lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bravo Roberto. Un nuovo omaggio all’eresia
Pubblicato il 28-02-2012


Bravo Roberto, coraggio due volte. Un nuovo omaggio all’eresia. Mia nonna, crocerossina turatiana, ne sarebbe stata fiera. La storia non fa mai sconti. Anche quando a scriverla sono i vincitori, come un fiume carsico riappare ed induce alla verità. Noi sapevamo bene che Filippo Turati era stato il fondatore del riformismo italiano. Roberto Saviano gli rende giustizia con il suo “elogio dei riformisti” su la Repubblica. Il 120° della fondazione del Psi avrà in Filippo Turati uno dei suoi protagonisti. O la sinistra riparte dal binomio libertà-equità o non è. Perché o la sinistra sposa la rivoluzione delle riforme o non è. Perché il socialismo liberale non è un ferro vecchio. Chiedere a Parigi, a Berlino e a chi soffre di bisogno in questa Italia smarrita.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Ho riletto il discorso di Filippo Turati al Congresso di Livorno, si può pubblicare sul nostro giornale on line? Molti compagni e molti giovani che forse non l’hanno mai letto capirebbero tanto della nostra storia e soprattutto capirebbero che siamo ancora noi il nuovo e il giusto. Se si può, pubblicarlo in file Pdf scaricabile o indicare un sito da cui scaricarlo. Grazie.

  2. Arzanello del PDCI dovrebbe solo tacere e riflettere di più su la sua collocazione politica oggi che siamo nel 2012. Egli fa parte è bene ricordarlo di una ideologia che al pari del fascismo a seminato odio, terrore e morte in tutti quei paesi dell’Est dove si è affermato. Quando parla dei socialisti e del vero socialismo si dovrebbe pulire la bocca.

  3. Non mi pare che Saviano abbia le competenze,per affrontare la storia della sinistra in Italia.Lo stesso testo di Orsini,con il suo titolo,sottintende un approccio manicheo.Riscoprire l’anticomunismo,e premetterlo a fondamento di una nuova formazione socialista,mi sembra un error;così come condividere l’ondata liberista del PDMonti,preclude la tanto proclamata autonomia.E per ciò che riguarda il linguaggio,in alcuni numeri di Critica Sociale,la violenza verbale è simile a quella denunciata.Ci sono dei passaggi storici,ove il linguaggio segnala l’asprezza dello scontro.Insomma Gramsci,lasciamolo agli studiosi e Saviano a fabiofazio.

    • Nel clima di spaesamento in cui viviamo, una piccola lezione di tolleranza Turatiana, sostenuta con equilibrio e moderazione da un giovane e coraggioso scrittore (e non dai soliti politicanti litigiosamente di bandiera), era più che necessaria, viste le reazioni al suo articolo, a volte intolleranti, a volte tortuose, di uomini che mal sopportano il pensiero libero. Mi ha sorpreso, in tempi di recessione democratica, morale e laica, la lucida valorizzazione del metodo riformista (che separato dal termine socialista storicamente e politicamente perderebbe il suo senso originario) e lo svelamento, con pochi ma efficaci riferimenti, della durezza, dell’aggressività, dell’inimicizia necessaria al metodo rivoluzionario (a prescindere da chi e perché l’abbia divulgato), coltivate anche nella fase “riformista” successiva in seno al comunismo, in quanto elementi fondamentali di identità ideologica.

  4. L’articolo di Saviano è interessante, opportuno, ben costruito e coglie l’essenza del riformismo socialista italiano. Le reazioni scomposte di un comunista odierno confermano che si è colto nel giusto segno.Finalmente qualcuno si è premurato di ristabilire, sulla stampa nazionale, la verità storica, rendendo anche l’onore dovuto a Filippo Turati. L’ intervento assume un maggior significato quando si pensa che il suo autore non è organico alla storia del PSI. Vorrei proprio che del vituperato socialismo italiano altre firme significative si spendessero così come ha fatto questo giovane coraggioso, noto sopratutto per il suo impegno di lotta contro le mafie. Giancarlo Moschin

  5. E’ stata una grande soddisfazione leggere l’articolo di Saviano ma leggerlo proprio su Repubblica è stata una cosa assolutamente inaspettata. Non conoscevo questo aspetto del suo pensiero. Chissà che qualche lettore questo giornale non possa essere assalito dalla voglia di scoprire chi è stato veramente Turati.

    Fiorenzo

  6. Cara Luisa,

    ho seguito il tuo consiglio,ed ho riletto l’intervento di Turati a Livorno.Mi ha colpito la sua passione e la delicatezza nell’affrontare passaggi cruciali.Insisto.Riscoprire l’anticomunismo,veicolato da una star dell’antimafia televisiva,colloca l’area socialista di sinistra,nell’arena liberista.E poi l’eresia,è una costante nella storia del PCI.La reazione scomposta di Rifondazione,sembra darvi ragione.Guardiamo avanti,e superiamo antichi pregiudizi.C’è tutta un’area politica,che attende una voce moderata e socialdemocratica,autonoma dal pantano affaristico del PD.
    Buon lavoro,compagni dell’Avanti e grazie per lo spazio concessomi.

  7. I tentativi di seppellire il “Socialismo” sono vani. Esso riosorge come il sole! L’avvenire preconizzato è l’OGGI!
    La globalizzazione è avviata! Il mondo rapidamente si trasforma e l’uomo ingordo e “peccatore” deve arrendersi alla pacifica socializzazione, senza guerre e armi distruttive, ma creando occasioni di intesa e crescita possibile ed il libertà, senza prevaricazioni o discriminazikni dell’uno sull’altro. Il nostro spazio è incancellabile! Ci ritrioveremo insieme e vinceremo sul male e sull’intolleranza stupida e perdente. Attilio Pizzarello

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