della popolazione tra i dodici e i trent’anni (con prevalenza del sesso femminile) soffre di questa disfunzione. L’anoressia è considerata dalla moderna medicina tra i disturbi alimentari più gravi e sono potenzialmente a rischio il 10% degli adolescenti tra i 12 e i 25 anni. A tal proposito il mondo della moda da qualche tempo ci offre una controtendenza. Uno strappo a quell’idea che vede il mondo scintillante delle sfilate come foriero di falsi modelli condizionanti la mente di teenager sempre attente alla linea: Katya Zharkova è solo l’ultima delle modelle ‘in carne’ che ha dimostrato che magro non è sempre sinonimo di bello. In particolar modo quando è troppo. E se il fashion business si è messo a dare il buon esempio, proprio l’arte della danza ci ripropone notizie non proprio piacevoli sul fronte anoressia: Mariafrancesca Garritano, 33 anni, ex allieva della scuola di danza della Scala passata poi al corpo di ballo, è stata licenziata per «giusta causa» dopo aver denunciato al periodico britannico Observer la situazione nella scuola di danza: «una ballerina su 5 della Scala soffre di disturbi alimentari». Sul tema si è espressa l’étoile più famosa d’Italia, Carla Fracci, lei che proprio alla Scala ha mosso i suoi primi passi nel 1946 studiando al fianco di Vera Volkova ed altri prestigiosi coreografi.

Come commenta la notizia della ballerina licenziata dalla Scala per aver denunciato l’anoressia nella scuola di danza?

Sono qui a Milano e non mi risulta che nella scuola ci siano ragazze anoressiche. Se la danzatrice ha denunciato il fatto deve portare le prove.

L’anoressia nelle scuole di danza è un fenomeno diffuso?

No, non mi risulta. Una ballerina ha bisogno di costante allenamento, se fosse magra a tal punto da giudicarla anoressica non si reggerebbe in piedi e quindi non potrebbe sostenere gli allenamenti, né ballare.

C’è una certa paura a denunciare situazioni del genere?

A mio avviso c’è una tale serietà nei dirigenti, da ritenere davvero improbabile che lo staff inciti le ragazze all’eccessiva magrezza. Conosco chi lavora qui e mi sento davvero di escluderlo.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. in questo momento sto vedendo un’intervista ad una ex ballerina della Scala di Milano che ha ammesso che il problema anoressia esiste, anche perchè se hai talento ma non il fisico adeguato, non hai speranze…In certi ambienti il problema è tabù, quindi di cosa vogliamo discutere?

    • Sono pienamente d’accordo con l’affermazione della sig.ra Fracci in merito al problema dell’anoressia.Nei miei 38 anni di carriera come ballerino, alla Scala e in altre 6 compagnie di balletto in Italia e all’estero, e insegnando da molti anni in diverse scuole di danza sparse sul territorio nazionale ,non ho mai riscontrato ragazze con problemi riguardanti questa malattia.Forse qualche problema psicologico sì,ma il vero problema se una persona dovesse parlarne riguarderebbe i problemi mentali derivati dalla gelosia.Questo sì che è un problema serio,non certamente la magrezza delle ballerine.

      • Problemi mentali???? Ma dove stiamo arrivando??? Non ci vuole mica tanto a dare la propia opinione in piena libertà senza offendere! Si può avere anche meno di 38 anni di esperienza nel mondo della danza e usare una terminologia un pò meno offensiva. Riguardo al problema dell’anoressia e che nella danza assolutamente non ci sono di questi casi, allora tutti quelli che fanno informazione dovrebbero cambiare mestiere??? Guardando le IENE sù italia uno del 09-02-2012 ,ci sono stati vari servizi di persone (e non solo della ballerina licenziata)che davano la loro testimonianza, di cui UNA BALLERINA, di UNA MAMMA di un’allieva che per PAURA di ritorsioni SULLA FIGLIA non si è fatta vedere in volto dicendo che la bambina ha iniziato ad accusare i primi sintomi e infine una ragazza che mostrando una foto di gruppo di ballerine (foto recente) ha indicato la maggior parte delle ragazze come persone con sintomi di questo problema. Ma allora dopo tante testimonianze perchè si continua a negare l’evidenza? Forse i comuni mortali sono anche persone intelligenti e dopo aver visto tante testimonianze riescono a dare anche un propio giudizio e a capire che forse dopo 38 anni ( o anche da prima), le cose sono cambiate e gli ambienti di lavoro non sono più quelli di una volta… Forse è il caso che si inizi a prenderne atto di questo,anche in rispetto delle nuove generazioni.

