martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Appunti di fine mese di un pensionato
Pubblicato il 03-02-2012


 

Voglio mettermi in fila per il Pulitzer. C’è chi si finge immigrato per poter raccontare le vicissitudini che comporta un viaggio in barcone. Chi si finge clandestino per descrivere la vita grama di un sans papier. Io, invece, ho scelto la categoria più invisibile e disastrata del Paese. Ho vissuto con loro gli ultimi giorni del mese. Alla fine c’è anche una nota di ottimismo. Loro, questi eroi, non si lamentano mai. Ecco il resoconto.

(27) Risparmiamo anche l’euro. Vado a piedi fino dalla zona dei mercati. C’è Mimmo con il suo camion “Primizie dalla Sicilia”. Compro una cassetta di patate: 10 chili, 5 euro. Una bella dieta a base di patate fa bene: alla salute e alle finanze. Basta girare e la soluzione la trovi sempre. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(28) Oggi è giovedì. Ho le cartine e stasera c’è la Movida. Quei ragazzi hanno l’abitudine di fumare un quarto della sigaretta e poi di gettarla. Basta un piccolo calcetto, far planare la cicca ancora accesa dietro l’angolo, spegnerla delicatamente, togliere il tabacco e metterlo nella tabacchiera. Ripetendo l’operazione più volte si può accumulare da fumare per 3 o 4 giorni. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(29) È il giorno della visita medica di controllo. Mi intrufolo in un bar pieno di gente, avvicino verso di me una tazzina vuota, così sembro un cliente pagante. Chiedo il giornale ad un signore che lo sta sfogliando svogliatamente. Lo leggo per oltre mezz’ora. Esco dal bar, entro nell’ospedale. Sto in coda per circa tre ore. Dieci minuti di visita (“Tutto a posto, stia solo attento all’alimentazione”), e poi via, una bella camminata sino a casa (sempre per via dell’euro). La giornata è passata senza mettere mano al portafogli (vuoto). Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(30) Maria è morta tre anni fa. Mi è morta tra le braccia. Eravamo appena andati alla visita di controllo (“Tutto a posto, stia solo attenta all’alimentazione”, le avevano raccomandato, ma era alla fine del mese e facevamo la dieta delle patate di Mimmo). Ora riposa al cimitero. Le porto sempre un fiore. Oggi è un fiore che ho colto in un campo, poco distante da dove abito. È già tutto avvizzito, ma è fine mese e Maria capirà. Si trova sempre un fiore in questa città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(31) È il giorno dei nipoti. Non fosse la fine del mese sarebbe la giornata più bella della settimana. Mi vengono (quasi) sempre a trovare, la domenica. Ma le caramelle sono finite e i soldi per la mancetta sono andati a finire in quella tassa imprevista. E allora non mi faccio trovare in casa. Girovago per le viuzze del centro storico, così belle, pulite e ristrutturate. Li spende bene i soldi, il mio Sindaco. Passeggio per tutto il giorno. Che bello. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(1) Vado in coda alla Posta. È il giorno della pensione. 508 euro tutti per me. Non ci posso credere. Va beh, ci devo togliere 123 euro di affitto (appartamento in un palazzo di proprietà comunale, grazie ancora, Sindaco), il ticket per qualche medicinale e un paio di balzelli. Oggi voglio comprare una rosa rossa per Maria, un pacco di caramelle per le mie gioie e una busta di tabacco trinciato. Crepi l’avarizia anche caffè e tramezzino. La bistecca no, meglio non esagerare. Ma sono contento. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia…

Aldo Boraschi

Giornalista - Faccia di culatello

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Commenti all'articolo
  1. Ho già scritto molto, anzi moltissimo su questo argomento, dunque non mi rimane altro che ripetermi.
    La condizione di pensionato, di anziano, era considerata da rispettarsi, e l’anziano era rispettato da tutti.
    Un rispetto che era un vero e proprio riconoscimento per la sua vita laboriosa tendente a migliorare se stesso e la società in cui ha vissuto e vive.
    Non un peso per la società, ma un “valore aggiunto” da conservare ed amare come una reliquia, perché come persona, solo con la sua presenza è d’esempio alle future generazioni. Lo stesso pensionato ha combattuto per un mondo migliore per sé e per i suoi discendenti, nel modo più giusto! Lottando per veder riconosciuti come diritti tanti ideali dei suoi tempi.
    Ora che è anziano gli stanno facendo il lavaggio del cervello, perché è sporco di tutte quelle idee malsane che si ostina a credere giuste! Eppure nelle sue passeggiate (consigliate dal medico) rimugina, ragiona, analizza la sua condizione da ogni punto di vista … e parte sempre da li, la domanda è sempre quella :DOVE HO SBAGLIATO ? eppure ho pagato quello che mi hanno chiesto, mi dicevano che dovevo pagare da giovane per avere una vecchiaia tranquilla e serena, dovevo “accantonare” risparmiare! Ed ho pagato a loro i miei risparmi, poi mi dissero che non erano sufficienti ed hanno preteso di più, ed io non mi sono mai sentito derubato o taglieggiato, mettevo da parte per la mia vecchiaia! Quanto sono buoni, quanto mi aiutano a risparmiare per il dopo! Mah! Ma il dopo è arrivato velocemente come velocemente sono spariti i miei sogni… NO ! non erano sogni, erano le mie certezze!
    Il secondo quesito, che martella come il batacchio del campanone del paese, Don Don Don Don Don, sempre la stessa nota, mai un seppur timido Din!
    Cosa sono ora, chi sono per la mia società per la quale ho dato la mia vita? Un rifiuto, un peso, valgo per quanto mi riconoscono in denaro … NULLA ! per loro non valgo più nulla, anzi sono proprio un peso! Evidentemente gli do proprio fastidio, non ho altra spiegazione… devo proprio aver sbagliato qualcosa e così da esame introspettivo ad un esame di coscienza metto un passo avanti all’altro e mi ritrovo davanti alla mia vecchia chiesa.
    MIA! Penso con una leggera smorfia indefinibile, ma certamente interrogativa; proprio mia non lo posso dire eh eh! Non sarà mica li, che ho sbagliato? Ma nooooo! E poi se io ci credo il giusto, che male c’è ? … che male c’è ? Questa frase l’ho detta milioni di volte nella mia vita, sarà mica che a forza di dire che male c’è? Qualcosa di male tra le maglie della politica… dei partiti… della magistratura… dei mass media… sia passato e non doveva passare? Forse avrei dovuto dire : questo è male ed oppormi con forza! Mah! Ma io il 68 l’ho fatto e mi sono opposto allo strapotere e poi l’aborto, e il divorzio, e le lotte sindacali… tutte le ho fatte tutte, no non si può proprio dire che sia stato uno di quelli che son stati zitti, NO … io sono uno di quelli che la propria voce l’ha fatta sentire ! e così un passo avanti all’altro rimugino e rimugino ed arrivo davanti al comune, questi una casa me l’hanno data è si questi riconoscono il mio valore di buon cittadino, ma cosa penso ? OTTIMO cittadino ! e ci metto anche un altro paio di punti esclamativi … eccoli !! Ce li metto davvero e faccio qualche altro passo e vedo il rom, per il quale ho sempre detto che in un campo nomadi la vita non è vita, eccolo che lo incrocio, mi conosce… ciao ! bună dimineaţa! E torno a pensare … mi hanno detto, ma di preciso non lo so, che gli danno dei contributi, mah! Corrono tante voci, ma ho la sensazione che qualcosa gli diano, di certo la casa gliel’hanno data come a me, ma ho qualche dubbio che sia stato un ottimo cittadino come lo sono stato io per la mia nazione ed un passo avanti all’altro giungo davanti alla bottega del gioielliere, uffa quanti gioiellieri in questo paese… è inutile che li chiamino ortolano, macellaio, fornaio, per me son tutti gioiellieri ! e così giungo al parco, che bello il parco, penso, almeno questo me lo posso finalmente godere, come mai ho fatto fino ad ora e mi siedo sulla mia amata panchina, accidenti ho camminato troppo ! sono anziano ed avrei proprio da fare un bisognino … ma per quanto guardi bene mi accorgo che a me non hanno pensato o meglio ci hanno pensato eccome ! quel vespasiano arrugginito che c’era dietro alla siepe d’alloro non c’è più ! E’ si ! il parco non è per gli anziani è per i giovani! Per i ragazzi! Magari dietro quella siepe è meglio una canna d’una pisciatina, è meglio che mi avvii verso casa forse ce la faccio! Ma domani però giuro che vado al supermercato e faccio finta di comprare il giornale così me lo leggo tutto … ma inizio dai necrologi ! ora si che ho capito perché dicono che è passato a miglior vita ! ma c’è voluta tutta la mia vita per capirlo … Domani prima di partire per la passeggiata mi prenderò un mezzo Lorazepam, non mi farà vedere un mondo migliore, ma almeno quel tremore nervoso allo stomaco non si presenterà a dirmi che mi sento un peso per la mia Italia ed è la cosa più brutta che poteva capitarmi … Uffa sempre questa lacrima … sarà il freddo !

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