martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Auto d’epoca. Lo stile innanzitutto, la sicurezza può aspettare
Pubblicato il 01-02-2012


Gli automobilisti di oggi, secondo un recente sondaggio diffuso da Accenture, stanno mostrando crescenti segnali d’interesse verso l’applicazione delle nuove tecnologie al servizio del guidatore. Nella ricerca costante di una vettura sempre più all’avanguardia, secondo alcuni si stanno però sacrificando carattere e personalità che da sempre caratterizzano lo stile delle diverse marche automobilistiche e allora addio al fascino retrò di scocche cromate e motori rombanti anche se di oltre 25 anni di vita. A tal proposito è intervenuto Gianni Marchetti, presidente del Club Auto e Moto d’Epoca di Reggio Emilia.

Crede che le vetture odierne abbiano perso il carisma che le caratterizzava qualche decennio fa?

Temo proprio di sì. Prima le case automobilistiche avevano uno stile particolarissimo: l’Alfa Romeo puntava sulla linea sportiva,la Lanciasull’eleganza,la Fiatproponeva un modello d’auto economica riconoscibilissimo. Oggi non è più così: adesso c’è una massificazione delle varie linee. È una questione di convenienza di costi. Tutte le macchine oggi sono molto similari, e prive di personalità.

Questo sembra aver risvegliato in molti la passione per il vintage

Sì, è esattamente il motivo per il quale oggi molti automobilisti cercano un “ritorno” alle macchine storiche. Perché rappresentano un segno di grande riconoscimento, di personalità. Tanto più che l’hanno capito anche le grandi case moderne: di recente si cerca un ritorno alla personalizzazione delle loro vetture, specialmente quelle di punta. Si spinge molto sulla tecnologia, perché il guidatore vuole anche quella, ma lo stile non si batte.

Secondo lei c’è rischio per la sicurezza nel guidare auto prive delle nuove tecnologie?

La tecnologia sicuramente è apprezzabile dal punto di vista della sicurezza. È inevitabile, le due cose vanno di pari passo, lo sviluppo della prima aiuta la seconda a progredire. Una macchina oggi è inevitabilmente più sicura, ma attenzione: la prima protezione viene sempre dal buon senso di chi è al volante. Con l’Abs il tempo di frenata è sempre lo stesso, ma se il guidatore è distratto non c’è tecnologia che tenga. Un automobilista esausto può guidare tranquillamente vetture d’epoca senza dover temere intoppi dovuti alla mancanza dei nuovi “aiuti” che la scienza tecnologica sforna quotidianamente.

 Lei guida quotidianamente auto d’epoca?

Io uso quotidianamente solo macchine anni Sessanta e Settanta. Le guido più che altro per passione.

 È possibile installare nuove tecnologie su auto d’epoca, o per un appassionato come lei è da considerarsi un’offesa?

Spesso diventa difficile, perché non sempre c’è la predisposizione del veicolo. Inoltre in questo modo si tende a snaturare il “marchio d’epoca” del veicolo, e sradicarlo dal suo decennio: si dovrebbe sempre cercare di mantenere lo spirito d’epoca dell’auto. Tenga presente che io per primo ho accessoriato una macchina con navigatore satellitare e autoradio con lettore cd. Ma è tutto qui: bisogna limitarsi all’accessorio nudo e crudo, senza stravolgere in nessun caso lo stile e il sapore della vettura.

 Raffaele d’Ettorre

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento