martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Blitz della GF: il clan Terracciano aveva messo le mani sulla Toscana
Pubblicato il 29-02-2012


Duro colpo delle Fiamme gialle ai danni del clan camorristico Terracciano. Sono 44 le società, 31 gli immobili sparsi sul territorio nazionale, di cui 21 nella sola Toscana, 31 gli autoveicoli, un lussuoso yacht di 12 metri del valore di oltre 300.000 euro, una scuderia con ben 17 cavalli da corsa, 67 rapporti finanziari, 2 cassette di sicurezza: questi i beni faraonici sequestrati nel blitz operato alle prime ore della mattinata da 200 militari della Guardia di Finanza in 8 regioni (Toscana, Campania, Basilicata, Lazio, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria), in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale antimafia, emessa dal Tribunale di Prato, su richiesta del procuratore distrettuale antimafia di Firenze, Giuseppe Quattrocchi.

LE INDAGINI – Gli esiti di minuziose indagini di natura economico-patrimoniale, svolte dalla Polizia tributaria di Firenze, hanno consentito di individuare una fitta rete di soggetti prestanome, attraverso la cui interposizione fittizia, i componenti del clan camorristico Terracciano, notoriamente dedito alle estorsioni, all’usura ed allo sfruttamento della prostituzione nell’area fiorentino-pratese, hanno tentato di impedire la riconducibilità dei beni, per un valore complessivo di circa 41 milioni di euro, a loro stessi. A seguito dell’esame delle loro modeste dichiarazioni dei redditi, i militari delle Fiamme Gialle fiorentine hanno infatti proceduto all’esecuzione di mirati accertamenti bancari sulle operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni da T. G. , 60 anni, e T. C. 63enne, entrambi di origine napoletana e principali esponenti del clan, a seguito dei quali hanno scoperto come gli stessi, grazie alla collaborazione dei loro prestanome, riuscissero a riciclare i proventi delle proprie illecite attività reinvestendole in normali attività commerciali apparentemente a loro non riconducibili.

NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA – I Terracciano sono da sempre considerati i capi dell’organizzazione camorristica presente in Toscana. Provenienti dall’ambiente partenopeo e affiliati alla nuova camorra organizzata del boss Cutolo, come stabilito da una sentenza del 1985 della X sezione penale del Tribunale di Napoli, hanno saputo costituire, una volta trasferitisi nella zona fiorentino-pratese, un sodalizio criminale con altri personaggi campani e toscani residenti nella regione, rendendosi promotori di una nuova associazione camorristica del tutto autonoma da quella partenopea.

IL RE DELLA RISTORAZIONE – I riscontri sui prestanome hanno consentito peraltro di accertare come, in alcuni casi, questi fossero personaggi legati da vincoli di parentela ed amicizia e come, in altri, talune vittime del clan fossero progressivamente diventate sempre più complici dei loro carnefici fino alla completa associazione al sodalizio criminale. L’attività delle Fiamme Gialle ha investito un totale di 71 persone tra familiari e prestanome dei Terracciano ed ha consentito di accertare anche il coinvolgimento diretto di un noto imprenditore pratese P.P. di anni 41, il quale, proprio grazie alle ingenti somme di denaro messegli a disposizione dal clan camorristico, è divenuto titolare di una delle catene di ristorazione più note del comprensorio fiorentino-pratese-pistoiese che comprende ben 10 ristoranti e pizzerie, alcuni dei quali situati all’interno o in prossimità di importanti e frequentatissime strutture commerciali.

Martina Perrone

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