      • …. Volevo aggiungere una cosa al mio commento di ieri sera: forse QUALCUNO quando parla di questo argomento, tralascia un PICCOLO DETTAGLIO e cioè che propio una ballerina della scala HA SOFFERTO DI ANORESSIA e che quindi è l’ennesima conferma che non solo ci sono BALLERINE ANORESSICHE che ballano ( in merito all’affermazione della signora Fracci ) e che quindi queste cose ci sono già da qualche anno come invece affermano altri il contrario, e che quindi si continua a negare l’evidenza dei fatti! Queste non sono prove? Io che stò seguendo la cosa dall’esterno,non metto in dubbio che LA SCALA sia stato e continui ad essere un tempio della danza,ma che da questo dire che non ci siano e ci sono mai stati problemi,mi sembra un POCHINO esagerato. Sarebbe bello pensare che ci sia un ambiente di lavoro IDEALE e IMMACOLATO dove non ci siano problemi, ma purtroppo sappiamo tutti che non è così: è solo il fatto che sono solo loro che continuano a non volerlo ammettere…

  2. evidentemente non sai che l’anoressia è una malattia psichica che va ben al di là del semplice controllo del peso… certo che il fisico della ballerina necessita di alcuni requisiti ma si può essere magri a sufficienza senza per questo essere malati… prima di parlare, bisognerebbe informarsi…

  3. Penso che l’anoressia sia un fatto esclusivamente soggettivo e non ci puó essere scuola o altri elementi che incitino a tale stato.
    Inutile cercare colpe esterne, è un fattore psichico, una malattia come puó esserlo un’epatite e un diabete. Si tende a colpevolizzare la famiglia o, peggio ancora, ambienti esterni come scuola, lavoro, ecc. Niente di piu sbagliato e, ancor piu sbagliato l’accanimento di chi, seppur mosso da buona fede, vuole aiutare ad uscire dal tunnel dell’anoressia. La scuola di danza, peró, è un ambiente educativo quindi, nello specifico, potrebbe espellere i ballerini anoressici, perchè di cattivo esempio.

  4. La signora Fracci, nei giorno scorsi, ha dichiarato che una ballerina non può essere anoressica semplicemente perché a fronte di un’alimentazione restrittiva come quella che la malattia impone non avrebbe le forze fisiche per affrontare le molte ore di prove a cui le danzatrici devono sottoporsi.
    A fronte di quanto emerge la tendenza volta alla negazione di una realtà più che palese e una “verità” sconcertante: la continua e perpetua volontà di voler fingere che tutto sia “perfetto”.
    Sappiamo perfettamente che nei casi di anoressia ciò che spinge ad andare avanti non è l’energia che il corpo fa propria con il cibo, ma un forza superiore che deriva dall’adrenalina che spinge al desiderio teso alla perfezione, al fascio di nervi che sostiene una struttura assai precaria.
    Sappiamo tutti che la mente e la forza di volontà portano ben oltre alle possibilità effettive del corpo.
    A ciò si vada ad aggiungere che un corpo abituato ad assumere una quantità esigua di calorie tende a raggiungere un equilibrio precario, ma nel contempo teso alla stabilità, impara a fare “di necessità virtù” limitando al minimo il dispendio di energia interna ed eliminando quegli elementi “superflui” tipici di un fisico normale.
    Questo incessante meccanismo di autoequilibratura a lungo andare tende ad incrinarsi, ma fino a quando si tenderà a negare l’ovvietà il punto di rottura sarà sempre più devastante e drammatico.

  5. Sono la mamma di una ragazza al suo quarto anno di esperienza all’Accademia Teatro alla Scala. Non abbiamo MAI visto un singolo caso di anoressia, ma solo un controllo del benessere fisico e psicologico dei nostri figli, questo a partire dal Maestro Olivieri, alle insegnanti (severe, come giustamente deve essere, ma obiettive e corrette!), alle assistenti… Magari in passato ci saranno stati dei casi e, come ci è stato detto dalla psicologa della scuola (tengo a precisare che tale informazione c’è stata data moltissimo tempo prima che scoppiasse il caso Garritano), un caso attualmente è in fase di controllo, ma non siamo sicuramente ai dati che sono stati scritti sui giornali o che hanno dato le Iene! Mia figlia è serena, così come lo sono i suoi compagni e i suoi amici! E’ una ragazza perfettamente NORMALE, con i suoi sbalzi umorali, ecc. ecc. Vive in un ambiente che mi sentirei di caldeggiare a tutti gli adolescenti (ho altri due figli e mi rendo conto che un po’ di “sana accademia” farebbe bene anche a loro!)…. Mi spiace proprio vedere screditata l’Accademia!! Ad ogni modo, l’anoressia è ahimè un fenomeno che van ben oltre le quattro mura della Scala! In ogni scuola e in ogni ambiente giovanile si riscontrano purtroppo casi di questo perfido male! Sono un’insegnante con una certa esperienza alle spalle e non posso negare di avere avuto ragazze affette dalla stessa malattia…. anche se NON andavano alla Scala!!!!!!! Per favore, prima di parlare e di dare cifre, accertiamoci!!!!!!

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