martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Boom di ascolti per l’esordio del giovane Montalbano
Pubblicato il 24-02-2012


Ritorno alle origini. Questo il filo rosso che tiene le fila della nuova produzione Rai. In onda sulla rete ammiraglia il giovedì, Salvo Montalbano è alle prime “armi” e il titolo del primo episodio è già eloquente: ‘la prima indagine di Montalbano’ interpretato da Michele Riondino. Tra le righe dei titoli di testa un omaggio alla Famiglia Sellerio (editore di Andrea Camilleri, creatore del fortunato personaggio di Montalbano). Nonostante la giovane età, il commissario riesce a farsi notare, e, forse anche grazie a un pubblico affezionato al personaggio maturo interpretato da Zingaretti, riesce a fare ascolto. I dati Auditel, infatti, lo vedono stravincere subito la gara tv. Il celebre commissario, ringiovanito di 20 anni, ha raccolto 7.749.000 telespettatori con uno share del 28%. Nettamente staccata la concorrenza con sul podio il reality show : ‘L’Isola dei Famosi’ ha ottenuto 3.159.000 telespettatori (share 13,43%) e ‘Le Iene Show’ su Italia1 con 3.113.000 preferenze (share 13,23%).

PARLA IL REGISTA – Anche il regista Gianluca Maria Tavarelli, tiene a porre l’accento proprio sulla possibile attrattiva per questo personaggio. Interesse sarebbe dovuto alla stessa tragica biografia di Salvo «figlio sia nel difficile rapporto con il padre, rapporto che si nutre, di silenzi imbarazzati, di rancore, di ferite mai sanate, ma anche di un irriducibile amore, un amore con il quale Salvo è costretto a fare i conti e che lo riporta indietro nel tempo alla sua adolescenza, alla perdita prematura della madre, alla solitudine di un bambino che cresce senza genitori. Figlio – continua il regista – sia nel rapporto professionale che ha con il commissario del paese di montagna in cui si fa le ossa, da cui ha imparato tutto e a cui confida le sue paure e le sue speranze. Ma figlio anche di Giuseppe Fazio, il poliziotto anziano che incontra al commissariato di Vigàta, che lo prenderà sotto la sua ala protettrice, consigliandolo quando lo vedrà in difficoltà, nel lavoro come nella vita privata».

CAMILLERI SI CONFESSA – Insomma il genio di Camilleri continua ad appassionare. Il lavoro nasce da un’esigenza autoriale ben precisa come conferma lo stesso Camilleri:«Un giorno mi è venuta voglia di completare la figura del commissario: un’esigenza mia personale ma anche narrativa. Ho avuto così – continua il noto giallista – l’idea di farlo cominciare non già da commissario, ma da vice-commissario, dunque da giovane, cioè uno che ha appena vinto il concorso. Gli ho costruito un passato che fosse coerente con certe sue caratteristiche da adulto». Un successo di pubblico agevolato dal traino di un prodotto ormai collaudato, la cui principale sfida da vincere sarà proprio quella affidata all’‘allievo’ Riondino di riuscir a uguagliare e perché no superare il ‘maestro’ Zingaretti. Vedremo. 

Diletta Liberati

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